Diritti umani dei pigmei violati in Camerun, Survival: WWF sapeva degli abusi ma ha taciuto

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Speciale per Africa ExPress
Sandro Pintus
Firenze, 27 gennaio 2017

Si aggiungono altre pesanti accuse di Survival International, il movimento mondiale per i diritti dei popoli indigeni, contro il Wwf (Fondo mondiale per la Natura) riguardo al mancato rispetto dei diritti umani e reiterate violenze e abusi contro pigmei Baka del Camerun.

Pigmei - Courtesy © Salome/Survival International
Pigmei – Courtesy © Salome/Survival International

Oltre alle accuse di cui abbiamo scritto lo scorso 7 gennaio (http://www.africa-express.info/2017/01/07/camerun-survival-contro-wwf-locse-indaga-su-violazione-dei-diritti-umani-dei-pigmei/) Survival denuncia il Wwf di sapere esattamente quello che le guardie ecologiche anti bracconaggio facevano e fanno contro le popolazioni pigmee dei villaggi nel Sud-Est del Camerun e dei pesanti abusi che ledono i diritti umani dei Baka.

La prova è in un documento interno del Wwf, datato aprile 2015: “Analyse et évaluation participative de la mise en œuvre des stratégies et principes du WWF sur les droits de l’homme dans les sites sélectionnés autour de Parcs Nationaux de Lobéké, Boumba Bek et Nki au Cameroun-Rapport Final” (Analisi e valutazione partecipata della attuazione delle strategie e dei principi sui diritti umani del WWF in siti selezionati ai parchi nazionali di Lobéké, Boumba Bek e Nki in Camerun-Rapporto finale).

“Il Ministero delle Foreste del Camerun (MINFOF) gode del notevole supporto tecnico e finanziario da parte del WWF – si legge nel documento – Nel frattempo, le popolazioni indigene e delle comunità locali Baka che vivono nelle aree protette sono vittime di abusi e violazioni dei diritti umani da parte dei ranger del parco…”

Area degli abusi contro i pigmei Baka e mappa dell'Africa con il Camerun
Area degli abusi contro i pigmei Baka e mappa dell’Africa con il Camerun

Nel rapporto si scopre che l’associazione ambientalista sapeva anche delle difficoltà di relazione tra il gruppo etnico Bantu di cui fanno parte le guardie anti bracconaggio – alle quali il Wwf fornisce veicoli, attrezzature e un sistema di bonus sulla confisca dei trofei – e i pigmei Baka considerati inferiori e trattati come servi.

Survival accusa il Wwf di sapere che nei confronti dei Baka i guardaparco che pattugliano l’area “si comportano come signori e padroni” lanciando “operazioni pugno di ferro”… “terrificanti”. Al contrario, un portavoce WWF ha invece affermato che i ranger “compiono la loro funzione specifica di proteggere le foreste e di rendere sicuri l’accesso e le aree delle comunità della foresta, inclusi quelli dei Baka.”

Nonostante i Baka siano il popolo più antico del Camerun, dai Bantu e di conseguenza anche dai ranger della foresta, “…sono marginalizzati e screditati e le loro relazioni sono verticali: padrone e schiavo” – dice il rapporto interno del Wwf.

L’ong ambientalista, nel 2008, ha sviluppato e adottato uno strumento di riferimento e conservazione che si chiama “Dichiarazione di Principi Wwf” che testimonia il suo interesse per promuovere i diritti delle comunità indigene nel raggiungimento del suo mandato di conservazione. Nel documento si legge che “In Camerun alcuni principi non sono attuati, se non addirittura violati. A titolo di esempio, possiamo citare gli articoli 23, 30 e 32 che si occupano di questioni di consultazione e cooperazione con i popoli indigeni in cui opera il Wwf”.

Survival accusa ancora l’ong perché sapeva che i Baka non erano stati consultati in merito ai parchi nazionali a causa dei quali hanno perso la loro terra ma ha sempre pubblicamente sostenuto che ci fosse “un alto livello… di consenso tra la comunità”.

Il guardaparco camerunese Mpaé Désiré accusato di aver picchiato i Baka - Courtesy Survival International
Il guardaparco camerunese Mpaé Désiré accusato di aver picchiato i Baka – Courtesy Survival International

Tra gli arresti per corruzione in Camerun ci sono diversi guardaparco tra i quali Mpaé Désiré oltre a un capo della polizia locale. Sono stati arrestati per sospetto coinvolgimento nel commercio illegale di avorio nella terra ancestrale dei Baka e di altre tribù della foresta. I Baka avevano accusato Mpaé di aver picchiato gli indigeni e dato fuoco a uno dei loro accampamenti nella foresta.

Ai Baka, che dal 1500 a.C. hanno sempre vissuto nella foresta e da questa si procurano il cibo, viene loro vietato di uscire dai villaggi per andare a caccia e se lo fanno vengono accusati di bracconaggio. Uomini, donne, bambini e anziani subiscono abusi e violenze quotidiane, vengono umiliati e torturati e molti sono morti per le botte ricevute a colpi di machete.

“I guardaparco cominciarono a picchiarci con i loro machete e continuarono dall’alba al tramonto – ha raccontato a Survival international un uomo Baka – Avevano fatto sedere altri componenti del villaggio all’aperto e li costringevano a fissare il sole; se abbassavano la testa, li minacciavano. Ci fecero trasportare i loro bagagli alla base del Wwf. Ed è lì che siamo quasi morti per quanto ci hanno picchiato. Non riuscivamo più a camminare. Abbiamo dovuto usare tutta la nostra forza per non morire lungo la strada”.

I pigmei hanno accusato apertamente i guardaparco di bracconaggio. Un uomo Baka, nel 2013, ha detto a Survival che i ranger aprivano scatole di sardine e le lasciavano come esca per attirare i leopardi e dar loro la caccia per le pelli e che i guardaparco non vogliono nessun Baka nella foresta per poter cacciare abusivamente.

Intanto nel territorio dei Baka vengono organizzati safari di caccia mentre il Wwf Francia è partner di Rougier Group una compagnia francese di legname che opera nello sfruttamento di 800mila ettari di foresta in Camerun, Gabon e Congo-B. Rougier in Camerun, lavora attraverso la controllata Société Forestière et Industrielle de la Doumé dove sfrutta 550mila ettari di foreste e gestisce due segherie e un laboratorio di lavorazione del legno per un totale di 230mila metri cubi di tronchi all’anno.

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I Baka hanno chiesto al Wwf di smettere di finanziare i ranger perché entrano nei loro villaggi e continuano con le violenze “Le attività del Wwf e della compagnia che organizza safari di caccia – dicono gli abitanti di un villaggio in un video – stanno danneggiando la terra in cui viviamo. Non vogliamo che siano dati soldi a chi ci maltratta perché abbiamo sofferto abbastanza, siamo affamati e sofferenti. Come faremo nutrire i nostri figli? Noi non compriamo armi ma quando nei nostri villaggi, anche di notte, vengono le squadre anti bracconaggio siamo costretti a scappare. Non possiamo continuare a vivere così”. E per la prima volta l’Ocse-Organizzazione per la Cooperazione e lo sviluppo economico indaga contro il Wwf sulla violazione dei diritti umani dei pigmei del Camerun.

Sandro Pintus
sandro.p@catpress.com
twitter: @sand_pin

Crediti immagini:
– Mappa area pigmei Baka, Camerun
Courtesy Google Maps
– Mappa Africa-Camerun
Di Alvaro1984 18Opera propria, Pubblico dominio, Collegamento

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Giornalista pubblicista dal 1979 ha iniziato l'attività con Paese Sera. Poi, negli anni '80/'90, in Africa Australe con base in Mozambico e in seguito in Australia e in missioni in Medio Oriente e Balcani. Ha lavorato per varie ong, collaborato con La Repubblica, La Nazione, L'Universo, L'Unione Sarda e altre testate, agenzie e vari uffici stampa. Ha collaborato anche con UNHCR, FAO, WFP e OMS-Hedip.