La Francia regala 10 asini, il Burundi si irrita: “E’ un modo per dirci che siamo dei somari!”

francoDal Nostro Corrispondente
Franco Nofori
Mombasa, 31 maggio 2018

Estrema suscettibilità, infantilismo, complesso d’inferiorità o altre ragioni rimaste oscure, sarebbero alla base della piccata reazione del governo burundese a fronte del dono di dieci asini che un NGO francese, in collaborazione con la propria ambasciata di Bujumbura, ha fornito ai residenti di un villaggio rurale nella provincia di Gitega.

Burundi: asini utilizzati per trasporto persone e masserizie
Burundi: asini utilizzati per trasporto persone e masserizie

“Gli asini – spiega l’ambasciatore di Parigi, Laurent Delahousse – servivano ad alleviare la dura vita delle donne e dei bambini del villaggio, costretti a percorrere lunghi tragitti trasportando quotidianamente sulle spalle pesanti carichi di prodotti agricoli, legname e acqua per gli usi domestici”. Così non sembra però pensarla Deo Guide Rurema, ministro dell’agricoltura del Burundi, che in quel dono vede invece, non un gesto di solidarietà, ma un messaggio subliminale volto a offendere il suo popolo che – lui sostiene – “risulta così equiparato agli animali in questione”.

Reazione davvero singolare, questa, che potrebbe far sorridere se non fosse stata immediatamente e ufficialmente condivisa dal portavoce del senato, Gabby Bugaga, che ha visto nel dono francese un intollerabile insulto alla dignità del suo popolo. “Abbiate l’onestà di ammettere – ha detto, senza mascherare l’irritazione – che il vostro regalo ha lo scopo di presentare il nostro popolo come appartenente a una razza inferiore”.

Questa presa di posizione, a cavallo tra il patetico e il surreale, ha sconcertato sia il governo francese, sia la NGO che ha fornito gli asini, ma il tentativo di mettere l’intera faccenda in burla è immediatamente franato nel grottesco, quando le autorità burundesi, hanno sequestrato i dieci asini mettendoli in quarantena e negandoli alla comunità che aveva mostrato di averli oltremodo graditi.
La capitale del Burundi, Bujumbura
La capitale del Burundi, Bujumbura

E’ noto che i sentimenti di gratitudine, sono alquanto tiepidi in terra d’Africa, dove spesso i ringraziamenti che dovrebbero seguire alla buona norma del “a caval donato, non si guarda in bocca” sono spesso ritenuti superflui, ma che il regalo di un animale da soma, per sua natura utilizzato nel trasporto di masserizie e di persone – e per questo scopo già largamente utilizzato nel continente – creasse un tale incidente diplomatico tra Francia e Burundi, resta un fatto davvero sconcertante che fa sorgere qualche legittimo dubbio sulla sanità mentale delle autorità burundesi. A meno che, dietro l’ostentazione di dignità offesa, non si celino altre inconfessate ragioni…

Il presidente del Burundi
Il presidente del Burundi Pierre Nkurunziza

Infatti, qualche tempo fa, un analogo dono era stato finanziato dal governo belga a beneficio di un villaggio nella provincia di Ruygi, senza che nessuno vi ravvisasse alcun insulto alla Nazione. Cosa c’era di sbagliato negli asini francesi, rispetto a quelli belgi? Sì, qualcosa di sbagliato pare ci sia stato davvero, anche se non ha nulla a che fare con i miti animali dallo sguardo dolce. Il fatto è che proprio in questo mese, il governo francese si era permesso di criticare la riforma costituzionale attuata dal presidente burundese, Pierre Nkurunziza, che gli assicurava il mantenimento del potere fino al 2034. Il risentimento del rais africano verso l’interferenza dell’Eliseo, avrebbe così finito per scaricarsi sui poveri somarelli e sugli altrettanto poveri contadini che ne avrebbero fatto uso. Un caso, questo, non di eccezionale rilevanza, ma che, una volta di più, mostra che l’opportunismo della leadership africana, sconfigge la ragione e il bene del proprio popolo.

Franco Nofori
franco.kronos1@gmail.com
@FrancoKronos1

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