Islamisti in Nigeria: “Abbiamo ucciso il leader dei Boko Haram su ordine dell’ISIS

Speciale per Africa ExPress
Cornelia I. Toelgyes
6 giugno 2021

“Abbiamo catturato Abubakar Shekau, il leader di Boko Haram, su ordine dell’ISIS e lui si suicidato  il 19 maggio scorso”, ha rivendicato  il capo di dell’Islamic State West Africa Province (ISWAP), Abu Musab Albarnawi, al secolo Habib Yusuf, in un messaggio vocale in lingua hausa.

Ahmad Salkida, giornalista nigeriano ben informato sui fatti della ex colonia britannica, in particolare sui terroristi, in un suo articolo per il giornale online HumAngle, ha rivelato di aver potuto ascoltare l’intera registrazione, nella quale Shekau viene descritto come leader disobbediente e corrotto.

Il leader di Boko Haram Aboubakar Shekau

E Salkida prosegue, citando le parole di Abu Musab Albarnawi: “E’ stato catturato nella maniera più umiliante. Era uno che ha commesso atti di terrorismo inimmaginabili. Quante persone ha distrutto, quante ne ha ucciso, quante ne ha terrorizzate? Ma Allah lo ha lasciato solo. Quando è arrivato il suo momento, Allah ha inviato soldati coraggiosi, che hanno ricevuto ordini precisi da Amirul Muminin (letteralmente tradotto capo dei fedeli).”

ISWAP, una fazione rivale di Boko Haram, si è staccata dallo storico raggruppamento nel 2016 proprio  perché  in disaccordo con Shekau per l’eccesiva violenza, in particolare nei confronti dei musulmani nelle aree sotto il suo controllo.
E proprio per questo motivo ISWAP ha ricevuto l’ordine da ISIS di entrare in azione. I fatti si sono poi svolti come Africa ExPress ha già spiegato in un suo articolo.

Il leader di Boko Haram, una volta catturato nella sua roccaforte, la foresta di Sambisa, pur di non arrendersi, si è suicidato, facendo esplodere la casa dove si trovava.

Foresta di Sambisa, roccaforte di Boko Haram

Nella sua registrazione Abu Musab ha precisato che allo stato attuale la situazione non è ancora sotto il totale controllo di ISWAP, in quanto centinaia di combattenti seguaci di Shekau della fazione Bakura non sono passati dalla loro parte.

Questo raggruppamento è per lo più composto da miliziani di etnia Buduma (Ciad, Camerun e Niger, che abitano in molte delle isole del Lago Ciad). La fazione è soprattutto attiva sulle sponde del Lago Ciad, in particolare dalla parte del Niger, nella regione di Diffa.

E’ comunque significativo, come hanno fatto notare molti esperti e osservatori, che non siano state le forze armate nigeriane ad essere riuscite a uccidere l’uomo più pericoloso e più ricercato in tutto il Paese. E’ altrettanto rilevante, se non di più, che l’esercito nigeriano sembra non essere in grado trarre profitto dalla morte dell’uomo che è stato il suo nemico numero uno negli ultimi dieci anni.

Abubakar Shekau nasce a Shekau, un villaggio dello Yobe State. Negli anni Novanta si trasferisce a Maiduguri, capoluogo del Borno State per studiare teologia e religioni locali; in questa città incontra Ustaz Mohammed Yusuf, una guida spirituale e fondatore nel 2002 di Boko Haram che tradotto dalla lingua hausa significa: “l’educazione occidentale è peccato”. Ben presto il giovane diventa il braccio destro di Yusuf, nonchè il suo più stretto e fedele collaboratore; iniziano i primi attentati a basi militari e posti di polizia. Nel 2009 le forze dell’ordine nigeriane attaccano una delle basi della setta: catturano e uccidono il fondatore e altri 700 adepti. In un primo momento anche il braccio destro viene dato per morto, ma qualche mese dopo appare in un video e fa sapere al mondo di essere il nuovo capo di Boko Haram.

Dalla salita al potere di Shekau nel 2009 a oggi si stima che siano state uccise oltre 36mila persone e, secondo l’ultimo rapporto dell’UNHCR, più di 3.2 milioni di persone hanno dovuto lasciare le loro case, 2,9 milioni tra questi sono sfollati.

Cornelia Isabel Toelgyes
corneliacit@hotmail.it
@cotoelgyes
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Giornalista, vicedirettore di Africa Express, ha vissuti in diversi Paesi africani tra cui Nigeria, Angola, Etiopia, Kenya. Cresciuta in Svizzera, parla correntemente oltre all'italiano, inglese, francese e tedesco.