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Speciale per Africa ExPress
Sandro Pintus
Firenze, 30 maggio 2018

Il giornalismo investigativo ha fatto scalo anche in undici Stati dell’Africa Occidentale dove tredici giornalisti africani hanno indagato sulle magagne, le malefatte, la corruzione e i conti off-shore di coloro che vengono chiamati i “pezzi grossi” dei propri Paesi.

Mappa dei dodici Paesi dell'Africa occidentale che fanno parte di West Africa Leaks (Courtesy ICIJ)
Mappa dei dodici Paesi dell’Africa occidentale che fanno parte di West Africa Leaks (Courtesy ICIJ)

Gli Stati africani messi sotto la lente di ingrandimento dai giornalisti investigativi occupano un’area abitata da 370 milioni di persone e sono: Costa d’Avorio, Senegal, Niger, Mali, Burkina Faso, Capo Verde, Ghana, Ciad, Benin, Togo e Nigeria.

Lo scorso 22 maggio ognuno dei giornalisti ha pubblicato sui propri media africani il risultato delle indagini che hanno portato al West Africa Leaks, storie dell’Africa Occidentale nascoste tra le pieghe dei documenti bancari segreti.

West Africa Leaks, indagine senza precedenti

Si tratta di un’indagine senza precedenti nella regione. Un immane lavoro di investigazione fatto da giornalisti coraggiosi e durato sei mesi che ha come base 27,5 milioni di documenti provenienti da Offshore Leaks, Swiss Leaks, Panama Papers e Paradise Papers.

Ma come è nato il progetto West Africa Leaks? Lo spiega Will Fitzgibbon, uno dei giornalisti dell’International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ), il consorzio di giornalismo investigativo che nel 2017 ha vinto il Premio Pulitzer per aver svelato i Panama Papers e altri documenti compromettenti per i potenti della Terra.

Molti segreti da rivelare e montagne di denaro che sparisce

“In Panama Papers, ICIJ aveva già scoperto e riportato i dati che riguardavano società e individui provenienti da 52 dei 54 paesi africani. Quasi ogni paese ha una potenziale storia – racconta Will – Quindi abbiamo avuto la sensazione che l’Africa occidentale, una famiglia di 15 paesi che parlano francese, inglese, portoghese e centinaia di lingue locali, avrebbe molti segreti da rivelare.

Norbert Zongo Cell for Investigative Journalism (CENOZO), con sede in Burkina Faso, prende il nome da Norbert Zongo, giornalista burkinabè assassinato il 13 dicembre 1998 perché critico contro i poteri forti. CENOZO è una ong regionale specializzata nella produzione di indagini sull’Africa occidentale che, in collaborazione con ICIJ, ha cominciato a lavorare pescando storie importanti e ruberie di denaro pubblico da far conoscere alla comunità locale e internazionale.

West Africa Leaks (Courtesy ICIJ)
West Africa Leaks (Courtesy ICIJ e CENOZO )

Si tratta di montagne di denaro che, secondo l’ONU, sparisce dall’Africa occidentale per dirigersi verso i paradisi fiscali e che rappresenta oltre un terzo di tutti i soldi di un intero anno di tutto il continente africano.

Fare giornalismo in Africa è pericoloso

Purtroppo fare giornalismo in Africa non è cosa facile. Secondo il Dossier 2018 di Amnesty International, pubblicato nel febbraio scorso, giornalisti e media sono nel mirino delle dittature africane. Il giornalismo investigativo è una novità ma soprattutto una sfida perché i giornalisti, oltre che essere pericolosi per i regimi autoritari e per il potere, guadagnano poco e sotto estrema pressione e sono spesso scollegati dal resto del mondo.

L’esperienza West Africa Leaks è quindi un esempio di grande coraggio che l’International Consortium of Investigative Journalists supporta perché “Raccontare storie sulle persone e le aziende più potenti di qualsiasi paese non è mai facile – dice Will Fitzgibbon – Ma è molto più difficile ignorare una comunità globale di giornalisti di quanto non sia un giornalista investigativo che lavora da solo. Questo è il potere della collaborazione”.

(Continua)

Sandro Pintus
sandro.p@catpress.com
Twitter: @sand_pin

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Giornalista pubblicista dal 1979 ha iniziato l'attività con Paese Sera. Poi, negli anni '80/'90, in Africa Australe con base in Mozambico e in seguito in Australia e in missioni in Medio Oriente e Balcani. Ha lavorato per varie ong, collaborato con La Repubblica, La Nazione, L'Universo, L'Unione Sarda e altre testate, agenzie e vari uffici stampa. Ha collaborato anche con UNHCR, FAO, WFP e OMS-Hedip.