Maggio 2007, Gino Strada sbarca in Sudan: “Così aiuterò l’Africa centrale”

Dal Nostro Inviato Speciale
Massimo A. Alberizzi
Khartoum, 4 maggio 2007

C’era la banda con i suonatori in livrea rossa, ieri all’ inaugurazione dell’ ospedale Salam (pace, in arabo) di Emergency, alla periferia di Khartoum, in Sudan. Perché il centro medico dell’organizzazione di Gino Strada non è un ospedale qualunque. E’ un istituto altamente specializzato di cardiochirurgia che ha fatto esclamare a Piero Abruzzese, primario di cardiochirurgia al Regina Margherita di Torino: “Il mio ospedale è bello, ma mi piacerebbe che fosse come questo, ancora più bello”. Ma soprattutto attrezzato, come in Africa (Sudafrica a parte) non si è mai visto.

Emergency – Centro Salam di Khartoum

Non si sta parlando solo di pulizia scandinava, aria condizionata ottenuta con tecniche di risparmio energetico, razionalità nella disposizione dei locali o possibilità di connettersi a internet in Wi-Fi. E’ la dotazione tecnica della struttura (realizzata tra l’ottobre del 2004 e gli inizi del 2007) a lasciare sorpresi: blocco chirurgico con 3 sale operatorie e terapia intensiva, sistemi di sterilizzazione, laboratori, apparecchi per ecografie, corsie con 48 posti letto. Ma anche: lavanderia, biblioteca, sala giochi per i bambini, di ricreazione per lo staff e perfino una foresteria.

Aereo privato per gli ammalati

Già perché nelle ambizioni di Gino Strada, che ha lasciato provvisoriamente l’Afghanistan, questo è un ospedale regionale aperto agli ammalati di tutta l’ Africa centrale. Come faranno ad arrivare qui? Nessun problema, c’è a disposizione un aereo privato, ovviamente gratuito.

Presente all’ inaugurazione anche la viceministro degli Esteri con delega per l’Africa, Patrizia Sentinelli, entusiasta della struttura, il rappresentante personale per l’ Africa di Prodi, Armando Sanguini, l’ ambasciatore Lorenzo Angeloni e il vicepresidente sudanese (e uomo forte del regime islamico) Ali Osman Taha.

Altissima specializzazione

Impressionato anche il decano della cardiochirurgia italiana Lucio Parenzan: “Questo di Gino è un nuovo modo di vedere i problemi sanitari dell’Africa”. Effettivamente la filosofia che sottende al progetto di Emergency è completamente nuova.

Emergency – Ospadale di cardiochirurgia SALAM

Finora sono stati offerti ospedali in cui si praticava medicina di base e, nelle zone di guerra, chirurgia d’ urgenza. Nel centro Salam, invece, la specializzazione è altissima e si curano solo malattie cardiache, in particolare malformazioni congenite e patologie valvolari causate dalla febbre reumatica che vanno a posto con una semplice (ma costosa) operazione.

Questo bellissimo centro è stato possibile grazie alle centinaia di donazioni (“Grandi, piccole e anonime” ci tiene a sottolineare il medico filantropo) ricevute da Emergency in pochi mesi, e al lavoro di medici, infermieri, specialisti e luminari.

Naturalmente qui le cure sono gratuite secondo il principio che il diritto alla salute dev’essere garantito a tutti, anche ai più poveri, “secondo la dichiarazione dei diritti dell’uomo”, ricorda Strada. “Il progetto Salam non è solo questo attrezzatissimo ospedale, ma anche un numero ancora imprecisato di cliniche che verranno messe in funzione all’interno del Sudan e dei Paesi limitrofi”.

Massimo A. Alberizzi
massimo.alberizzi@gmail.com
twitter @malberizzi

Photo Credit: Emergency

IL FONDATORE DI “EMERGENCY”
Il medico Gino Strada, 59 anni, è il fondatore di Emergency, associazione umanitaria che offre assistenza medico-chirurgica gratuita alle vittime civili delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà

L’ ASSOCIAZIONE
E’ presente in Cambogia, Iraq, Italia, Sierra Leone, Sri Lanka e Sudan. Dopo il caso Mastrogiacomo, gli ospedali di Emergency in Afghanistan sono stati chiusi: «Congelati», ha dichiarato lo stesso Gino Strada

L’ OSPEDALE
Ieri è stato inaugurato in Sudan, a Khartoum, il primo ospedale di cardiochirurgia

Ruanda genocidio 1994: Gino Strada era lì per dare una vita ai martoriati dalle mine

Gino Strada con 4 volontari nell’inferno del Ruanda

Asmara apre il fronte diplomatico, ma la guerra ancora non si ferma

 

Corrispondente dall'Africa, dove ho visitato quasi tutti i Paesi