Nigeria, Amnesty denuncia: ammazzati 150 attivisti pacifici pro-Biafra

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Speciale per Africa ExPress
Sandro Pintus
Firenze, 3 dicembre 2016

Secondo un rapporto di Amnesty International pubblicato la settimana scorsa, in Nigeria le forze di sicurezza e dell’esercito hanno ucciso almeno 150 attivisti pacifici pro-Biafra, nel sud-est del paese. È il risultato di una spietata repressione a colpi di fucile contro il dissenso delle popolazioni biafrane che manifestano per i loro diritti e per l’indipendenza dalla federazione nigeriana.

Vittime biafrane delle forze di sicurezza nigeriane
Vittime biafrane delle forze di sicurezza nigeriane

Il rapporto di 60 pagine “Nigeria: i proiettili piovevano dappertutto” dell’ong per i diritti umani riguarda la pesantissima ondata repressiva nel Paese africano tra agosto 2015 e lo stesso mese del 2016. Si basa sulla documentazione di 87 video, 122 fotografie e 193 interviste (146 delle quali a testimoni oculari) riguardanti manifestazioni e altre iniziative organizzate in quei 12 mesi. Secondo Amnesty le forze di sicurezza, sotto il comando dall’esercito, hanno condotto una spietata campagna di violenza e uccisioni.

Nel sud del più popoloso Paese africano il clima è pesantissimo e sembrano tornare i fantasmi della guerra del Biafra quando la maggioranza Igbo voleva l’indipendenza dalla Nigeria. Una guerra civile che, tra il 1967 e il 1970, ha causato tra uno e due milioni di morti, soprattutto per fame.

Muhammadu Buhari, presidente della Nigeria
Muhammadu Buhari, presidente della Nigeria

Il governo del generale Muhammadu Buhari, neo presidente eletto nel marzo 2015, ha deciso di non fare sconti ai biafrani che stanno riprovando a prendersi l’indipendenza.

Dall’agosto 2015, i militanti e simpatizzanti di Ipob (Popoli indigeni del Biafra) che hanno manifestato con marce e riunioni per sollecitare la creazione di uno stato biafrano rischiano la vita e sono oggetto di brutali torture.

Amnesty denuncia che nonostante le schiaccianti prove di gravi violazioni dei diritti umani, tra cui esecuzioni extragiudiziali delle forze di sicurezza nigeriane, le autorità non hanno avviato alcuna indagine. Un sistema simile di impunità è stato riscontrato in altre parti della Nigeria, come le zone nord-orientali nel contesto delle operazioni contro Boko Haram.

La repressione mortale degli attivisti pro-Biafra sta esasperando la tensione nel sud-est della Nigeria – ha dichiarato Makmid Kamara, direttore ad interim di Amnesty International Nigeria – La sconsiderata tattica del ‘grilletto facile’ per controllare la folla ha provocato almeno 150 morti e temiamo che il totale effettivo possa essere assai più alto”.

Nnamdi Kanu, leader Ipob
Nnamdi Kanu, leader Ipob

La tensione nel sud e sud-est del paese è notevolmente peggiorata da quando, il 14 ottobre 2015, Nnamdi Kanu, leader Ipob e direttore di Radio Biafra, è stato incarcerato e accusato di cospirazione criminale. Da quella data sono aumentate le manifestazioni di protesta a sostegno dell’indipendenza dello stato del Biafra e per la liberazione di Kanu e le violenze della polizia.

I massacri

Uno dei massacri operati dai militari nigeriani è quello di Aba, 620km a sud di Abuja, il 9 febbraio 2016. Amnesty International ha esaminato le immagini di un raduno pacifico di militanti e simpatizzanti dell’Ipob all’Istituto nazionale di educazione superiore della città biafrana. Ha confermato che le forze di sicurezza nigeriane, senza alcun preavviso, hanno circondato il gruppo e hanno aperto il fuoco con proiettili veri con l’intento di uccidere. Pochi giorni dopo, il 18 febbraio, in un fossato nei pressi dell’autostrada di Aba-Port Harcourt sono stati rinvenuti 13 cadaveri bruciati. Tra i morti anche i manifestanti arrestati dai militari e misteriosamente spariti.

Cadaveri bruciati uccisi ad Aba
Cadaveri bruciati uccisi ad Aba

Ogni anno, il 30 maggio, i biafrani ricordano la fallita indipendenza del 1967 con la “Giornata della memoria”. Il 29 maggio scorso a Nkpor, 470 km a sud della capitale, durante la notte le forze di sicurezza hanno fatto irruzione nelle abitazioni dei militanti e simpatizzanti Ipob e in una chiesa arrestando numerosi attivisti come azione preventiva.

Manifestazione per l'indipendenza del Biafra
Manifestazione per l’indipendenza del Biafra

La giornata successiva è stata rosso sangue. Nella cittadina vicina Asaba, durante la manifestazione per la “memoria” con un migliaio di persone i militari, senza preavviso, hanno sparato proiettili veri sui manifestanti: in due giorni sono state uccise almeno 60 persone e 70 sono rimaste ferite.

Ma oltre ai morti e ai feriti, Amnesty ha anche riscontrato centinaia di arresti arbitrari – anche di persone ricoverate in ospedale per le ferite – e di maltrattamenti e torture di detenuti. Molti di loro sono stati feriti con l’acido e la prassi quotidiana erano le frustate ai prigionieri chiamate dai militari “té del mattino”.

Abbiamo più volte chiesto al governo nigeriano di avviare indagini indipendenti sulle prove di crimini di diritto internazionale – ha affermato Kamara – Il presidente Buhari ha ripetutamente promesso che i nostri rapporti sarebbero stati approfonditi. Tuttavia, non è stato preso alcun provvedimento concreto”.

Mappa della Nigeria e del Biafra
Mappa della Nigeria e del Biafra

Secondo l’Ipob il Biafra è a maggioranza cattolica e l’intento del presidente islamico Buhari è l’islamizzazione della regione sud e sud-est del Paese area che comprende tutto il Biafra.
Difficilmente il governo di Abuja rinuncerà quella regione che comprende il delta del Niger ricchissimo di petrolio che rappresenta il 14,4 per cento del PIL dove operano compagnie petrolifere come Eni e Shell, Elf e Chevron.

Dopo la guerra civile il governo nigeriano ha deciso di eliminare la memoria del Biafra. Per cancellarne definitivamente il nome, alla baia omonima è stato addirittura cambiato toponimo in golfo di Bonny. Con queste premesse è probabile che il bagno di sangue continui. Nel frattempo Amnesty Nigeria e Radio Biafra hanno lanciato una campagna internazionale via twitter con l’hastag #StopBiafrakillings e il documento di Amnesty è stato portato al Parlamento europeo.

Sandro Pintus
sandro.p@catpress.com
twitter: @sand_pin

Crediti immagini:
– Mappa Nigeria
Pubblico dominio, Collegamento

– Mappa Africa-Nigeria
Di Alvaro1984 18Opera propria, Pubblico dominio, Collegamento

-Mappa Biafra
Di Eric Gaba (Stingfr:Sting), translation by Neq00 – Own workBackground map: NGDC GSHHS and WDBII dataBiafra independent state borders reference maps: UN, Matthew White, Otvaga2004, Travel-Image (originally a CIA map ?), Biafraland and MSN Encarta, CC BY-SA 3.0, Collegamento

– Nnamdi Kanu
(courtesy Nnamdi Kanu dal suo profilo Facebook)

– Muhammadu Buhari
Di Chatham House, CC BY 2.0, Collegamento

Giornalista pubblicista dal 1979, ha iniziato l'attività con Paese Sera. Negli anni '80/'90, in Africa Australe con base in Mozambico e in seguito in Australia e in missioni in Medio Oriente e Balcani. Ha lavorato per varie ong, collaborato con La Repubblica, La Nazione, L'Universo, L'Unione Sarda e altre testate, agenzie e vari uffici stampa. Ha collaborato anche con UNHCR, FAO, WFP e OMS-Hedip.