Dal Nostro Inviato Speciale
Massimo A. Alberizzi
Nairobi, 14 gennaio 2014
La fuga dalla guerra si è tramutata in tragedia per oltre trecento civili, molti donne e bamini, che sono scappati da Malakal, nel Sud Sudan, sconvolta dalla guerra tra l’esercito governativo del presidente Salva Kiir Mayardit e i miliziano del ex vicepresidente ribelle Riek Machar Tendy. Sono annegati quando il battello su cui viaggiavano si è rovesciato nelle acque del Nilo.
Si rovescia nel Nilo un battello carico di civili in fuga dalla guerra in Sud Sudan, 300 morti molti sbranati dai coccodrilli
SOS leoni: in Africa occidentale sono in estinzione
Dal Nostro Inviato Speciale
Massimo A. Alberizzi
Nairobi 13 gennaio 2014
“Hic Sunt Leones” c’era scritto sulle incerte mappe antiche per indicare quella che oggi si chiama Africa. Ora una ricerca condotta in 17 Paesi dell’Africa Occidentale dall’organizzazione non profit Panthera denuncia che i leoni in queste aree sono in via d’estinzione. Il loro numero è ridotto a soli 400 esemplari, di cui appena 250 sessualmente maturi per riprodursi.
Un cannibale cristiano si confessa a Bangui: “Ho mangiato la carne del mio nemico musulmano”
Dal Nostro Inviato Speciale
Massimo A. Alberizzi
Nairobi, 12 gennaio 2014
“Sì è vero ho mangiato la carne di quel mio nemico musulmano, ero furioso lui e i suoi amici hanno ammazzato mia moglie incinta, sua sorella e il suo bambino. L’ho fatto per vendicarmi”. E’ successo anche questo atto di cannibalismo a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana devastata dalla guerra per bande tra musulmani e cristiani.
Come in un film del terrore resuscita un cadavere in Kenya. Panico all’ospedale dove era “morto”
Dal Nostro Inviato Speciale
Massimo A. Alberizzi
Nairobi, 12 gennaio 2014
Panico, urla e fuggi fuggi generale all’ospedale di Naivasha, a poco meno di cento chilometri da Nairobi, quando è andata via la corrente, tutto è piombato nel buio e, come in un film del terrore, un uomo dichiarato clinicamente morto, già portato all’obitorio nella stanza frigorifera e che stava per essere messo nella bara ha cominciato a respirare, si mosso ha rantolato e poi ha urlato: “Ma dove mi avete portato, fa un freddo cane qua dentro”.
Nigeria, non solo petrolio e inquinamento ma anche guerre di religione
Nostro Servizio Particolare
Cornelia I. Toelgyes
10 gennaio 2014
Il gruppo islamico jihadista “Boko Haram” non conosce sosta nell’uso della violenza. Nelle ultime settimane e giorni gli attacchi si sono susseguiti uno dietro l’altro, con successive controffensive dell’esercito nigeriano. All’inizio di dicembre sono state attaccate simultaneamente una base dell’aeronautica militare e l’aeroporto internazionale di Maiduguri, capitale dello stato del Borno, nella Nigeria nordorientale. Molte le vittime e tantissimi feriti.
Sulle tracce dei trafficanti di uomini
IRIN
Johannesburg, 7 gennaio 2014
Quando si scoprono cadaveri di migranti nel deserto o mentre galleggiano nel mare o in container privi di aria, l’opinione pubblica richiama spesso l’attenzione sui trafficanti di uomini. Sono loro da perseguire, la loro atroce, disumana attività. In seguito alla morte di oltre 300 migranti, annegati mentre cercavano di attraversare il Mediterraneo, il ministro italiano per l’integrazione, Cecile Kyenge, ha dichiarato: ”Dietro queste tragedie ci sono i trafficanti di uomini, che si arricchiscono alle spalle della povera gente in fuga dalle guerre e dalla fame.” E’ dunque indispensabile aumentare i pattugliamenti per perseguire e catturare i trafficanti”.
On the trail of migrant smugglers
IRIN
Johanesburg, 7 January 2014
When the corpses of migrants are discovered in the desert, floating at sea, or in airless container trucks, the official response often includes calls to take action against the smugglers. Following the deaths of over 300 migrants who drowned trying to cross the Mediterranean in October 2013, for example, Italy’s integration minister, Cecile Kyenge, declared, “Behind these tragedies. there are human traffickers who are enriching themselves on the backs of people who are fleeing war and hunger,” and urged increased patrols to target people smugglers.
Massacri, stupri, villaggi bruciati: nella Repubblica Centrafricana da marzo si continua a morire
Nostro Servizio Particolare
Cornelia I. Toelgyes
7 gennaio 2014
Ci sono Paesi che non trovano mai la pace. Uno di questi è la Repubblica Centrafricana. Ricordate il sanguinario Jean-Baptiste de Lasalle (detto più semplicemente Jean Bedel) Bokassa, anzi meglio sua maestà Bokessa I, imperatore della francofonia? Quello che si dice fosse antropofago? Ebbene governava qui.
Il presidente sudanese Omar Al Bashir in visita a Juba per incontrare Salva Kiir
Massimo A. Alberizzi
6 gennaio 2014
Il presidente sudanese Omar al Bashir è volato questa mattina a Juba, capitale del Sud Sudan, per incontrare il suo omologo Salva Kiir. Ufficialmente il leader di Khartoum intende sostenere gli sforzi di pace della diplomazia per porre fine alla guerra civile che sta devastando la più giovane nazione del mondo. In molti temono che Bashir, ricercato dal tribunale internazionale perché accusato di genocidio, intenda invece ridurre il sud Sudan a una sorta di protettorato del Sudan.
Ucciso dai ribelli un generale lealista in Sud Sudan
Massimo A. Alberizzi
5 gennaio 2014
Sono cominciati ad Addis Abeba i colloqui di pace faccia a faccia tra i rappresentanti delle due fazioni in guerra in Sud Sudan, quella del presidente Salva Kiir e quella del ribelle ex vicepresidente licenziato in luglio, Riek Machar. Colloqui che stanno affrontando problemi tutto sommato secondari anche se importanti, come la richiesta rivolta al governo dai rivoltosi di liberare i prigionieri politici.
Sul terreno si continua a combattere. La battaglia infuria per il controllo delle capitali di due Stati ora in mano ai rivoltosi: Bor, città strategica a 200 chilometri da Juba, nel Jonglei State, e Bentiu, centro petrolifero dell’Unity State. Malakal, capitale dell’Upper Nile è una città fantasma: tre quarti degli abitanti sono scappati e le loro case e i loro negozi sono stati saccheggiati.
I governativi hanno circondato Bor e avanzano verso il centro della città. Una delle colonne è caduta in un’imboscata dei ribelli che hanno ucciso un generale lealista. Bor dall’inizio dello ostilità, il 15 dicembre, è passata di mano più volte. Gran parte della popolazione è fuggita. Il resto ha trovato protezione all’interno del quartier generale dei caschi blu.
Secondo voci non confermate l’esercito ribelle di Riek Machar sta marciano su Juba. Se la capitale dovesse cadere, per il presidente Salva Kiir sarebbe la fine.
Peraltro si fa un grande errore se si considera la guerra civile in Sud Sudan come un conflitto etnico, tra i dinka, la tribù del presidente, e i nuer del vicepresidente defenestrato. Se è vero che i due contendenti hanno fatto appello al proprio gruppo etnico, non è vero che tutti abbiano risposto positivamente. Riek Machar ha avuto il sostegno politico di numerosi Dinka influenti, tra cui quello di Rebecca Nyandeng, la vedova di John Garang il padre dell’indipendenza del Sud Sudan morto in un incidente d’elicottero nel 2005.
Massimo A. Alberizzi
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