Graham Watson: “Da Starmer a Burnham, pochi cambiamenti nella politica estera britannica”

Il politico liberale inglese, ex europarlamentare europeo, nota che l'opinione pubblica nel Regno Unito ora supporta meno Israele ed è più simpatetica verso i palestinesi. Il riconoscimento della Palestina è stato imposto al governo dall'opinione pubblica

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Speciale Per Africa ExPress
Chiara Bazzani
Edimburgo, 26 giugno 2026

Negli ultimi giorni l’Inghilterra è stata scossa dalle dimissioni di Keir Starmer come primo ministro e come leader del Labour party. Il candidato che sembrerebbe il più possibile a succedergli è Andy Burnham. Entrambi fanno parte del Labour Party anche se Burnham è considerato l’alternativa soft left all”ex primo ministro perché meno rigido e più vicino alle periferie. Lo stesso Burnham ha dichiarato che eventualmente la sua politica come primo ministro sarebbe come quella di Starmer, ma con un diverso accento.

Abbiamo chiesto a Sir Graham Watson, politico Liberal Democratico inglese, ex europarlamentare e professore di Global affairs & public policy all’Università di Toronto, come questa situazione d’instabilità temporanea e sopratutto una possibile elezione di Burnham come primo ministro potrebbe influenzare il panorama politico mondiali e nazionali.

Riavvicinamento all’Europa

L’Inghilterra, sotto la leadership di Starmer, stava percorrendo una via di riavvicinamento con l’Europa con alcuni punti chiave – non negoziabili per il Primo Ministro britannico – che preoccupavano la comunità europea. Alla notizia delle dimissioni di Starmer, l’Europa ha annunciato che avrebbe posticipato l’incontro con il Premier. L’opinione generale era che una possibile futura elezione di Burnham permetterebbe negoziati più semplici e fluidi. Sir Graham, con la tua inconfutabile e approfondita conoscenza di entrambe le parti, come pensi si evolverà il percorso post-Brexit dell’Inghilterra con una potenziale elezione di Burnham, e quali differenze sostanziali prevedi?

Keir Starmer e a destra Andy Burnham

È difficile vedere una differenza sostanziale nell’orientamento politico tra Starmer e Burnham sulla questione dei rapporti Regno Unito-UE. Burnham potrebbe avere una curva di apprendimento più ripida. Starmer almeno aveva servito come portavoce del suo partito per l’Europa prima di diventare PM, quindi si potrebbe dire che fosse un po’ più informato sulle questioni dell’UE.

Pensi che con l’eventuale elezione di Burnham i problemi creati dalla Brexit nei rapporti tra Inghilterra e Scozia, Irlanda e Galles possano subire un miglioramento e riavvicinarli all’Inghilterra?

Maggiore sensibilità

Burnham fa molto caso al fatto di essere del Nord dell’Inghilterra e sostiene, quindi, di avere una maggiore sensibilità verso le esigenze delle aree al di fuori di Londra e del Sud-Est del Paese. Quanto questo possa fare davvero la differenza è discutibile. Non solo la Brexit ha creato problemi nei rapporti tra l’Irlanda del Nord e la Gran Bretagna; ha anche aumentato il sostegno alla Scozia per rientrare nell’UE, ma come stato membro a sé stante. La deludente performance del Partito Laburista nelle recenti elezioni per i parlamenti scozzese e gallese e nelle elezioni locali ha aggravato le tensioni per qualunque sia la scelta del laburisti come Primo Ministro. Tuttavia, questo problema è enormemente offuscato da quelli che la Brexit ha creato per l’economia del Regno Unito nel suo insieme.

Starmer e Burnham sembrano avere posizioni simili sull’immigrazione; le differenze sostanziali, per chi non è esperto, sembrano essere la visione di Burnham sulle attese troppo lunghe per il diritto di soggiorno e un maggiore sostegno agli immigrati in difficoltà. Sir Graham, un osservatore attento come te, potrebbe spiegarci quali possibili scenari futuri ci potrebbero essere per l’immigrazione in Inghilterra?

Lista delle preoccupazioni

Curiosamente, nella lista delle preoccupazioni degli elettori, l’immigrazione, negli ultimi mesi,  è scesa. La questione dei migranti economici e dei richiedenti asilo che cercano di attraversare la Manica dalla Francia rimane una spina nel fianco delle relazioni tra Regno Unito e Francia, e la maggiore difficoltà per i cittadini dell’UE di trasferirsi per vivere e lavorare nel Regno Unito sta danneggiando l’economia britannica. Il numero di immigrati ha continuato a crescere dopo la Brexit, ma l’aumento riguardava essenzialmente immigrati dal subcontinente indiano, mentre l’immigrazione continentale dall’Europa è diminuita. In generale, la pressione migratoria si è un po’ allentata, anche se gli attacchi di destra contro i musulmani l’hanno mantenuta sui giornali. È difficile prevedere qualsiasi cambiamento di politica sotto un governo di Burnham.

Re Carlo e la regina Camilla

Per quanto riguarda le relazioni Regno Unito e Africa, Starmer ad inizio mandato aveva promesso nuovi partenariati che sono poi state frenate dalle priorità interne della Nazione, ma ha comunque promosso iniziative e investimenti sulla salute globale e il contrasto all’immigrazione illegale alla fonte. Se Burnham fosse eletto primo ministro, come potrebbe cambiare questo rapporto dato che fino ad ora non ha espresso pubblicamente la sua posizione su questo tema?

È proprio la sua mancanza di una posizione politica che porta a dubitare della probabilità di qualsiasi cambiamento di politica. La sfida di Andy Burnham a Starmer è stata sostanzialmente una questione di idoneità a ricoprire l’incarico piuttosto che di politica quando si è in carica.

Punto chiave

La questione Palestina e Israele  è un punto chiave su cui le posizioni politiche di Starmer e Burnham sono state molte volte divergenti. Starmer ha leggermente modificato la sua posizione nei confronti di sostegno d’Israele e la sua amministrazione ha riconosciuto lo Stato di Palestina, Burnham aveva pubblicato una lettera sul The Guardian in cui affermava la necessità di riconoscere lo Stato di Palestina, ma ha sempre tenuto una posizione cauta e di sostegno ad entrambi, essendo anche il Sindaco della città con la seconda più grande comunità ebraica in UK. Sir Graham, analizzando le due figure politiche e le loro affermazioni pubbliche, come credi che potrebbe evolvere il rapporto tra Inghilterra, Israele e Palestina?

Massimo e Graham Watson a piazza di Spagna a Roma

L’opinione pubblica nel Regno Unito ora supporta meno Israele ed è più simpatica verso i palestinesi rispetto a qualsiasi altro momento nella memoria recente. Eppure, tra tutti i partiti politici britannici, il Laburista è stato sempre il meno critico nei confronti di Israele. Il riconoscimento della Palestina è stato imposto al governo dall’opinione pubblica, e non è stato il frutto di una riflessione che ha portato a un vero cambiamento nella politica del Partito Laburista.

Per quanto riguarda la NATO sembrano avere una posizione molto simile, entrambi la sostengono fortemente e Burnham avrebbe affermato che in caso di elezione come primo ministro potrebbe procedere ad un taglio degli investimenti del Welfare a favore dell’investimento nella difesa, per sostenere una maggiore sovranità nazionale. Data la tua esperienza e capacità d’analisi, credi che potrebbero modificarsi le relazioni con la NATO e quindi gli equilibri internazionali, oppure non ci sarebbero grandi cambiamenti?

Avventurismo americano

Non c’è dubbio che l’avventurismo degli Stati Uniti riguardo alla Groenlandia e la riduzione del sostegno di Trump all’Ucraina abbiano creato tensioni nella NATO e reso il Regno Unito più propenso a partecipare alla cooperazione europea in materia di difesa e sicurezza al di fuori dell’alleanza. Tuttavia, come la maggior parte degli altri Paesi dell’UE, il Regno Unito ha aumentato la quota del bilancio nazionale destinata alla difesa. Questo è stato fatto essenzialmente tagliando gli aiuti allo sviluppo estero e non mi aspetterei che Burnham cambi questo approccio. Ci sono però alcuni segnali che Burnham potrebbe essere più intraprendente nel cercare soluzioni del settore privato invece di affidarsi sempre alle risposte del governo.

Per concludere vorrei chiedere a Sir Graham se pensa che i rapporti in questo momento incrinati tra Inghilterra e USA potrebbero subire un brusco peggioramento se fosse eletto Burnham data la sua posizione netta e in contrasto totale con la politica americana.

Nessun Primo Ministro del Regno Unito può permettersi di ignorare la pressione dagli USA. I Primi Ministri laburisti sono stati più cauti su questo rispetto a quelli conservatori. Se le relazioni tra Regno Unito e USA dovessero peggiorare bruscamente, è molto probabile che sarà in risposta a una mossa politica del governo americano, soprattutto se il Regno Unito non ne fosse informato in anticipo tramite canali diplomatici.

Chiara Bazzani
chiarabazzani2@gmail.com
©️ RIPRODUZIONE RISERVATA

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