Mozambico, coprifuoco nella città tra i rubini e il gas ENI si temono attacchi jihadisti

Il coprifuoco per proteggersi dagli attacchi jihadisti di al Shabab che continuano da ottobre 2017. Fino ad ora sono state uccise 248 persone anche sgozzate con il macete.

sandro_pintus_francobolloSpeciale per Africa ExPress
Sandro Pintus
5  febbraio 2019

Per pericolo di attacchi jihadisti a Mocimboa da Praia, a Cabo Delgado, nell’estremo nord del Paese – dal 26 gennaio  è in vigore il coprifuoco.

La conferma da un tweet pubblicato da Zenaida Machado, dell’organizazione Human Rights Watch  (HRW-Osservatorio per i diritti umani).

“Di fronte alla situazione di instabilità esistente nel Nord e Centro della nostra provincia di Cabo Delgado e in modo particolare nel nostro distretto, il Consiglio municipale di Mocimboa da Praia – si legge nel decreto – comunica ai cittadini che è vietata la circolazione notturna di veicoli pesanti, leggeri, motorizzati, biciclette e pedoni, come è vietata qualsiasi attività commerciale, proiezione di film, e discoteca in tutta l’area municipale dalle 21.00 alle 4.00”.

Mocimboa da Praia è situata tra il più vasto giacimento di rubini del pianeta della Montepuez Ruby Mining  e il più grande giacimento di gas del Paese dove operano le multinazionali petrolifere ENI, ExxonMobil e Anadarko.

Sede del governo della Provincia di Mocimboa da Praia
Sede del governo del distretto di Mocimboa da Praia, Cabo Delgado

È in questa cittadina di mare che sono iniziate, il 5 ottobre 2017, le azioni terroristiche delle cellule jihadiste di Al-Sunna wa Jama’a chiamate dalla popolazione Al-Shabab.

Il giacimento di rubini è strategico per il Mozambico e, secondo Panama Papers ma anche per vari politici e militari di alto rango che ne posseggono licenze di sfruttamento.

Purtroppo è però diventato appetibile anche per i gruppi jihadisti che ammazzano e terrorizzano la popolazione indifesa del nord di Cabo Delgado.

Secondo un’indagine dell’Università di Maputo, voluta dal presidente mozambicano Filipe Nyusi e presentata nel maggio scorso, i gruppi armati jihadisti fanno perdere allo Stato trenta milioni di dollari all’anno.

Ma non si alimentano solo di contrabbando di rubini. Le loro risorse economiche arrivano anche dalla vendita illegale di legno pregiato i cui proventi arrivano soprattutto ai capi che vivono nei tra la Tanzania e la Regione del Grandi laghi. I jihadisti di Cabo Delgado, Secondo l’indagine sono addestrati da milizie di al Shabab somalo.

Nel frattempo continuano gli attacchi alla popolazione inerme. L’ultimo è del 1° febbraio scorso a Nangade, 150km a nord-ovest di Mocimboa. Di mattina sono stati ammazzati due insegnanti che andavano a scuola su una moto e due contadini che lavoravano nei campi.

Da ottobre 2017 si contano 248 morti ammazzati dagli estremisti islamici molti dei quali sgozzati con machete.

Sandro Pintus
sandro.p@catpress.com
Twitter: @sand_pin

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Giornalista pubblicista dal 1979, ha iniziato l'attività con Paese Sera. Negli anni '80/'90, in Africa Australe con base in Mozambico e in seguito in Australia e in missioni in Medio Oriente e Balcani. Ha lavorato per varie ong, collaborato con La Repubblica, La Nazione, L'Universo, L'Unione Sarda e altre testate, agenzie e vari uffici stampa. Ha collaborato anche con UNHCR, FAO, WFP e OMS-Hedip.