Massacri jihadisti nel nord Mozambico: 350 mila profughi in fuga

Africa ExPress ha ricevuto da Cabo Delgado alcune foto e un video sui rifugiati arrivati a Pemba, in fuga dalla guerra. “Stiamo chiedendo a chi di dovere di fargli avere almeno un pasto al giorno” – dice un volontario

sandro_pintus_francobolloSpeciale per Africa ExPress
Sandro Pintus
25 ottobre 2020

“Trecentocinquantamila persone, compresi vecchi, donne e bambini, hanno dovuto abbandonare le propri­e case a causa del terrorismo a Cabo Delgado. Solo dall’ultimo settimana sono arrivate a Pemba (capitale della provincia ndr) 90 barche e 3.000 persone. Una situazione che negli ultimi mesi è andata peggiorando”. Sono le parole di Armindo Ngunga segretario di Stato della provincia, in una conferenza stampa con i giornalisti.

Assistenza a bambini profughi arrivati a Pemba
Assistenza a bambini profughi arrivati a Pemba

Secondo Ngunga, i luoghi considerati “sicuri” dalle incursioni jihadiste di Ahlu Sunnah wa’Jamaà sono l’area di Mueda e quella di Pemba. La prima, 100 km a ovest di Mocimboa da Praia – l’area degli scontri tra jihadisti e militari – la seconda 300 km a sud, via mare. Pemba attualmente ospita 90 mila rifugiati. Nei giorni scorsi, sulle barche lasciano le zone di guerra sono nati almeno tre bambini, uno dei quali è arrivato morto.

Il materiale arrivato ad Africa ExPress

Africa Express, da Cabo Delgado, ha ricevuto alcune immagini e un video girato dai volontari che accolgono i profughi in fuga dalle aree di conflitto. Soprattutto Fuggono da Quissanga, Macomia e Mocímboa da Praia. Al momento della breve foto-video documentazione oltre 2.000 profughi arrivati con barche di fortuna trasportando tutti ciò che erano riusciti a salvare.

Giro questo video affinché venga condiviso e per mostrare ciò che le nostre TV non ci fanno vedere. Tutte queste persone sono profughi. Dormono sulla spiaggia perché non sanno dove andare” – racconta il volontario che ha girato il video. “Avevano una quarantina di sacchi di zucchero che sono terminati. Manca cibo, al momento stiamo servendo solo acqua calda e un pezzetto di pane”

“Chiediamo almeno un pasto al giorno per i profughi”

“Stiamo chiedendo, a chi di dovere, di fargli avere almeno un pasto al giorno. Sabato sono arrivate 738 persone e da stamattina se ne sono aggiunte altre 1.800” – continua a commentare il volontario. “Tutte le barche che si vedono in fondo stanno facendo sbarcare i profughi”. Una nostra fonte ci conferma che gli sbarchi delle immagini sono avvenuti in una delle spiagge a nord di Pemba, Paquitequete. Secondo DW, tra il 16 e il 19 ottobre sono arrivate una quarantina di imbarcazioni sovraccariche di profughi indeboliti e affamati con molte donne incinte e ammalate. Ci sono state almeno tre parti durante il viaggio e uno dei bambini è nato morto.

Assistenza a bambini profughi Pemba
Assistenza a bambini profughi a Pemba

Sottovalutata la crisi di Cabo Delgado

Armindo Ngunga conferma che la crisi di Cabo Delgado è stata sottovalutata. “Sembrava un’azione che alla fine poteva essere superata in breve tempo. Ecco perché, a quel tempo, chiamavamo questi ragazzi malfattori ”. Intanto sono passati tre anni e 2.000 morti mentre le Forze armate mozambicane (FADM) non riescono a fermare i jihadisti nemmeno con l’aiuto dei mercenari.

Sandro Pintus
sandro.p@catpress.com
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(con la collaborazione di Fatima Aly)

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Giornalista pubblicista dal 1979, ha iniziato l'attività con Paese Sera. Negli anni '80/'90 in Africa Australe con base in Mozambico e in seguito in Australia e in missioni in Medio Oriente e Balcani. Ha lavorato per varie ong, collaborato con La Repubblica, La Nazione, L'Universo, L'Unione Sarda e altre testate, agenzie e vari uffici stampa. Ha collaborato anche con UNHCR, FAO, WFP e OMS-Hedip.

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