La Commissione Europea ha stanziato 10milioni di euro per la Somalia, Paese più fragile dell’area. Per un unico obiettivo: arrestare prima possibile l’invasione delle cavallette

sandro_pintus_francobolloSpeciale per Africa ExPress
Sandro Pintus
Firenze, 4 marzo 2020

Come previsto, le cavallette del deserto (Schistocerca gregaria) hanno trovato “terreno fertile” grazie alla condizione meteorologica favorevole. Una situazione favorita dai cambiamenti climatici che permette loro di colonizzare altri territori ed ovest ed est. E soprattutto continuare a riprodursi oltre il Corno d’Africa e la Penisola Araba.

Mappa dell'invasione delle cavallette aggiornata al 2 marzo 2020 (Courtesy FAO)
Mappa dell’invasione delle cavallette aggiornata al 2 marzo 2020 (Courtesy FAO)

Dopo aver divorato tutti i raccolti incrociati sul loro tragitto distruttivo in Etiopia, Eritrea, Gibuti, Somalia, Kenya e Uganda, gli sciami avanzano come orde barbare. Il monitoraggio dell’Organizzazione ONU per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), aggiornato al 2 marzo, li vede continuare il loro volo devastatore verso il Sud Sudan. Qui è stato visto un precedente sciame maturo nella contea di Magwi mentre un secondo sciame maturo è stato osservato vicino al confine.

Aiutato dai venti di nord-est un piccolo gruppo di locuste mature, dall’Uganda, è entrato nella Repubblica Democratica del Congo. Un volo di 300km ha portato le locuste sulla sponda occidentale del Lago Alberto vicino a Bunia. Nel grande Paese africano le cavallette erano apparse l’ultima volta nel 1944.

La situazione sta però peggiorando in Etiopia, Kenya e Somalia con la seconda generazione che sta formando nuovi sciami di locuste. Intanto, “bande” di cavallette sono state avvistate sulle coste sudanesi ed egiziane del Mar Rosso. Ma la Somalia è considerato il Paese più fragile del Corno d’Africa a causa della complicata situazione politica. Lì, secondo la FAO, un milione di persone sono già sotto una grave insicurezza alimentare e almeno 2,8milioni sono a rischio.

Giovedì 27 febbraio, la Commissione Europea ha deciso lo stanziamento di 10milioni di euro all’ex colonia italiana. Per un unico obiettivo: arrestare prima possibile l’invasione dei famelici ortotteri. La peggiore degli ultimi decenni. Una situazione esplosiva in tutta l’Africa orientale dove la carestia può colpire circa 20milioni di persone.

Nel filmato, l’invasione delle cavallette in Arabia Saudita

Gli sciami, aiutati dai venti favorevoli, dopo aver invaso la penisola araba, si stanno spingendo verso nord-est e hanno toccato Qatar, Baharain e Kuwait. Sono stati registrati sciami anche in Irak nell’area di Bassora. Altri sciami, dopo aver attraversato il Golfo Persico hanno toccato l’Iran. Ulteriori ortotteri adulti, da est, provenienti da India e Pakistan si stanno dirigendo verso il Paese degli ayatollah.

Sandro Pintus
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Giornalista pubblicista dal 1979, ha iniziato l'attività con Paese Sera. Negli anni '80/'90, in Africa Australe con base in Mozambico e in seguito in Australia e in missioni in Medio Oriente e Balcani. Ha lavorato per varie ong, collaborato con La Repubblica, La Nazione, L'Universo, L'Unione Sarda e altre testate, agenzie e vari uffici stampa. Ha collaborato anche con UNHCR, FAO, WFP e OMS-Hedip.