Capo Verde, famiglia Solazzo: “Vogliamo la verità. Chiediamo aiuto alle istituzioni”

La famiglia dell’agronomo fiorentino non ha mai creduto all’incidente domestico. E chiede una nuova autopsia in Italia. COSPE ha assunto un avvocato locale

sandro_pintus_francobolloSpeciale per Africa ExPress
Sandro Pintus
Firenze, 7 maggio 2019

“Non escludiamo a priori l’ipotesi dell’incidente ma chiediamo l’appoggio delle istituzioni per sapere la verità sulla morte di David”. Sono le parole del video di Marija Tosic, da dieci anni compagna dell’agronomo fiorentino dell’ong COSPE, deceduto in circostanze poco chiare a Capo Verde lo scorso 1° maggio.

Secondo l’autopsia, David Solazzo è morto dissanguato e non ci sono indagini contro terzi che possano far pensare a una rapina finita male in casa. Ma la famiglia non ha mai creduto all’incidente domestico.

“Marija è l’unica che, con un grande fatica, ha raccolto le forze per rilasciare le dichiarazioni in video – spiega Giovanni Conticelli, legale della famiglia -. I genitori di David al momento non sono in condizioni di parlare”.

Marija Tosic, compagna di David Solazzo
Marija Tosic, compagna di David Solazzo

La famiglia di David non si accontenta delle risposte ricevute e vuole capire. Ma vediamo cosa non torna dell’ “incidente” domestico. “Sappiamo con certezza che David aveva le chiavi di casa sua e non aveva motivo di rompere il vetro della porta d’ingresso. Oltretutto, non sappiamo se il vetro è stato rotto da fuori o da dentro”.

“Visto che ci sono tracce di sangue secondo me il ferimento è avvenuto all’interno dell’androne condominiale. E perché non ha chiamato i soccorsi? Nel braccio ci sono tre tagli procurati in una dinamica convulsa e non trasparente – dice il legale -. La casualità attiene a un taglio, due possono essere un dubbio ma con tre tagli l’incidente riesce poco credibile”.

Intanto la casa dove abitava David è stata restituita ai proprietari e ormai può entrare e uscire chiunque. La speranza del legale e della famiglia è che nelle prime ventiquattro ore dal fatto le autorità di Capo Verde abbiano fatto tutte le indagini. “Qualunque tipo di indagine fatto ora rischia di non avere grande attendibilità vista la complessità di alcune analisi.

Per il momento alla famiglia Solazzo non è arrivato nessun documento ufficiale da Capo Verde. È stata data, dal console italiano Luigi Zirpoli, solo la comunicazione verbale sull’esito dell’autopsia. E poi hanno la descrizione dei luoghi riportata da Marija che era andata a trovare David e delle persone che sono sul posto e conoscono il luogo.

Nel centro della foto David Solazzo nel suo ufficio a Fogo (Courtesy COSPE)
Nel centro della foto David Solazzo nel suo ufficio a Fogo (Courtesy COSPE)

In attesa di ricevere formalmente il referto scritto da parte della Procura della repubblica di Capo Verde, COSPE ha assunto un avvocato locale. “Da vicino potrà seguire le indagini, garantire la correttezza del loro svolgimento – si legge nella nota – nel rispetto delle richieste della famiglia e delle procedure, e anche per assicurare sicurezza e protezione legale al nostro personale in loco”.

Giorgio Menchini, presidente COSPE, ha confermato che l’ong fiorentina, rinnovando la fiducia nell’operato degli inquirenti, non abbasserà la guardia. Continuerà a fare pressione perché tutto sia chiarito, fino a costituirsi parte civile in caso di processo.

Nell’isola di Fogo oggi si è svolta la commemorazione di David e gli è stata dedicata la dodicesima “mesa di dialogo”. È incontro mensile previsto tra tutti gli attori del territorio per uno sviluppo partecipato del turismo sull’isola. Alla fine dell’incontro tutti i ricordi saranno raccolti in un album che verrà consegnata alla famiglia.

La salma di David è attesa in Italia tra una decina di giorni. E la famiglia vuole un’altro esame autoptico per scoprire la verità.

Sandro Pintus
sandro.p@catpress.com
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Giornalista pubblicista dal 1979, ha iniziato l'attività con Paese Sera. Negli anni '80/'90, in Africa Australe con base in Mozambico e in seguito in Australia e in missioni in Medio Oriente e Balcani. Ha lavorato per varie ong, collaborato con La Repubblica, La Nazione, L'Universo, L'Unione Sarda e altre testate, agenzie e vari uffici stampa. Ha collaborato anche con UNHCR, FAO, WFP e OMS-Hedip.