Mozambico, Total annuncia ripresa lavori e jihadisti attaccano Palma

L’obiettivo pare essere rendere sempre più insicuro il perimetro dei giacimenti di gas dove operano anche ENI, Total ed ExxonMobil

sandro_pintus_francobolloSpeciale per Africa ExPress
Sandro Pintus
26 marzo 2021

Palma, la cittadina degli impianti di gas (GNL) estremo nord del Mozambico, mercoledì 24 marzo è stata attaccata dai jihadisti di Al Sunna wa-Jamma. Sembra un attacco mirato visto che Total aveva appena annunciato la ripresa graduale dei lavori nella penisola di Afungi. Ha, infatti, tutta l’aria di essere un assalto per mostrare la propria forza e il controllo del territorio. E rendere sempre più insicuro il perimetro dei giacimenti di gas dove operano anche ENI e ExxonMobil. Un progetto che vale 60 mld di USD.

L’estrazione di gas liquefatto del Coral South FLNG, secondo quanto programmato da ENI dovrebbe iniziare nel 2022. Con la situazione in atto è probabile che venga rimandata. Intanto la compagnia petrolifera nazionale del Mozambico, ENH, sta sudando freddo. La Banca Mondiale, secondo Zitamar News, se il progetto Rovuma LNG si ferma, ENH si trova con un debito di 700 milioni di USD.

Total Palma
Mappa con la cintura di sicurezza intorno a Palma concordata da Total e governo mozambicano (Courtesy GoogleMaps)

Secondo l’Agenzia portoghese LUSA, i jihadisti hanno attaccato la stazione di polizia sul lato costiero di Palma e poi l’area commerciale. Qui avrebbero rapinato il Banco Internacional de Moçambique e la Standard Bank Moçambique. La Standard Bank, con otto miliardi di USD, è tra i finanziatori della piattaforma fluttuante di gas liquefatto (FLNG) che dovrebbe operare off-shore.

Forze di difesa e sicurezza e Polizia stanno cercando di neutralizzare l’attacco. L’agenzia portoghese LUSA conferma che sono stati sentiti volare gli elicotteri, probabilmente i Gazelle dei mercenari sudafricani che aiutano le Forze armate mozambicane.

Coral Sul FLNG, liquidificatore di gas naturale
Coral Sul FLNG, liquidificatore di gas naturale

Palma sempre isolata e ora sotto attacco

Da oltre un mese tutte le strade che portano a Palma sono bloccate e i suoi 28 mila abitanti sono ostaggio dei terroristi. L’assalto avviene dopo una settimana di relativa calma e diverse settimane di isolamento senza cibo e beni di consumo basici a causa dell’interruzione delle strade. Gli approvvigionamenti possono arrivare solo via mare.

Le ultime notizia arrivate parlano della popolazione fuggita nella boscaglia e che le linee dei telefoni cellulari sono interrotte. Al momento in cui scriviamo non si sa se ci sono morti o feriti. L’attacco jihadista a Palma è stato confermato con un comunicato del ministero della Difesa mozambicano il giorno seguente. “I terroristi hanno attaccato alle 16.15 la città di Palma da tre direzioni “- si legge nella nota-. Fino ad ora non si hanno notizie sulle vittime e i danni. Le Forze di difesa faranno tutto per garantire  sicurezza e benessere della popolazione contro gli atti dei terroristi”. Dall’ottobre 2017 a Cabo Delgado, a causa della violenza jihadista, si contano oltre 2.500 morti e quasi 700 mila sfollati.

L’attacco di Capodanno contro Total

L’ultimo attacco che ha fatto decidere a Total di evacuare il personale è del 31 dicembre scorso, quando i jihadisti sono entrati nel cantiere. Per la sicurezza dell’area, Total e governo mozambicano hanno concordato la protezione dell’area in un raggio di 20km. Una protezione che, al momento, pare non esistere. Intanto, a Maputo i Berretti verdi USA stanno addestrando alcuni reparti dei marines mozambicani.

Sandro Pintus
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Giornalista dal 1979, ha iniziato l'attività con Paese Sera. Negli anni '80/'90 in Africa Australe con base in Mozambico e in seguito in Australia e in missioni in Medio Oriente e Balcani. Ha lavorato per varie ong, collaborato con La Repubblica, La Nazione, L'Universo, L'Unione Sarda e altre testate, agenzie e vari uffici stampa. Ha collaborato anche con UNHCR, FAO, WFP e OMS-Hedip.