L’ex presidente sudafricano Zuma cede: si è costituito ed è dietro le sbarre

Zuma deve scontare 15 mesi di reclusione per oltraggio alla Corte perché come imputato per un processo di corruzione non si è mai presentato in aula

Jacob Zuma in prigione
Jacob Zuma nel momento nel quale gli vengono prese le impronte digitali all'Estcourt Correctional Centre

sandro_pintus_francobolloSpeciale per Africa ExPress
Sandro Pintus
10 luglio 2021

“Possiamo confermare che l’ex presidente Jacob Zuma è stato ammesso in questa struttura nelle prime ore della mattina in conformità con l’ordine della Corte costituzionale”. Comincia con queste parole il comunicato del ministro della Giustizia sudafricano, Ronald Ramola.

Il viaggio verso la prigione è iniziato mercoledì alle 23:30. Un convoglio di auto nere ha portato l’ex presidente del Sudafrica, Jacob Zuma, dalla sua residenza di Nkandla all’Estcourt Correctional Centre. Circa tre ore di viaggio a ovest del compound del politico. Qui, Zuma, 79 anni, ha passato la sua prima notte dietro le sbarre.

Jacob Zuma in prigione
L’ex presidente del Sudafrica, Jacob Zuma, nel momento nel quale gli vengono prese le impronte digitali all’Estcourt Correctional Centre

Il braccio di ferro

Un braccio di ferro tra la Corte costituzionale, l’organo di giustizia più alto, e l’ex presidente che ha tentato di guadagnare tempo fino all’ultimo minuto. Deve scontare 15 mesi di reclusione per oltraggio alla Corte perché come imputato per un processo di corruzione non si è mai presentato in aula.

Attorno alla residenza dell’ex presidente, da domenica, centinaia di sostenitori con cartelli e magliette con scritto “giù le mani da Jacob Zuma”. Facevano da scudo umano contro un eventuale intervento delle forze dell’ordine pesantemente armate che avrebbero potuto arrestare il politico. C’è stata una trattativa tra Zuma e i rappresentanti del ministero di Giustizia finché l’ex presidente ha ceduto.

Ha vinto lo Stato di diritto

Dura la reazione del Congress of the People (COPE), l’ala dissidente dall’African National Congress (ANC), partito al potere dalla fine dell’apartheid. Dennis Bloem, portavoce COPE: “L’incarcerazione dell’ex presidente Jacob Zuma manda un messaggio forte. Nessuno è al di sopra della legge, nemmeno il presidente del Paese. Questa è sicuramente una vittoria per la nostra Costituzione e il nostro sistema giudiziario. Zuma e i suoi sostenitori pensavano di poter minare e ignorare lo stato di diritto”.

Un “carcere di lusso”

L’Estcourt Correctional Centre è un centro di detenzione inaugurato circa due anni fa. Costato 387 milioni di euro  è composto da due sezioni che possono ospitare 512 detenuti ciascuna, un lusso rispetto alla maggioranza delle carceri sudafricane affollate. Il penitenziario ha anche un ospedale, un centro di formazione, un’officina di manutenzione, la logistica e altre strutture di supporto.

Jacob Zuma dovrà passare due settimane in isolamento a causa delle norme anti-covid. Secondo la direzione sarà un detenuto come gli altri, con la tuta arancione dei reclusi. Potrà guardare la TV e avrà diritto a quattro visite al mese ma non potrà avere un telefono cellulare, vietato ai detenuti.

L’ex presidente, dopo aver scontato un quarto della sua detenzione, avrà diritto alla libertà condizionata. In pratica il detenuto Jacob Zuma, dopo meno di quattro mesi potrà tornare a casa per scontare la pena.

Sandro Pintus
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Giornalista dal 1979, ha iniziato l'attività con Paese Sera. Negli anni '80/'90 in Africa Australe con base in Mozambico e in seguito in Australia e in missioni in Medio Oriente e Balcani. Ha lavorato per varie ong, collaborato con La Repubblica, La Nazione, L'Universo, L'Unione Sarda e altre testate, agenzie e vari uffici stampa. Ha collaborato anche con UNHCR, FAO, WFP e OMS-Hedip.