Area del ciclone Idai tra Mozambico, Zimbabwe e Malawi (Courtesy CNN)
Mozambico: mille morti per il ciclone Idai, pozzi inquinati e rischio di colera

Nel Mozambico centrale, per la furia del ciclone tropicale Idai, sono stati crollati ponti, strade e altre infrastrutture lasciando solo desolazione. Ora l’area colpita è a rischio colera, malattia endemica in tutta la zona

Ciclone Idai accanto alle coste mozambicane
Ciclone Idai e violenti temporali: centinaia di morti in Africa australe

Centoquindici morti tra Mozambico, Malawi e Sudafrica per le forti piogge. In Mozambico la situazione peggiora mentre in Malawi ci sono 200 mila sfollati. Secondo l’ONU occorrono 16 milioni di dollari per aiutare le popolazioni colpite dal disastro ambientale. Il peggio arriverà con il ciclone Idai di categoria 4 su 5 con venti che possono arrivare a 280km/h

Cucciolo di elefante in botswana (Courtesy EWB)
Botswana: “Riapriamo la caccia agli elefanti”, diventeranno cibo per cani e gatti

In Botswana vivono 130mila elefanti ma secondo il Paese africano non dovrebbero essercene più di 54mila. Sono troppi e quindi la proposta di riaprire la caccia per la gioia dei cacciatori e lo sdegno degli ambientalisti. Ma il governo propone di fare della carne cibo per animali domestici

Uno dei corrotti dell'indagine sul calcio ritira la tangente di 65mila dollari (Courtesy Anas Aremeyaw Anas)
Ghana, il giornalismo sotto copertura: “Anas sta guardando. Fai la cosa giusta”

Questa è la seconda e ultima parte dell’ intervista ad Anas Aremeyaw Anas, giornalista investigativo ghanese che lavora sotto copertura. Un giornalismo che tocca tutta l’area sub-sahariana del continente africano.

Renee Bach con del cibo in mezzo ai bambini
Uganda, missionaria americana sospettata della morte di centinaia di bambini

I decessi potrebbero essere addirittura 600. La prima udienza è fissata per il 12 marzo prossimo in Uganda. Intanto Renee è sparita. Una fonte di Africa Express ha riferito che la missionaria è tornata negli Stati Uniti per adottare un bambino

"Non ci faranno tacere. In memoria di Ahmed" l'immagine della pagina FB di Anas Aremeyaw Anas dedicata al giornalista assassinato (Courtesy Anas Aremeyaw Anas)
Lotta alla corruzione: parla Anas, reporter ghanese elogiato da Barack Obama

(1) In questa intervista Anas Aremeyaw Anas racconta il suo lavoro, i pericoli e le ragioni che lo hanno spinto a operare come giornalista investigativo sotto copertura. Anas, nel 2009, è stato elogiato pubblicamente per il suo importante lavoro dall’allora presidente USA, Barack Obama

Anas Aremeyaw Anas con una delle sue maschere
Anas, il giornalista ghanese sotto copertura che manda in galera i corrotti africani

Anas Aremeyaw Anas è un giornalista investigativo pluripremiato. Lavora sempre sotto copertura e rischia la vita tutti i giorni. Si presenta in pubblico con una semplice maschera africana composta da fili di perline di vetro che gli coprono il viso. In Ghana, e un tutta l’Africa sub-sahariana, filma la corruzione e la rende pubblica.

Cuccioli di elefante giocano
Zimbabwe, elefantini strappati alle madri per essere spediti negli zoo in Cina

“Le emozioni degli elefanti sono esattamente uguali alle nostre. Se perdono le loro famiglie sono pieni di aggressività, distrutti, affranti e in lutto. – ha raccontato al National Geographic, Daphne Sheldrick fondatrice del Centro che cura gli elefantini orfani in Kenya -. A causa di tutto ciò che hanno passato hanno incubi e soffrono di insonnia”.

Esther Kiobel, vedova di Barinem, impiccato dopo un processo farsa del 1995 in Nigeria (Courtesy Amnesty International)
Quattro vedove portano in tribunale Shell per violazione diritti umani in Nigeria

“Shell ha impiegato le sue risorse per combattermi anziché per dare giustizia a mio marito – ha dichiarato Esther Kiobe -. Per tutti questi anni ha cercato di impedire che questo caso arrivasse in tribunale”.

Baracche di lamiera alla periferia di Windhoek, Namibia
Presidente della Namibia dichiara crisi umanitaria per le baracche dei poveri

Nella capitale Windhoek il 35 per cento della popolazione è povera e vive in baracche di lamiera. Entro la fine dell’anno ci saranno le elezioni. Il presidente, Hage Geingob: non è stratagemma elettorale