Speciale per Africa ExPress
Sandro Pintus
17 gennaio 2026
Si chiamava Rosita Pedro Mabuiango ed era conosciuta come la “bambina miracolata”. La piccola Rosita era nata su un albero poco dopo che la mamma era riuscita a salvarsi salendo sulla pianta per scappare dall’alluvione e dai coccodrilli.
Miracolo durato 25 anni
Purtroppo il miracolo è durato solo 25 anni perché Rosita, dopo una lunga malattia, è deceduta lo scorso 11 gennaio. Ricoverata nell’ospedale rurale di Chibuto, dopo due settimane è morta per anemia aggravata dalla tubercolosi.
Il caso vuole che il suo decesso sia avvenuto durante un’alluvione dovuta alle pesanti piogge e allo straripamento dei corsi d’acqua.
Eline, ciclone da 10 mila km
Era il febbraio del 2000, quando sul Mozambico – dopo aver percorso oltre 10 mila chilometri – è arrivata la furia del ciclone Eline. Superato il Madagascar ha toccato la costa dell’ex colonia portoghese, a sud di Beira, con forti piogge e venti a 185 km orari.

Eline, con il suo carico di distruzione, è entrato per un centinaio di chilometri. Nel suo percorso ha distrutto e alluvionato anche il distretto di Chibuto, 250 km a nord-est della capitale, Maputo. Durante la pesante alluvione gli abitanti di un villaggio del distretto di Chibuto, per non annegare e salvarsi anche dai coccodrilli sono saliti sugli alberi.
Tra le centinaia di persone che cercavano di sfuggire alle grandi inondazioni c’era anche Carolina. “Ho messo i miei due bambini piccoli sulla schiena e ho cercato di arrampicarmi. È stato molto difficile”, ha raccontato la donna alla BBC.
Il parto e la salvezza
Carolina, in gravidanza inoltrata, faticosamente era riuscita a raggiungere e salire su un albero con i bambini. Con lei c’era la mamma e una quindicina di persone che speravano nei soccorsi. Hanno aspettato per quattro giorni senza cibo mentre i bambini piangevano per la fame.
Su quell’albero, probabilmente per lo stress e la fatica, Carolina aveva dato alla luce la piccola. La nonna, per evitare che la neonata cadesse nelle acque sottostanti, aveva usato una capulana (telo tradizionale, ndr).
Poco dopo, mentre la bimba era sulla capulana ancora con il cordone ombelicale attaccato alla placenta, era arrivato un elicottero. Così era nata Rosita.
L’Agenzia di stampa mozambicana (AIM) riferisce che sul caso era intervenuto anche l’allora presidente della Repubblica, Joaquim Chissano. Il capo dello Stato aveva saputo della bimba nata sull’albero e aveva chiesto ad un elicottero sudafricano di soccorso di salvare Rosita e la sua famiglia.

Simboli di resilienza
Il caso era diventato internazionale e Rosita diventava simbolo della resilienza del popolo mozambicano di fronte alle calamità del Paese. Carolina e Rosita nel 2000 sono state portate negli Stati Uniti, al Congresso per sensibilizzare gli USA come testimonianza di ciò che era accaduto.
Purtroppo il sostegno statale promesso a Rosita e alla sua famiglia non le è mai stato dato, conferma l’agenzia AIM. Nemmeno la borsa di studio per poter andare all’Università. Rosita lascia una bimba di 5 anni. E tanta delusione verso le istituzioni.
Gli altri bebè miracolati
Nella storia delle sempre più frequenti alluvioni del Mozambico esistono almeno altri due casi di “bimbi miracolati”: Sara e Moisès
Nel marzo 2019 il ciclone Idai aveva causato morte e distruzione allagando una vasta area nelle province centrali del Mozambico. Erano stati contati circa mille morti. Ci sono testimonianze di Amelia, a Dombe, che, per salvarsi dall’alluvione dopo due giorni su un albero di mango ha partorito Sara (Africa Express ha pubblicato un articolo).
Amelia e Sara sono state salvate e assistite dall’Unicef. Anche Moisès, a Buzi, uno dei distretti maggiormente colpiti dal ciclone Idai, è nato su un albero. Era stato salvato con la madre e il nome gli è stato dato facendo riferimento al Mosè biblico.
Sandro Pintus
sandro.p@catpress.com
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