Madagascar: l’inventore del miracoloso intruglio anti Covid, è morto di Covid

Speciale per Africa ExPress
Cornelia I. Toelgyes
3 aprile 2021

In Madagascar l’inventore del miracoloso intruglio anti Covid, è morto di Covid. E’ accaduto alla fine di marzo. Jean Adolphe Randriantsoa, considerato uno dei pilastri dell’Istituto di ricerche applicate (IMRA), era direttore generale di IMRA Natural Products, società produttrice della bibita che avrebbe dovuto prevenire e sconfiggere la pandemia, il Covid-organics. Ovviamente la causa della sua dipartita non è ufficiale: nell’isola si nega l’evidenza, ma fonti autorevoli hanno confermato ad Africa ExPress che l’illustre professore è morto di coronavirus.

Evidentemente l’intruglio adottato e publicizzato dal  giovane presidente malgascio, Andriy Rajoelina non ha funzionato. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) aveva già bocciato poco meno di un anno fa la miracolosa bevanda Covid-Organics e ora lo dicono anche i fatti.

Il presidente del Madagascar Andry Rajoelina e Covid-Organics

In Madagascar si continua a morire. Se fino a poco tempo fa la rubrica dei necrologi occupava meno di mezza pagina dei quotidiani, ora ne riempie 7, se non 8.

Nella settimana tra il 23 e il 31 marzo sono stati registrati ufficialmente 1.744 nuovi casi (con più di 6.800 tamponi effettuati) e ben 57 decessi.

Dietro pressioni delle organizzazioni della società civile e visto il forte aumento dei contagi della seconda ondata della pandemia il presidente malgascio, ha dovuto inserire i vaccini contro covid-19 nel protocollo per arginare la diffusione della pandemia insieme a Covid-Organics, a base di artemisia (artemisia annua), prodotto dall’illustre professore suo amico Jean Adolphe Ratsimamanga.

Eppure solo qualche settimana fa Rajoelina, in un discorso alla TV di Stato aveva sollevato i suoi dubbi sulle immunizzazioni. “Non siamo contro i vaccini, attualmente siamo in fase di osservazione. Ci sono ancora troppe controindicazioni. Personalmente non sono ancora vaccinato e non ho intenzione di farlo”, ha dichiarato, mostrando una bottiglia di Covid-Organics.

Da qualche settimana circola una petizione indirizzata al capo di Stato e al ministro della Sanità nella quale molti malgasci chiedono che l’accesso al vaccino contro covid-19 sia considerato un diritto umano fondamentale.

Mercoledì scorso le organizzazioni della società civile, impegnate nel settore della sanità, hanno tenuto una conferenza stampa, durante la quale hanno espresso le loro perplessità sulle misure e le strategie adottate finora dalle autorità per contenere la propagazione del micidiale virus.

Le Organizzazioni hanno rimarcato che gli ospedali sono saturi e chiedono che la popolazione venga informata regolarmente e correttamente dell’evoluzione della pandemia e un maggior numero di centri per poter effettuare i tamponi. E, soprattutto vogliono trasparenza nella gestione dei fondi per la lotta contro covid-19. Infine, le organizzazioni hanno sollecitato le autorità malgasce di prendere una decisione rapida sulla questione dei vaccini e sul tipo di immunizzazioni da adottare.

Per contenere la diffusione della pandemia, i prefetti dello Stato insulare hanno annunciato ieri sera nuove possibili misure, come mini-lockdown e stop di alcuni voli. Chiusura delle scuole per due settimane e riapertura di alcuni centri per il trattamento di pazienti contagiati dal virus.

Infatti, negli ultimi giorni la situazione sanitaria è peggiorata e si registra un aumento dei decessi. E un medico della capitale ha fatto sapere che le riserve di ossigeno scarseggiano, basta a mala pena per i casi più gravi e il ministero della Sanità non ha potuto fare altro che confermare. Il sindacato del personale paramedico ha inoltre denunciato la cronica mancanza di personale. “I nostri membri sono allo stremo”, ha precisato Jerisoa Ralibera,  presidente dell’organizzazione.

Intanto il Consolato italiano di Antananarivo sta raccogliendo adesioni di connazionali presenti sul territorio che desiderano vaccinarsi. L’iniziativa è stata presa dalla Francia, che agisce come nazione pilota, coadiuvata dalla delegazione dell’Unione Europea, per immunizzare i cittadini comunitari presenti nel Paese.

Nel pianeta anti-vax africano, Rajoelina non è solo. Le sue teorie sono state condivise da John Magufuli, ex presidente della Tanzania appena deceduto – presumibilmente di covid – e dell’ex capo di Stato del Burundi, Pierre Nkurunziza, morto nel giugno dello scorso anno, ufficialmente per problemi cardiaci, ma era risultato positivo al coronavirus. Finora non risulta che siano giunte richieste di vaccini da parte dei nuovi leader dei due Paesi.

Cornelia I. Toelgyes
corneliacit@hotmail.it
@cotoelgyes

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Vicedirettore di Africa Express, giornalista pubblicista, ha abitato in diversi Paesi africani tra cui Nigeria, Angola, Etiopia, Kenya. Cresciuta in Svizzera, parla correntemente oltre all'italiano, inglese, francese e tedesco.

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