“Il mondo deve guardare a quanto accade in Burkina Faso. Le potenze occidentali devono fermare chi commette questi delitti, anziché vendere loro le armi che usano anche per uccidere i cristiani”. È l’accusa di un vescovo burkinabé

sandro_pintus_francobolloSpeciale per Africa ExPress
Sandro Pintus
Firenze, 7 dicembre 2019

L’ennesimo assalto jihadista contro la minoranza cristiana ha causato 14 morti “giustiziati a freddo”, secondo una fonte Agenzia France Press (AFP), da una dozzina di individui armati. Tra le vittime anche il pastore e diversi bambini. È successo domenica scorsa a Hantoukoura, nel Burkina Faso orientale nell’attacco a una chiesa protestante durante la funzione religiosa.

Seppellimento di alcune vittime del terrorismo contro le minoranze cristiane in Burkina Faso
Seppellimento di alcune vittime del terrorismo contro le minoranze cristiane in Burkina Faso (Courtesy  ACN International)

“Non è stato rivendicato, così come non sono stati rivendicate le precedenti aggressioni contro i cristiani – afferma Justin Kientega, vescovo di Ouahigouya. Non sappiamo se si tratti di uno o più gruppi. È certo che cercano di innescare un conflitto tra religioni in un paese in cui cristiani e musulmani sono sempre andati d’accordo”.

Accuse all’Occidente

Dopo l’ultimo feroce attacco jihadista, Justin Kientega, lancia una pesante accusa all’Occidente. “Il mondo deve guardare su ciò che accade in Burkina Faso. Le potenze occidentali devono fermare chi commette questi delitti, anziché vendere loro le armi che usano anche per uccidere i cristiani”.

Gli attacchi jihadisti, dall’inizio del 2015, sono diventati sempre più frequenti e mortali soprattutto nel nord e nell’est dell’ex colonia francese. Secondo l’AFP hanno causato oltre 700 morti e circa 500mila tra sfollati interni e rifugiati.

Perseguitati più che mai

Il report “Perseguitati più che mai”, realizzato dalla Fondazione di diritto pontificio ACN International, fotografa dati del periodo 2017-2019. Nel periodo in esame, in Burkina Faso, la situazione è precipitata soprattutto nel nordest del Paese dove i jihadisti hanno colpito numerose celebrazioni cristiane.

“Nei soli primi sei mesi del 2019 sono stati uccisi 20 cristiani, tra cui tre sacerdoti ed un pastore – si legge nell’indagine. Un altro sacerdote è stato rapito nel marzo 2019. Gli autori di tali crimini cercano di infondere terrore nella comunità cristiana anche per impadronirsi delle loro terre e dei loro beni”.

Succede che, qualche giorno prima dell’attacco, passino nei villaggi, casa per casa dicendo che se i cristiani non si convertono all’islam verranno uccisi con le loro famiglie. Danno pochi giorni di tempo per prendere le loro cose e lasciare le abitazioni che verranno loro sottratte.

Mappa che mostra la situazione della minoranza cristiana in Africa Sub-sahariana
Mappa che mostra la situazione della minoranza cristiana in Africa Sub-sahariana (Courtesy acs-italia.org)

Peggiora la situazione nel Sahel

Cinque Paesi l’area sub-sahariana sono sotto attacco jihadista. Il dossier di ACN International mostra la mappa di quelli sotto attacco. In Burkina Faso, Niger, Nigeria, Camerun e Repubblica Centrafricana, la situazione è in peggioramento. Le persecuzioni contro i cristiani sono stabili in Egitto e Sudan ma sono peggiorate in Eritrea.

Ma non è solo la minoranza cristiana nel mirino dei gruppi aderenti ad Al Qaeda e allo Stato Islamico. Anche la popolazione civile musulmana viene colpita indiscriminatamente. Molti sono gli attentati contro i musulmani e le uccisioni degli iman. Ma si continuano a registrare attacchi armati contro i militari burkinabé e la polizia.

Sandro Pintus
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Giornalista pubblicista dal 1979, ha iniziato l'attività con Paese Sera. Negli anni '80/'90, in Africa Australe con base in Mozambico e in seguito in Australia e in missioni in Medio Oriente e Balcani. Ha lavorato per varie ong, collaborato con La Repubblica, La Nazione, L'Universo, L'Unione Sarda e altre testate, agenzie e vari uffici stampa. Ha collaborato anche con UNHCR, FAO, WFP e OMS-Hedip.