Amnesty alla Tanzania: “Liberate il giornalista in galera con accuse inventate”

Al governo tanzaniano non piacciono i giornalisti non allineati. L’ultima vittima della repressione è Erick Kabendera, incarcerato per pesanti crimini. Amnesty: “Rilasciatelo immediatamente. Le accuse sono inventate”

sandro_pintus_francobolloSpeciale per Africa ExPress
Sandro Pintus
Firenze, 27 agosto 2019

Si chiama Erick Kabendera, è un giornalista investigativo che ha pubblicato varie inchieste in Tanzania e all’estero. “Un giornalista di tutto rispetto le cui indagini hanno fatto luce abusi di potere del governo tanzaniano sia in patria che all’estero”- scrive Amnesty International. “Le oltraggiose accuse inventate contro di lui mostrano l’intolleranza delle autorità tanzaniane a qualsiasi critica”.

Il giornalista tanzaniano Erick Kabendera (Courtesy Amnesty International)
Il giornalista tanzaniano Erick Kabendera (Courtesy Amnesty International)

Evidentemente le sue inchieste hanno colpito nel segno e, come da copione nei Paesi che non amano la libera informazione, è stato “incastrato”. E vista la sua collaborazione con testate straniere, è stata messa in discussione anche la sua nazionalità. Per aggravare la sua posizione, Kabendera è stato accusato di criminalità organizzata e riciclaggio di denaro sporco. Doveva apparire in tribunale il 19 agosto ma l’udienza è stata spostata al 30 agosto.

L’ong per i diritti umani, attraverso Joan Nyanyuki, direttore per l’Africa orientale, Corno e i Grandi Laghi, ne chiede la scarcerazione immediata. “Il processo a Erick Kabendera è una farsa perché le accuse mosse contro di lui sono politiche. Devono essere ritirate e il giornalista rilasciato immediatamente e incondizionatamente” – afferma Nyanyuki.

“Non deve essere sottoposto a un altro giorno di questa sciarada giudiziaria intentata contro di lui solo per il suo lavoro. Le oltraggiose accuse inventate contro di lui mostrano l’intolleranza delle autorità tanzaniane a qualsiasi critica” – dice Amnesty.

Alcune testate tanzaniane (Courtesy Amnesty International)
Alcune testate tanzaniane (Courtesy Amnesty International)

Sono indicativi i dati del rapporto annuale 2017-2018 di Amnesty sulla Tanzania dove la libertà degli organi d’informazione è peggiorata significativamente. A gennaio 2017, il presidente tanzaniano John Magufuli ha dichiarato che i quotidiani considerati “scorretti” avevano i giorni contati.

Tra giugno a settembre 2017, le autorità hanno chiuso o vietato temporaneamente la pubblicazione di tre testate, MwanaHalisi, Mawio e Raia Mwema. Sono state accusate di “mancanza di professionalità” nella copertura delle notizie e di incitamento alla violenza.

La Tanzania, secondo la classifica 2019 di Reporters sans Frontieres (RSF) è al 118° posto su 180 Paesi. Dall’anno precedente l’ex Tanganika, indipendente dal Regno Unito nel 1961, è scesa addirittura di 25 posizioni e di 35 dal 2017. Indice di un pesante giro di vite contro la stampa e l’informazione libera.

Mappa dell'Africa che illustra la situazione della libertà di stampa. In nero i Paesi peggiori seguiti dal rosso, arancione e giallo (Courtesy RSF)
Mappa dell’Africa che illustra la situazione della libertà di stampa. In nero i Paesi peggiori seguiti dal rosso, arancione e giallo (Courtesy RSF)

Secondo RSF, il presidente Magufuli, dal suo arrivo al potere nel 2015, si è fatto conoscere subito. Soprannominato “il bulldozer” non tollera nessuna critica verso verso la sua persona e il suo programma. Ama solo giornalisti “embedded”, quelli allineati, quindi Erick Kabendera è troppo scomodo e va colpito.

Erick è un giornalista freelance di Dar es Salaam. lavora per The Guardian, The EastAfrican, The Africa Report, The Economist (Intelligence Unit), Africa Confidential e l’Agenzia Inter Press Service con servizi sulla politica e l’economia della Tanzania.

Sandro Pintus
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Giornalista pubblicista dal 1979, ha iniziato l'attività con Paese Sera. Negli anni '80/'90, in Africa Australe con base in Mozambico e in seguito in Australia e in missioni in Medio Oriente e Balcani. Ha lavorato per varie ong, collaborato con La Repubblica, La Nazione, L'Universo, L'Unione Sarda e altre testate, agenzie e vari uffici stampa. Ha collaborato anche con UNHCR, FAO, WFP e OMS-Hedip.