Mozambico, Elezioni 2019. Aumentate le violenze pre-elettorali: 44 morti, 7 omicidi

Nei 43 giorni di campagna elettorale, 44 persone morte durante le violenze di cui sette per omicidio. Da aggressioni fisiche e incidenti sono rimaste ferite 271 persone e una sessantina arrestate

sandro_pintus_francobolloSpeciale per Africa ExPress
Sandro Pintus
15 ottobre 2019

Secondo il Comitato per l’Integrità Pubblica (CIP) in tutto il Paese, soprattutto nell’ultima settimana, sono aumentate le violenze pre-elettorali. Persone assassinate, aggressioni con armi da fuoco, coltelli e pietre, case incendiate. Solo nell’ultima settimana della campagna elettorale sono stati registrati sei decessi, 42 feriti e 10 arresti

Omicidi pre-elettorali: le ammissioni della polizia

Le notizie sulle violenze elettorali somigliano a un bollettino di guerra. L’omicidio che ha destato maggior scalpore è stato quello di Anastácio Matavele, leader della delegazione per il controllo elettorale che conta seimila persone. L’assassinio, presumibilmente a colpi di kalashnikov, è avvenuto a Gaza, nel sud del Mozambico.

In una conferenza stampa, il capo della polizia ha ammesso che l’uccisione è stata opera di una squadra speciale. Da qualche anno nell’ex colonia portoghese si parla di attività degli squadroni della morte. Per l’omicidio di Matavele sono stati arrestati quattro agenti e un civile.

Fori di proiettile sul parabrezza dell'auto di Augusto Pelembe(MDM), scampato a un attentato
Violenze pre-elettorali. Fori di proiettile sul parabrezza dell’auto di Augusto Pelembe (MDM), scampato a un attentato

Attentato anche al capo-lista dell’MDM, Augusto Pelembe, a colpi d’arma da fuoco mentre era nella sua auto nella provincia di Maputo. Ne è uscito illeso. Il CIP ha confermato nei 43 giorni di campagna elettorale, 44 persone sono state uccise in incidenti di cui sette per omicidio. Da aggressioni fisiche e incidenti sono rimaste ferite 271 persone e almeno una sessantina sono state arrestate.

I dati delle passate elezioni

Nelle elezioni del 2014, che hanno portato Nyusi alla presidenza, il FRELIMO ha vinto con il 56 per cento delle preferenze (nel 2009 era il 74,6). In Parlamento il FRELIMO ha conquistato 160 seggi su 250 (nel 2009 erano 191).

La RENAMO, maggior partito di opposizione, nel 2014 ha avuto il 32,5 per cento dei voti (nel 2009 era il 17) e ha guadagnato 89 seggi (nel 2009 erano 51. Il terzo partito, MDM, nato da una frangia RENAMO, nel 2014 ha raggiunto il 6,4 per cento degli elettori (nel 2009 era al 3,9) con 17 seggi (erano 8 nel 2009).

Nyusi dato per vincente

Sono tre i candidati che hanno la maggiore possibilità di occupare la poltrona della presidenza della Repubblica. L’attuale presidente, Filipe Nyusi, (FRELIMO) che corre per il secondo mandato, Ossufo Momade (Renamo) e Daviz Simango (MDM). Alice Mabota, prima e unica donna mozambicana e attivista per i diritti umani con la Coalizione per l’Alleanza Democratica (CAD) è stata esclusa. Gli altri partiti sperano di ottenere qualche seggio in parlamento.

Il presidente delle Repubblica, Filipe Nyusi, durante la campagna elettorale 2019
Il presidente delle Repubblica, Filipe Nyusi, durante la campagna elettorale 2019

A meno che non ci siano colpi di scena, l’attuale presidente, Filipe Nyusi, dovrebbe riuscire ad ottenere il secondo mandato.

Ma c’è l’ombra dello scandalo. Quello che ha portato nelle galere sudafricane l’ex ministro delle Finanze, Manuel Chang, per una frode da 1,9mld di euro e che gli Usa vogliono processare.

(2/2 fine)

Sandro Pintus
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Giornalista pubblicista dal 1979, ha iniziato l'attività con Paese Sera. Negli anni '80/'90, in Africa Australe con base in Mozambico e in seguito in Australia e in missioni in Medio Oriente e Balcani. Ha lavorato per varie ong, collaborato con La Repubblica, La Nazione, L'Universo, L'Unione Sarda e altre testate, agenzie e vari uffici stampa. Ha collaborato anche con UNHCR, FAO, WFP e OMS-Hedip.