Ucciso un casco blu in Mali. Crimini contro civili dei mercenari russi in Centrafrica

MINUSMA, missione dell'ONU in Mali

Speciale per Africa ExPress
Cornelia I. Toelgyes
2 ottobre 2021

Nelle prime ore di oggi pomeriggio in Mali è stato ucciso un casco blu della missione dell’ONU (MINUSMA). La vettura su cui viaggiava con altri commilitoni, ha urtato un ordigno esplosivo artigianale, ed saltata per aria. Tre, o forse anche quattro dei suoi compagni  sono rimasti gravemente feriti. Finora non è stata resa nota la nazionalità dei militari del contingente internazionale coinvolti nell’incidente odierno.

MINUSMA, missione dell’ONU in Mali

L’imboscata è stata tesa vicino a Tessalit, nella regione del Kidal, vicino alla frontiera con l’Algeria. Le notizie sono ancora frammentarie, le indagini sono ancora in corso.

Il grave incidente è stato comunicato via Twitter dal capo di MINUSMA, il mauritano El-Ghassim Wane.

Poco più di una settimana fa è morto anche un militare francese dell’Operazione Barkhane. Maxime Blasco, faceva parte del settimo regimento dei cacciatori alpini di Varces, e è stato ucciso durante un’operazione di ricognizione nella regione di Gossi, poco distante dalla frontiera con il Burkina Faso.

E’ la 52esima vittima francese dal 2013, da quando cioè le truppe d’Oltralpe sono presenti in Mali nella lotta contro i gruppi jihadisti.

Come annunciato dal governo di Bamako, presto arriveranno i contractor russi, incaricati di assicurare l’insicurezza che vige in molte regioni del Mali. Peccato che in Centrafrica, dove il gruppo Wagner, che impiega i mercenari, è presente da diversi anni, pace, sicurezza e stabilità non siano ancora tornate.

Mercenari russi del gruppo Wagner

Un gruppo di lavoro di esperti indipendenti dell’Organizzazione delle Nazioni Unite ha recentemente stilato un rapporto approfondito sulle gravi violazioni dei diritti umani, comprese esecuzioni sommarie, commesse dei contractor russi nella Repubblica Centrafricana. Al loro fianco sono stati individuati anche alcuni siriani. Infatti, sembra che un numero imprecisato di soldati di ventura del Paese mediorientale, miliziani che hanno combattuto a fianco degli uomini mandati dal Cremlino in Libia, siano stati dirottati in Centrafrica.

Il governo di Bangui, dopo le accuse dell’ONU, ha aperto un fascicolo sui presunti abusi e violenze dei mercenari. Il rapporto è stato presentato alla stampa ieri e il ministro della Giustizia della Repubblica Centrafricana, Arnaud Djoubaye Abalene, ha sostenuto: “Le responsabilità degli incidenti che si sono verificati recentemente sono imputabili a tre distinti gruppi: i ribelli ma non solo. Anche le nostre forze di sicurezza e gli istruttori russi sono responsabili di crimini nei confronti della popolazione civile.

Cornelia I. Toelgyes
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@cotoelgyes
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Giornalista, vicedirettore di Africa Express, ha vissuti in diversi Paesi africani tra cui Nigeria, Angola, Etiopia, Kenya. Cresciuta in Svizzera, parla correntemente oltre all'italiano, inglese, francese e tedesco.