Speciale per Africa ExPressAngus Shaw*
Harare, 20 giugno 2026
Qualunque sia la vostra opinione sul calcio, che lo amiate o lo odiate, questa volta i Mondiali stanno attraversando un periodo difficile.

I pub e i bar sportivi di tutto il pianeta sono affollati di tifosi 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per la principale competizione calcistica ospitata da Canada, Messico e Stati Uniti (dove lo chiamano “soccer”).

Il presidente della FIFA, Gianni Infantino, con uno stipendio e bonus pari a circa 5 milioni di dollari all’anno, ha concesso agli americani alcune deroghe sui divieti di visto e immigrazione solitamente applicati dall’ICE nei confronti dei Paesi africani, del Terzo Mondo in generale e dell’Iran in particolare.


3.


Private Eye: “La coppa è d’oro, pacchiana e simbolo di corruzione”.
Trump: “Cosa c’è che non va?”.
Lo slogan in fondo alla copertina aggiunge che la fase finale del “Gruppo della Morte”, che vedrà sfidarsi squadre famose e di successo, includerà ora Iran, Cuba, Venezuela e Groenlandia.
Gianni Infantino stima che questa Coppa del Mondo genererà 14 miliardi di dollari di ricavi indiretti nei prossimi quattro anni fino alla prossima edizione, ammesso che ce ne sia una.
Rilassatevi e godetevela, se potete.
Angus Shaw*
angus@mweb.co.zw
*Angus Shaw nato 1949 da coloni scozzesi nella Rhodesia, ad Harare, quando si chiamava Salisbury, ha ottenuto risultati scolastici modesti e, rimasto orfano in tenera età, è andato a scuola in Inghilterra ma non ha proseguito gli studi avendo bisogno di lavoro e di reddito.
Viaggiando in autostop in Europa come studente dell’Africa meridionale, ha sentito per la prima volta l’odore dei gas lacrimogeni durante la rivolta studentesca del 1968 a Parigi, la prima di molte altre esperienze come reporter in Africa nei 50 anni successivi.
E’ entrato a far parte del Rhodesia Herald nel 1972. Nel 1975 è stato arruolato nelle forze di sicurezza rhodesiane, ma ha disertato per fare un reportage sugli esuli nazionalisti a Lusaka e Dar es Salaam.
In questo periodo ha coperto una dozzina di Paesi africani, principalmente per l’agenzia di stampa statunitense Associated Press dal 1987 fino alla pensione. Nel febbraio 2005 è stato incarcerato per aver fatto un reportage su Robert Mugabe durante il declino dello Zimbabwe. È autore di tre libri: The Rise and Fall of Idi Amin, 1979, Kandaya, 1993, una cronaca del servizio di leva nella guerra per l’indipendenza dello Zimbabwe e Mutoko Madness, 2013, un memoire africano.
È stato insignito del prestigioso premio Gramlin per la stampa statunitense. Angus Shaw vive ad Harare.
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Singing the blues at World Cup 26

Angus Shaw
Harare, June 20th 2026
Whatever you think of football, love it or hate it, the World Cup is singing the blues this time around.
Pubs and sports cafes around the globe are crammed with fans 24/7 for the premier football competition hosted by Canada, Mexico and the United States (where they call it soccer.)


FIFA president Gianni Infantino, on a salary and bonuses of about US$ 5 million annually, has made concessions to the Americans on their visa and immigration bans usually enforced by ICE against African, Third World countries in general and Iran in particular.
Gianni Infantino estimates that this World Cup will net $14 billion in spin off revenues over the next four years until the next one, assuming there is one.
Sit back and enjoy it if you can.
Angus Shaw**
angus@mweb.co.zw
**Angus Shaw, born in 1949 to Scottish settlers in Rhodesia, in Harare – then known as Salisbury – achieved modest academic results and, having been orphaned at a young age, attended school in England but did not continue his studies as he needed work and an income.
Whilst hitchhiking through Europe as a student from southern Africa, he first experienced the smell of tear gas during the 1968 student uprising in Paris – the first of many such experiences as a reporter in Africa over the following 50 years.
He joined the Rhodesia Herald in 1972. In 1975, he was conscripted into the Rhodesian security forces, but deserted to report on nationalist exiles in Lusaka and Dar es Salaam.
During this period, he covered a dozen African countries, mainly for the US news agency Associated Press from 1987 until his retirement. In February 2005, he was imprisoned for reporting on Robert Mugabe during Zimbabwe’s decline. He is the author of three books: *The Rise and Fall of Idi Amin* (1979), *Kandaya* (1993), an account of his military service during Zimbabwe’s war of independence, and *Mutoko Madness* (2013), an African memoir.
He was awarded the prestigious Gramlin Prize for US journalism. Angus Shaw lives in Harare.
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