Ghana, il giornalismo sotto copertura: “Anas sta guardando. Fai la cosa giusta”

Questa è la seconda e ultima parte dell’ intervista ad Anas Aremeyaw Anas, giornalista investigativo ghanese che lavora sotto copertura. Un giornalismo che tocca tutta l’area sub-sahariana del continente africano.

sandro_pintus_francobolloSpeciale per Africa ExPress
Sandro Pintus
Firenze, 2 marzo 2019

Nei suoi film documento ho visto il messaggio “Anas sta guardando. Fai la cosa giusta”. In Europa può essere letto come un annuncio minaccioso del “Grande Fratello” del romanzo “1984” di George Orwell. Ma forse non è così in Africa. Che ne pensa?

Uno dei corrotti dell'indagine sul calcio ritira la tangente di 65mila dollari (Courtesy Anas Aremeyaw Anas)
Uno dei corrotti dell’indagine sul calcio ritira la tangente di 65mila dollari (Courtesy Anas Aremeyaw Anas)

Portare buonsenso e disciplina nei nostri villaggi e nelle comunità è la responsabilità di ogni cittadino. Il fatto che la gente dica che “Anas sta guardando. Fai la cosa giusta” è il distintivo del mio giornalismo.

Di fatto tutti hanno visto che il mio modo di lavorare ha fatto luce nella società. Il mio giornalismo ha mandato dietro le sbarre persone cattive. Quando la società vede l’effetto del tuo lavoro, vedrai che inizieranno a trasformarti in un’istituzione.

Non si tratta quindi solo dei miei film, ci sono auto che hanno il mio adesivo “Anas sta guardando. Fai la cosa giusta”, ci sono scritte e graffiti sui muri che puoi vedere ovunque.

Un'immagine di Anas Aremeyaw Anas con una delle sue maschere
Un’immagine di Anas Aremeyaw Anas con una delle sue maschere

Immagino che lei abbia molti nemici. Sono più in Ghana o nei Paesi confinanti?

È difficile rispondere. Il mio giornalismo tocca tutto il continente africano. Ho lavorato in Tanzania, Burkina Faso, Zimbabwe, in molti altri Paesi. Non sai mai chi è il nemico ma Dio è la nostra sicurezza. Continuiamo a fare il nostro lavoro e non penso che sia solo una questione di affinità al mio modo di essere.

Anche te sei un giornalista e hai i tuoi nemici. Nessuno di noi dovrebbe sottovalutare i propri nemici, alcuni sono ok altri no, alcuni sono pazzi altri sono normali. Non sai mai quale braccio prenderà una pistola per venire a spararti. Dobbiamo solo fare attenzione.

A causa delle sue indagini lei è molto famoso in tutto il mondo, si sente più vicino a un crociato o un vendicatore?

Non mi interessa come la gente mi vede. Ciò che mi interessa è che il lavoro sia fatto. Che tu sia un crociato o un giornalista, una spia o un poliziotto alla fine della giornata sappiamo che dobbiamo avere una società migliore.

Dobbiamo fare in modo che, con uno sforzo collettivo, i nostri figli e i figli dei nostri figli abbiamo un mondo pulito e privo di criminalità. Chiunque tu sia il tuo contributo è necessario per il miglioramento e lo sviluppo del tuo villaggio o della tua comunità.

Uno dei titoli dei giornali dell'inchiesta sulla magistratura "Chi è Anas? I giudici frastornati"
Uno dei titoli dei giornali dell’inchiesta sulla magistratura “Chi è Anas? I giudici frastornati”

La maggior parte dei Paesi africani, dopo l’euforia dell’indipendenza, in pochi decenni sono scivolati in dittature o hanno generato leader autocratici. Come uscire da questa situazione?

Non sono d’accordo. Per esempio in Ghana è indipendente da 60 anni. Dal giorno dell’indipendenza abbiano avuto alcuni momenti difficili e abbiamo cominciato con la sperimentazione democratica ma non siamo caduti nella dittatura.

Alcuni Paesi hanno regimi totalitari ma non penso che siano la maggioranza. L’Africa non ha l’esperienza democratica dell’Europa. È naturale che ci siano dei problemi. Ma sta crescendo.

(con il contributo di Tatiana Crisafulli)

Sandro Pintus
sandro.p@catpress.com
Twitter: @sand_pin
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Giornalista pubblicista dal 1979, ha iniziato l'attività con Paese Sera. Negli anni '80/'90, in Africa Australe con base in Mozambico e in seguito in Australia e in missioni in Medio Oriente e Balcani. Ha lavorato per varie ong, collaborato con La Repubblica, La Nazione, L'Universo, L'Unione Sarda e altre testate, agenzie e vari uffici stampa. Ha collaborato anche con UNHCR, FAO, WFP e OMS-Hedip.