Stati Uniti, in lista nera i tagliagole di ISIS-Mozambico e ISIS-Congo “terroristi globali”

L’inserimento nella lista nera statunitense permette di bloccare interessi e proprietà a soggetti e organizzazioni considerati pericolosi per la sicurezza nazionale e globale

sandro_pintus_francobolloSpeciale per Africa ExPress
Sandro Pintus
Firenze, 13 marzo 2021

Il Dipartimento di Stato degli USA ha aggiunto all’elenco delle Organizzazioni terroristiche straniere (FTO) i jihadisti del Mozambico e della Repubblica Democratica del Congo (RDC).

I gruppi terroristici sono ISIS della Repubblica Democratica del Congo (ISIS-DRC) e ISIS-Mozambico considerati come Specially Designated Global Terrorists (SDGTs), “terroristi globali particolarmente pericolosi”. Anche i rispettivi leader, Seka Musa Baluku e Abu Yasir Hassan, sono considerati tali. Finora, di Abu Yasir Hassan, poco si sapeva.

Nell’aprile 2019 lo Stato islamico dell’Iraq e della Siria (ISIS) ha annunciato la nascita dello Stato islamico della provincia dell’Africa centrale (ISCAP). L’obiettivo era la promozione di elementi associati all’ISIS nell’Africa centrale, orientale e meridionale.

ISIS-Mozambico Baluku
Seka Musa Baluku, dell’ISIS-DRC

A che serve la “lista nera”

L’inserimento di questi gruppi nella “lista nera” statunitense dà un colpo al terrorismo jihadista. Permette, infatti, di bloccare interessi e proprietà a soggetti e organizzazioni considerati pericolosi per la sicurezza nazionale e globale. Ai cittadini statunitensi è generalmente vietato impegnarsi in qualsiasi transazione con questi soggetti.

“Possono essere colpiti anche gli istituti finanziari stranieri che aiutano queste organizzazioni o individui sanzionando ordini di pagamento sul loro conto statunitense. Ed è un crimine fornire consapevolmente supporto materiale o risorse a ISIS-RDC o ISIS-Mozambico, tentare o cospirare per farlo”, sostiene il Dipartimento.

Chi sono i jihadisti di ISIS-DRC

L’ISIS-DRC, conosciuto come Allied Democratic Forces (Forze Democratiche Alleate-ADF) – come se avesse qualcosa di democratico – è tristemente conosciuto per violenza e atrocità. Il gruppo dei tagliagole jihadisti è responsabile di molti attacchi nelle province del Nord Kivu e dell’Ituri nel Congo-K orientale.

Il capo è Seka Musa Baluku che con il gruppo jihadista, nel 2020, è stato responsabile della morte di almeno 850 civili. Secondo rapporti dell’ONU, ADF è già stato sanzionato dal Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti e dalle Nazioni Unite per le terribili azioni. A inizio 2020 è stato sotto sanzioni anche dalla Repubblica Democratica del Congo.

Isis-Mozambico Jihadisti armati con la bandiera dello Stato islamico davanti alla caserma di polizia di Quissanga
Jihadisti armati con la bandiera dello Stato islamico davanti alla caserma di polizia di Quissanga, Cabo Delgado, Mozambico

I tagliagole mozambicani

L’ISIS-Mozambico, guidato da Abu Yasir Hassan, viene chiamato dalla popolazione al Shebab ma è conosciuto come al Sunnah wa-Jammà o Ansar al-Sunna. Secondo dati del Dipartimento di Stato USA, dal 2017, ha ammazzato 1.200 civili oltre ad altre 2.300 persone tra militari mozambicani, civili e vari militanti. Il giuramento di fedeltà allo Stato islamico – secondo il Dipartimento USA – risalirebbe all’aprile 2018 mentre l’affiliazione è dell’agosto 2019.

Al Sunnah wa-Jammà, a Cabo Delgado, è responsabile dell’attacco e distruzione di decine di villaggi indifesi, uccisioni e decapitazioni e rapimenti di donne e bambini. Finora ha causato 670 mila profughi interni. Il gruppo ha iniziato, a ottobre 2017, seminando terrore col machete passando in breve tempo alle armi da fuoco. Sono stati confermati attacchi, oltre con con armi da taglio, anche con kalashnikov, lanciarazzi e persino bazooka. Questo indica le avvenute sovvenzioni che hanno permesso di ampliare la qualità militare degli assalti.

Il filmato di Pinnacle News, postato su twitter, mostra Mocimboa da Praia come una città fantasma, vuota e distrutta

Ad agosto 2020
ha attaccato da mare e da terra la città di Mocimboa da Praia, uno dei porti del nord Mozambico. A un’ottantina di chilometri a nord della città si trovano i giacimenti di gas naturale dove operano ENI, ExxonMobil e Total. Mocimboa è rimasta assediata per diverso tempo mettendo a dura prova le Forze armate mozambicane (FADM) aiutate dai mercenari di Dyck Advisory Group (DAG).

Continua l’assedio nelle aree dei giacimenti di gas

I jihadisti sono arrivati fino ai cancelli di Total che ha evacuato i suoi dipendenti. Hanno messo sotto assedio Palma, sede delle multinazionali petrolifere, dove arrivano con difficoltà scorte di cibo per la popolazione. Al momento in cui scriviamo – secondo Zitamar News – “a Nangade, otto insorti sono stati uccisi da miliziani locali che aiutano le FADM”.

Sandro Pintus
sandro.p@catpress.com
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Giornalista dal 1979, ha iniziato l'attività con Paese Sera. Negli anni '80/'90 in Africa Australe con base in Mozambico e in seguito in Australia e in missioni in Medio Oriente e Balcani. Ha lavorato per varie ong, collaborato con La Repubblica, La Nazione, L'Universo, L'Unione Sarda e altre testate, agenzie e vari uffici stampa. Ha collaborato anche con UNHCR, FAO, WFP e OMS-Hedip.

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