Speciale per Africa ExPress
Sandro Pintus
13 aprile 2026
Nell’intero continente africano, ogni ora, circa 115 persone muoiono a causa di malattie legate a carenze igienico-sanitarie, scarsa igiene e acqua contaminata. Oltre 95.000 persone. E donne e bambine sono le più penalizzate.
Lo afferma l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS-WHO), citata nel rapporto UNESCO sull’acqua 2026. Si tratta del “Rapporto mondiale delle Nazioni Unite sullo sviluppo delle risorse idriche 2026 – Acqua per ogni persona: Pari diritti e opportunità”.

Le donne e l’acqua
Inoltre, la raccolta dell’acqua potabile per tutta la famiglia è il faticoso lavoro che viene portato avanti da mamme e figlie, spesso ancora molto piccole. Per avere acqua pulita le donne devono percorrere chilometri e portare pesanti contenitori colmi del prezioso liquido sulla testa (anche 20-30kg). E non di rado con un bimbo sulla schiena.
Le bambine, anche di pochi anni, seguono le mamme portando sulla testa l’acqua dentro una lattina o una tazza. Il tragitto per il prezioso liquido viene fatto diverse volte al giorno per avere le provviste quotidiane per tutta la famiglia, dissetarsi, cucinare, rigovernare e per lavarsi. Spesso le donne sono costrette a rinunciare alla pulizia personale per mancanza di acqua. Questo accade perché danno la priorità a marito e figli, pur avendone maggior bisogno. Specialmente durante il ciclo.

Senza scuola e con pericoli
Nel report del 2024 risultava che, in media, in alcune aree dell’Africa donne e bambine devono camminare per oltre un’ora al giorno per avere l’acqua potabile. Per le bambine, oltre alla fatica, portare l’acqua a casa è tempo preso per l’istruzione. Ci sono poi i pericoli lungo la strada: sia donne che bimbe, mentre attraversano luoghi isolati, sono esposte al rischio di molestie e aggressioni sessuali.
Africa sub-sahariana
La situazione peggiore per l’acqua è quella dei Paesi dell’Africa sub-sahariana. Secondo dati dell’Agenzia ONU per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), citata nel report, il 79 per cento dell’acqua dolce del grande continente africano è destinata all’agricoltura. In questo settore è attiva oltre il 45 per cento della forza lavoro che per il raccolto dipende dalle precipitazioni.

Disparità di genere
In molti paesi dell’Africa subsahariana, soprattutto in aree rurali la responsabilità della raccolta e del trasporto dell’acqua grava quasi interamente su donne e adolescenti. Secondo l’indagine, nel Sud Sudan il 90 delle persone che si occupano della raccolta dell’acqua è composto da donne e ragazze.
Questa percentuale in Malawi e Mozambico raggiunge l’84 e all’ 81 per cento. Percentuali più basse in Burkina Faso (l’81), Burundi (78) e nella Repubblica Centrafricana (76). Pochi i servizi igienici. Secondo dati OMS/Unicef del 2024, l’accesso ai servizi idrici di base è stato stimato al 58 per cento. Peggiore la situazione dei servizi igienico-sanitari di base attestati solamente 47 per cento.
Lo studio termina ricordando che “Le disuguaglianze nell’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari alimentano direttamente le disuguaglianze di genere in molteplici ambiti. Tali carenze gravano in modo sproporzionato su donne e bambine che vivono in condizioni di povertà”.
L’Africa ha davanti una grande sfida: l’accesso all’acqua pulita e sicura. Per tutti.
Sandro Pintus
sandro.p@catpress.com
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