Invasione di serpenti velenosi in Centrafrica: campi infestati e raccolti minacciati

0
280

Africa ExPress
7 gennaio 2022

La zona di Paoua, nel nord-ovest della Repubblica Centrafricana, non conosce pace da anni; scontri tra gruppi ribelli, forze governative con l’appoggio dei mercenari russi del gruppo Wagner, sono una minaccia continua per gli abitanti e la già povera economia, che stenta a sollevarsi a causa dei conflitti.

La popolazione, per lo più agricoltori, teme che anche quest’anno i raccolti possano essere compromessi proprio a causa dell’insicurezza. I contadini sono costretti a vendere i prodotti a basso prezzo ai commercianti locali, troppo pericoloso tentare di portarli nei grossi mercati delle capitale Bangui. Durante il trasporto il pericolo è sempre in agguato, falsi posti di blocco disseminati lungo il percorso avanzano ingenti richieste di denaro per poter proseguire.

Ma anche nei campi stessi non si è mai al sicuro. Impossibile lasciare i terreni incustoditi: la fame spinge la gente a rubare i raccolti e ora, nel periodo della stagione secca, oltre ai ladri e i gruppi armati ci sono anche i serpenti velenosi che invadono gli appezzamenti di terra coltivati, a caccia di ratti e topi.

Una vera e propria piaga per gli agricoltori della zona; lo sfortunato che viene morso da un rettile velenoso deve ingaggiare una corsa contro il tempo per raggiungere l’ospedale più vicino. Una difficoltà logistica non indifferente a causa delle pessime condizioni delle strade e poi bisogna avere abbastanza soldi in tasca per pagare le cure: almeno 20.000 CFA, poco più di 30 euro, un capitale per la popolazione locale.

Pierre è riuscito a accompagnare il figlioletto in una clinica, lo aveva trovato piangendo, stringendosi la mano, riverso a terra. Tre ore di viaggio con una motocicletta sgangherata, per percorrere appena 80 chilometri. Il padre è esausto, teme per la vita del piccolo. La sua mano sinistra è terribilmente gonfia e respira a fatica, il veleno, che contiene tossine che inibiscono i fattori della coagulazione presenti nel sangue, comincia a entrare in circolo. E, se non viene iniettato in tempo l’antidoto, il paziente inizia a sanguinare da tutti gli orifizi.

L’infermiera della struttura spiega che in questo periodo i serpenti rappresentano un vero e proprio flagello per i contadini. Si tratta di ofidi piccoli, lunghi appena 10-15 centimetri, ma estremamente velenosi, che nella zona vengono chiamati mbakara. “Qui, nell’ospedale di Paoua, arrivano almeno 10 pazienti al giorno, solitamente gli sfortunati vengono morsi ai piedi, perché la gente cammina a piedi nudi, non hanno soldi per comprare le scarpe”.

L’antidoto contro i morsi di serpenti non viene prodotto nel Paese, deve essere importato. E, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ogni anno muoiono quasi 5 milioni di persone nel mondo a causa delle zannate inflitte da ofidi velenosi. Dal 2017 i morsi da serpente sono stati inclusi dall’OMS nell’elenco delle malattie neglette (dall’inglese Neglected tropical diseases), malattie tropicali presenti  in zone rurali e urbane dei Paesi a basso reddito.

Gran parte delle morti da serpente potrebbero essere evitate con un pronto intervento; ma si verificano generalmente in aree remote, prive di assistenza medica, o comunque lontanissime dal primo ospedale.

Africa ExPress
@africexp
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Dal nostro archivio

Lontano dagli occhi dei media infuria la guerra nella Repubblica Centrafricana

Ucciso un casco blu in Mali. Crimini contro civili dei mercenari russi in Centrafrica

La stagione delle piogge porta anche serpenti velenosi in Nigeria: e la gente muore

 

 

 

 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here