Italia addestra i tagliagole janjaweed ma il parlamento non lo sa: le rivelazioni di Africa ExPress approdano in Senato

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Africa ExPress
Milano, 8 settembre 2022

Le rivelazioni di Africa ExPress dei giorni sull’impegno preso dall’Italia ad addestrare i paramilitari sudanesi del Rapid Support Forses  (RSF) approdano in parlamento. Ieri il senatore del Movimento 5 Stelle, Alberto Airola, ha preso la parola durante la riunione ed ha arringato i suoi colleghi.

L’intervento, che ripostiamo in video qui sotto, racconta quello che il senatore Airola aveva letto nei nostri articoli: Con disprezzo dei diritti umani l’Italia in segreto arma e addestra i tagliagole janjaweed in Sudan https://www.africa-express.info/2022/08/13/con-disprezzo-dei-diritti-umani-litalia-in-segreto-arma-e-addestra-i-tagliagole-janjaweed-in-sudan/ e Il 12 gennaio missione segreta italiana a Khartoum per pianificare l’addestramento dei tagliagole janjaweed https://www.africa-express.info/2022/08/26/il-12-gennaio-scorso-una-missione-italiana-segreta-a-khartoum-per-pianificare-laddestramento-dei-tagliagole-janjaweed/ . Il senatore, quindi, ha chiesto come mai il parlamento non fosse stato informato di questa operazione.

I Rapid Support Forces sono formati in gran parte dagli ex janjaweed, i famigerati terroristi arabi soprannominati “diavoli a cavallo” famosi perché in Darfur attaccavano i villaggi africani (ammazzavano gli uomini stupravano le donne e rapivano i bambini) e l’accordo con l’Italia, finanziato dall’Europa, prevede che il gruppo di tagliagole si occupi di bloccare i migranti che dall’Africa Centrale attraversano il Sudan e poi la Libia per raggiungere il Mediterraneo.

Il 12 gennaio scorso e poi il 5 d’agosto, gli RSF hanno ricevuto una delegazione di 007 italiani arrivata in segreto a Khartum.

Per altro poi in febbraio il capo di questo gruppo paramilitare, il generale Mohamed Hamdan Daglo, soprannominatoHemetti, ha fatto visita in gran segreto in Italia e alla fine ha presentato una lista di richieste comprendenti attrezzature per l’assistenza tecnica e il supporto strategico (cioè istruttori per corsi d’addestramento e armi).

Il nostro Paese e gli altri partner coinvolti (l’Unione Europea che finanzia l’operazione) dopo un’attenta valutazione hanno approvato la “lista” che contiene anche droni con i quali l’ex janjaweed intenderebbe, a suo dire, controllare le frontiere per fermare il flusso migratorio verso l’Europa.

Ma gli uomini del Rapid Support Forces sono anche impiegati dalla giunta militare al potere per reprimere nel sangue le manifestazioni pacifiche per la democrazia che da mesi si susseguono nel Paese africano.

Si pecca di ingenuità se si crede che le armi fornite e che fornirà l’Italia non saranno utilizzate contro i civili inermi per impedire alla dittatura di essere travolta.

Secondo informazioni raccolte da Africa ExPress, da fonti sudanesi bene informate, almeno 15 istruttori italiani sono già impegnati in Sudan in gran segreto, e senza che sia stato informato il nostro parlamento, nell’addestramento degli ex janjaweed. Cosa che è stata sottolineata dal senatore Alberto Airola.

Attenzione però, c’è un’altra chicca: come sostiene il sito sempre ben informato sito dabangasudan.org con sede ad Amsterdam, anche i mercenari russi della compagnia Wagner sono da anni impegnati nel training delle RSF.

Africa ExPress
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