Prigozhin vs Putin: le guerre si vincono combattendo, non in TV o sui giornali

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Speciale Per Africa ExPress
Francesco Cosimato
Milano, 28 giugno 2023

Ora che è passato qualche giorno, possiamo analizzare freddamente gli avvenimenti secondo cui in Russia, lo scorso sabato, ci sarebbe stato un tentativo di colpo di stato che avrebbe visto protagonista il Capo di Wagner, Eugeny Prigozhin. Tale tentativo sarebbe stato risolto dalla mediazione del presidente bielorusso Lukashenko.

Il presidente russo, Valdimir Putin, a sinistra e il capo del gruppo paramilitare Wagner, Eugeny Prigozhin

Tali affermazioni, ampiamente riportate dai media occidentali, si prestano ad una serie di considerazioni che non sono banali.

I mercenari vengono utilizzati da molti Stati, anche occidentali, ma, in Russia, ricoprono un ruolo ormai divenuto evidente, per cui sono degli organismi governativi a tutti gli effetti.

Per tale ragione mi pare del tutto improbabile che possano ribellarsi a chi li paga o rilasciare dichiarazioni farneticanti se non rientrano in un gioco delle parti che serve a coprire attività d’altro genere, soprattutto nel campo dell’attività informativa difensiva. Dubito fortemente che vi sia stata una sorta di “ribellione” contro il presidente Putin.

La presunta ribellione non ha avuto effetto sui combattimenti in atto perché questa compagnia di ventura privata non era in una fase di combattimento, ma in una fase di riorganizzazione. Come abbiano fatto tanti autorevoli commentatori a ritenere che l’iniziativa ucraina ne usciva rafforzata, non posso saperlo con precisione, ma mi pare che sia frutto di un vizio ideologico e di una tentazione propagandistica.

Durante tutto il bailamme mediatico, ore ed ore di notizie e dibattiti, nessuno si è accorto del fatto che si è dato l’avvio allo spostamento in Bielorussia di un complesso di forze valutato in 25000 effettivi, lo abbiamo scoperto a fine giornata, senza peraltro capire gli eventuali effetti sulle operazioni militari future.

Si noti che Kiev non è molto distante dal confine bielorusso e questo rischieramento si presta ad una eventuale contromanovra da nord.

Le guerre si possono combattere sui media, ma non si possono vincere in TV o su internet, la rete è piena di informazioni false o fuorvianti, tutte tese esclusivamente ad influenzare la pubblica opinione, ma il tempo, inesorabilmente, distrugge le certezze che ogni giorno vengono subdolamente inoculate nella nostra mente.

I media mainstream non fanno informazione.

Una parte assai sgradevole delle analisi che si svolgono sulla figura di Putin è quella che ne vorrebbe stabilire il grado di saldezza al potere, forse non è chiaro a molti tra i leoni da poltrona nei salotti televisivi che, se anche cambiasse il vertice, non cambierebbe il sistema di potere.

Vogliamo avere Medvedev al posto di Putin? Preferiremmo il capo dei servizi di Putin? Cambierebbe qualcosa in meglio? La cosa non pare foriera di buoni risultati.

In conclusione di questa disamina, debbo pronunciare una frase ovvia: le guerre si vincono combattendo, non esistono altri metodi. Siccome le nazioni che stanno aiutando l’Ucraina non sembrano in grado di partecipare al conflitto, sia per mancanza di personale, sia per mancanza di munizioni, sia per volontà politica, è evidente che la guerra sta inutilmente logorando l’Europa, sia nella componente russa, sia in quella ucraina, sia in quella dell’Europa occidentale, dobbiamo infatti ricordare che l’Europa va dall’Atlantico ai monti Urali.

L’Occidente che vuole vincere per procura, perché non vuole rinunciare alla sua vita agiata, tra telefonini e serie TV, è destinato a consumarsi come una candela , oltre all’ignominia di aver sponsorizzato una guerra per procura.

Francesco Cosimato*

*Generale in congedo con una quasi quarantennale esperienza militare, quattro missioni all’estero e molte attività internazionali. Già Public Affairs Officer in seno alla NATO. Presiede un Centro Studi strategici (www.centrostudisinergie.eu)

1 COMMENT

  1. Io non voglio giudicare nessuno, né la Russia, né l’occidente, perché entrambi hanno un sacco di scheletri nell’armadio. Quello che invece voglio e posso giudicare è il gesto in se e mi riferisco all’invasione di uno stato ai danni di un altro.
    Vi sembra normale questo?
    Vi sembra normale che uno stato, a seguito di una ingerenza politica con conseguente invasione territoriale da parte di una superpotenza, possa solo difendersi, mentre la controparte continua ad occupare territori e ad uccidere degli innocenti?
    Io non voglio fare della facile retorica, voglio solo che si rifletta sul fatto che esiste la sovranità nazionale e territoriale inviolabili degli stati, sancita dal diritto internazionale che deve essere rispettato e il fatto che la Russia sia militarmente superiore all’Ucraina non è un motivo sufficiente a sovvertire l’ordine internazionale.
    Non mi sembra, anzi non è un motivo sufficiente anche il fatto che la Russia si senta minacciata dalla Nato, perché la stessa, se così fosse, ha il sacrosanto diritto di difendere le proprie frontiere come meglio crede.
    Pur non essendo un generale o un militare, concordo con le presumibili affermazioni di Prigozhin in merito al fatto che le guerre si combattono sul campo e non in televisione e concludo dicendo che se così fosse, il presidente Putin sarebbe stato più prudente a dichiarare guerra ad un altra nazione e comunque un vero capo di stato i problemi li risolve, non li crea.
    Detto questo, resta il fatto che ciò che sta succedendo con la guerra in Ucraina e ciò che è successo con i mercenari Wagner, è la dimostrazione tangibile che i regimi totalitari possono essere combattuti e ribaltati e il popolo russo è e rimane padrone del proprio destino.

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