Mozambico, jihadisti occupano la città di Macomia per tre giorni

È la prima volta che il governo mozambicano conferma un attacco jihadista, questa volta a Macomia. La cittadina è a metà strada tra i giacimenti di gas naturale e quelli di rubini. Aree strategiche per il Mozambico

sandro_pintus_francobolloSpeciale per Africa ExPress
Sandro Pintus
Firenze, 2 giugno 2020

In novanta jihadisti hanno attaccato e occupato la città di Macomia, (35mila abitanti) 200km a nord di Pemba, capoluogo della provincia settentrionale di Cabo Delgado. È successo lo scorso 28 maggio quando un folto gruppo di ribelli islamisti è riuscito mantenere il controllo della città per tre giorni.

Macomia, occupara dai jihadisti per tre giorni e le aree dei rubini e del gas (Courtesy GoogleMaps)
Macomia, occupata dai jihadisti per tre giorni e le aree dei rubini e del gas (Courtesy GoogleMaps)

Occupazione jihadista prima dell’alba

L’occupazione dei terroristi è iniziata prima dell’alba con colpi d’arma da fuoco sparati in aria. La popolazione, terrorizzata, ha abbandonato la cittadina fuggendo nella foresta o verso Pemba. Mentre, dal distretto di Mocimboa da Praia, dove si ritiene ci sia un’altra base jihadista, arrivavano rinforzi ai ribelli.

Esercito e Forze speciali mozambicane sono intervenute, anche con elicotteri da combattimento, per catturare gli insorti e dopo una battaglia durata fino a sabato 30 maggio sono riusciti a liberate la città.

Un’incursione jihadista che mostra maggiore tracotanza contro il potere centrale di Maputo e soprattutto, nelle ultime settimane, ulteriore sicurezza militare: oggi sono armati di kalashnikov (AK47) e lanciagranate. Secondo quanto riferito da Luiz Fernando Lisboa, vescovo di Pemba, centinaia di persone in fuga da Macomia sono arrivate nel capoluogo. Tra queste molti bambini separati dalle famiglie.

Attacchi rivendicati dallo Stato islamico

È la prima volta che il governo mozambicano conferma un attacco jihadista, questa volta a Macomia. Le azioni terroristiche sono attribuite a una formazione conosciuta come Al Sunnah Wa-Jama e chiamati dalla popolazione al Shebab. Gli attacchi dello scorso mese sono però stati rivendicati dallo Stato islamico che ha collegamenti con lo Stato islamico della provincia dell’Africa centrale (ISCAP), in Congo-K.

Il presidente mozambicano Filipe Nyusi, ha dichiarato che le forze governative si sono impegnate in estesi combattimenti contro gli insorti. Alle emittenti di Stato, Radio Moçambique e TV Moçambique, ha confermato che i quadri più importanti della formazione terroristica sono stati eliminati.

Jihadisti armati con la bandiera dello Stato islamico davanti alla caserma di polizia di Quissanga
Jihadisti armati con la bandiera dello Stato islamico davanti alla caserma di polizia di Quissanga

Morte e distruzione a Macomia

Ancora non si conosce il numero definitivo dei morti degli scontri di Macomia. Si parla di otto civili tra i quali almeno tre bambini e di una decina di militari mozambicani ma non si sa quanti jihadisti siano deceduti.

Il mercato è stato completamente distrutto, è stata assaltata la banca e sono state sabotate le torri di telecomunicazione mobile. Anche la sottostazione elettrica di Macomia ha subito danni lasciando isolati e senza elettricità vari distretti a nord della cittadina occupata.

Area di rubini e gas

Macomia è a metà strada tra il distretto di Montepuez e Palma. A Montepuez si trova il più grande giacimento di rubini del mondo; a Palma uno dei maggiori giacimenti africani di gas (LNG). ENI, ExxonMobil e Total, a Palma, dovrebbero iniziare la produzione di gas nel 2022. Se la situazione non peggiora.

Sandro Pintus
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Giornalista pubblicista dal 1979, ha iniziato l'attività con Paese Sera. Negli anni '80/'90, in Africa Australe con base in Mozambico e in seguito in Australia e in missioni in Medio Oriente e Balcani. Ha lavorato per varie ong, collaborato con La Repubblica, La Nazione, L'Universo, L'Unione Sarda e altre testate, agenzie e vari uffici stampa. Ha collaborato anche con UNHCR, FAO, WFP e OMS-Hedip.