Corruzione da 4,5 mln dollari in Senegal: coinvolto fratello del presidente

BP plc (già British Petroleum), Timis Corporation e Aliou Sall coinvolti in affari con odor di corruzione. Lo svela la BBC in un’inchiesta che fa tremare il presidente Macky Sall

sandro_pintus_francobolloSpeciale per Africa ExPress
Sandro Pintus
Firenze, 11 giugno 2019

Sono tre i protagonisti dello scandalo che ha colpito il Senegal: BP plc (British Petroleum), Frank Timis e Aliou Sall, fratello del presidente della Repubblica.

Il “fattaccio”, dopo l’inchiesta BBC, riguarda un contratto da 1,5mln di dollari (1,32mln di euro) a favore di Aliou Sall per una consulenza. Un accordo da 25mila dollari (22mila euro) al mese per cinque anni nel settore petrolifero firmato con la Petro-Tim del magnate rumeno-australiano Frank Timis.

Da sinistra: Aliou Sall, fratello del presidente de lSenegal e il magnate Frank Timis
Da sinistra: Aliou Sall, fratello del presidente del Senegal e il magnate Frank Timis

Il ricco businessman, secondo la BBC, è noto per una serie di affari discutibili del settore minerario in Africa e per casi di corruzione di politici del continente africano.

Oltre al costoso contratto è venuto fuori che, secondo l’inchiesta, alla cifra mensile gli sono state promesse azioni per un valore di 3mln di dollari. Non ci sarebbe niente in contrario se il fratello del presidente Macky Sall, avesse le competenze nel settore petrolifero ma, non avendone alcuna, la cosa appare perlomeno stravagante.

Ma soprattutto con un forte odore di corruzione, anche perché neanche la Petro-Tim ha competenze in campo petrolifero ma gli sono state assegnate quote in due giacimenti di gas off-shore.

In rosso i giacimenti di idrocarburi offshore in Senegal
In rosso i giacimenti di idrocarburi offshore in Senegal

Si tratta dei blocchi Cayar Offshore Profond e St. Louis Profond, la cui licenza è stata aggiudicata nel 2012 alla Petro-Tim. Una compagnia sconosciuta nel settore petrolifero che faceva capo a Frank Timis e che poco dopo ha assunto Aliou Sall.

Le rivelazioni del reportage mandato in onda dalla BBC la settimana scorsa hanno ovviamente agitato le acque della politica senegalese. La questione è caduta come una martellata sull’alluce di Macky Sall, vincitore per il secondo mandato alle presidenziali del febbraio scorso.

Il neo-presidente, nel suo primo discorso pubblico aveva confermato: “Metteremo fine alla cattiva amministrazione e alla corruzione. Le sostituiremo con un nuovo sistema di governo”.

Se la martellata sull’alluce presidenziale è stata dolorosa, una trave gli è finita sull’altro alluce quando lo scandalo si è dimostrato maggiore del previsto. BP ha acquistato la partecipazione residua della Timis Corporation per 250mln di dollari (220mln di euro).

Punto vendita al dettaglio di carburante BP
Punto vendita al dettaglio di carburante BP

L’indagine della tv pubblica britannica ha calcolato che che BP, dal 2020, darà a Timis vari miliardi in royalties. Una cifra che va tra i 9,4 e i 12,4mld di dollari (8,30/11mld di euro). Un accordo che, secondo BP, porterà grandi benefici al Senegal.

L’indagine rivela anche che nel giugno 2014, 250mila dollari (220mila euro) sono stati pagati alla Agritrans Sarl di Aliou Sall. Da una email di Timis si trattava di tasse pagate al governo senegalese che però sono finite nelle tasche del fratello del presidente.

Come risposta all’inchiesta, alla BBC è arrivata una dichiarazione a nome di Frank Timis e Timis Corporation nella quale si dice che le accuse sono false. “Non ci sono state infrazioni di sorta in relazione alle concessioni di petrolio e gas di Saint-Louis Profond e Caya Offshore Profond. La concessione, assegnata dall’ex presidente Wade è stata un investimento altamente rischioso e speculativo che ha avuto investimenti costosi”.

La nota di Timis afferma che all’epoca non erano stati scoperti idrocarburi e c’era una possibilità significativa che non sarebbero mai esistiti. Molte società petrolifere hanno avuto la possibilità di esplorare i fondali ma non lo hanno fatto a causa dei rischi connessi. Al 2014 non si sapeva se Timis avrebbe trovato giacimenti di petrolio o gas.

Anche Aliou Sall smentisce tutte le accuse mentre il presidente afferma che l’inchiesta della BBC non rispetta i requisiti giornalistici corretti e vuole la verità. L’opposizione, scandalizzata per il grande furto al Paese e alla comunità, affila le armi e vuole la mobilitazione popolare nelle piazze del Senegal.

Sandro Pintus
sandro.p@catpress.com
Twitter_bird_logo@sand_pin

Giornalista pubblicista dal 1979, ha iniziato l'attività con Paese Sera. Negli anni '80/'90, in Africa Australe con base in Mozambico e in seguito in Australia e in missioni in Medio Oriente e Balcani. Ha lavorato per varie ong, collaborato con La Repubblica, La Nazione, L'Universo, L'Unione Sarda e altre testate, agenzie e vari uffici stampa. Ha collaborato anche con UNHCR, FAO, WFP e OMS-Hedip.