I leoni della Namibia dal deserto al mare: ora cacciano foche

sandro_pintus_francobolloSpeciale per Africa ExPress
Sandro Pintus
Firenze, 6 febbraio 2019

“Il bisogno aguzza l’ingegno” recita un vecchio proverbio e di questo adagio i leoni del deserto della Namibia ci danno un esempio concreto. Dal deserto, che non offre cibo sufficiente (cadono da 0 a 100 mm di pioggia all’anno), si sono spostati sulle spiagge della Skeleton Coast Park. È una striscia di costa a Nord-Ovest della Namibia, al confine con l’Angola, le cui grandi dune si tuffano nell’Oceano Atlantico.

Uno dei leoni della Skeleton Coast (Foto Courtesy © Philip Stander)
Uno dei leoni della Skeleton Coast (Foto Courtesy © Philip Stander)

Quei litorali, ricchi di fauna marina, offrono cibo facile e in abbondanza. Una vera “dispensa” per i grossi felini africani, dove vivono oltre un milione otarie orsine. Quale pasto migliore di una grassa e nutriente – e soprattutto lenta – foca invece di correre col fiato corto dietro a veloci, atletiche – e rare – gazzelle del Namib Desert?

Philip Stander mentre applica un radio -collare a uno dei leoni del deserto (Courtesy Desert Lion Conservation)
Philip Stander mentre applica il radio-collare a uno dei leoni del deserto (Courtesy Desert Lion Conservation)

Uno studio di Philip Stander pubblicato sul Namibian Journal of Environment, (volume 3, 2019) spiega il fenomeno dei leoni cacciatori di foche, fenicotteri rosa, gabbiani, cormorani e altre prede della rovente Skeleton Coast.

L’indagine ha toccato oltre cinquantuno mila kmq, un’area che dai confini dell’Etosha National Park arriva allo Skeleton Coast National Park, osservando le nuove abitudini alimentari dei leoni che hanno colonizzato la costa.

Negli anni Ottanta del secolo scorso questi grandi predatori erano stati segnalati in quelle zone ma poi erano spariti a causa dei conflitti tra leoni e agricoltori. Sono ricomparsi negli anni Novanta con lo sviluppo delle aree protette dove hanno trovato condizioni favorevoli.

Mappa con la aree dello studio del Dr. Philip Stander (Courtesy Google Maps)
Mappa con la aree dello studio del Dr. Philip Stander (Courtesy Google Maps)

Negli anni Duemila la popolazione felina è aumentata ma ci sono voluti altri quindici anni perché i leoni scoprissero le enormi risorse alimentari dei loro antenati di qualche decennio prima.

Lo studio dice che due branchi di leoni, nel 2017, hanno iniziato a cacciare regolarmente cormorani e foche del Capo. È stato documentato che tre giovani leonesse dell’oasi di Hoanib, in diciotto mesi, hanno cacciato due fenicotteri rosa, sessanta cormorani e diciotto foche.

foche della Skeleton Coast in Namibia
foche della Skeleton Coast in Namibia

Questa nuova dieta marina ha contribuito al 79 per cento del cibo di cui si sono nutrite. Oggi la popolazione di leoni della Skeleton Coast è arrivata a 150 individui. Tutti con la pancia piena.

Sandro Pintus
sandro.p@catpress.com
Twitter: @sand_pin

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Giornalista pubblicista dal 1979, ha iniziato l'attività con Paese Sera. Negli anni '80/'90, in Africa Australe con base in Mozambico e in seguito in Australia e in missioni in Medio Oriente e Balcani. Ha lavorato per varie ong, collaborato con La Repubblica, La Nazione, L'Universo, L'Unione Sarda e altre testate, agenzie e vari uffici stampa. Ha collaborato anche con UNHCR, FAO, WFP e OMS-Hedip.