Muore il presidente Raisi e in un teatro iraniano va in scena un opera buffa di Dario Fo

Il dramma comico del premio Nobel in scena nella provincia del Gilan: ne da notizia il quotidiano in inglese della capitale iraniana

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dal quotidiano Tehran Times
Teheran, 20 maggio 2024

L’opera teatrale “Tutti i ladri non sono ladri” sarà rappresentata alla Farabi Hall della città di Sowme’eh Sara, nella provincia di Gilan in Iran, dal 20 al 24 maggio.

Mahan Naeimi ha diretto lo spettacolo basato su un dramma comico del drammaturgo italiano Dario Fo intitolato “Il ladro virtuoso” (noto anche come “Non tutti i ladri vengono per nuocere”).

Ali Akhavan, Sogand Khan-Zolfi, Bahman Azad, Maryam Dashti, Mahgol Sadat Sahrghi e Misagh Naeimi fanno parte del cast di questa commedia di 75 minuti.

La storia dell’atto unico racconta di un ladro che entra in casa del vicesindaco, mentre il vicesindaco torna a casa con la sua amante segreta Julia e il ladro si nasconde in un orologio a pendolo.

Una veduta di Sowme’eh Sara, Iran

Dario Fo (1926-2016) è stato un drammaturgo, attore, comico, cantante, regista teatrale, scenografo, cantautore, pittore, attivista politico della sinistra italiana e vincitore del Premio Nobel per la letteratura nel 1997.

Dario Fo

Nel suo tempo, è stato probabilmente il drammaturgo contemporaneo più rappresentato nel teatro mondiale. Gran parte della sua opera drammatica dipende dall’improvvisazione e comprende il recupero di forme illegittime di teatro, come quelle dei giullari e dei suonatori ambulanti medievali e, più notoriamente, l’antico stile italiano della commedia dell’arte.

Le sue opere sono state tradotte in 30 lingue e rappresentate in tutto il mondo, tra cui Argentina, Bulgaria, Canada, Cile, India, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Sudafrica, Corea del Sud, Spagna, Sri Lanka, Svezia, Regno Unito, Stati Uniti e Iran.

Il suo lavoro degli anni ’60, ’70 e ’80 è costellato di critiche ad assassinii, corruzione, crimine organizzato, razzismo, teologia cattolica e guerra. Nel corso degli anni Novanta e Duemila, si è dedicato alla parodia di Forza Italia e del suo leader Silvio Berlusconi, mentre negli anni 2010 ha preso di mira le banche nel contesto della crisi del debito sovrano europeo.

Sempre negli anni 2010, è diventato il principale ideologo del Movimento Cinque Stelle, il partito anti establishment guidato da Beppe Grillo, spesso chiamato dai suoi membri “il Maestro”.

Il conferimento del Premio Nobel per la letteratura nel 1997 ha segnato il “riconoscimento internazionale di Fo come figura di spicco del teatro mondiale del Novecento”. L’Accademia di Svezia ha elogiato Fo come scrittore “che emula i giullari del Medioevo nel flagellare l’autorità e sostenere la dignità degli oppressi”.

Tehran Times

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