Caso Assange: in attesa dell’Appello il fondatore di WikiLeaks resta in galera

Speciale per Africa ExPress e Senza Bavaglio
Cornelia I. Toelgyes
7 gennaio 2021

Julian Assange dovrà restare nella sua cella nella Her Majesty Prison Belmarsh, dove si trova dall’11 aprile 2019. Lo ha stabilito il giudice, Vanessa Baraitser, ieri, in quanto teme che possa non ripresentarsi in Tribunale per discutere l’appello per la sua estradizione, proposto dagli Stati Uniti.

Lunedì scorso la Baraitser aveva rigettato la richiesta di estradizione delle autorità giudiziarie di Washinton per il  precario stato pisco-fisico di Assenge, non escludendo persino la possibilità che possa tentare il suicidio.

Durante l’udienza di lunedì scorso il fondatore di WikiLeaks aveva chiesto di essere rimesso in libertà per poter stare con la sua compagna e i suoi due bambini. Peccato, visto che un suo amico e sostenitore gli aveva messo a disposizione un appartamento a Londra in attesa dell’appello, periodo durante il quale avrebbe indossato un braccialetto elettronico per non eludere la sorveglianza della polizia.

Julian Assange
Julian Assange

Non è dato sapere quando si terrà la prossima udienza. Edward Fitzgerald, l’avvocato di Assange, ha detto che esiste una remota possibilità che il nuovo presidente Joe Biden potrebbe anche rinunciare di proseguire con la richiesta di estradizione e ha aggiunto che la decisone presa dalla Baraitser mercoledì ha cambiato un po’ tutto. Assange sarà ricordato nei libri di storia come uno che potrebbe fuggire, anziché rimanere in Gran Bretagna con la sua giovane famiglia.

Cornelia I. Toelgyes
corneliacit@hotmail.it
@cotoelgyes

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Rifiuto all’estradizione di Assange in USA fa bene anche al giornalismo africano

Giornalista, vicedirettore di Africa Express, ha vissuti in diversi Paesi africani tra cui Nigeria, Angola, Etiopia, Kenya. Cresciuta in Svizzera, parla correntemente oltre all'italiano, inglese, francese e tedesco.