Africa ExPress
22 gennaio 2025
(1 – continua)
E’ difficile fare un elenco completo delle interferenze americane, organizzate negli anni per abbattere governi che avevano intenzione di rivendicare (o avevano rivendicato) un’autonomia economica per gestire le risorse del proprio territorio (e non solo).
Proviamo qui ad elencare una lista di colpi di Stato e/o ingerenze inquietanti degli Stati Uniti avvenute dopo la Seconda Guerra mondiale.
Metodi sbrigativi
Sappiamo che è lacunosa e incompleta, ma dimostra che la corsa alla conquista del mondo non è assolutamente cominciata con Donald Trump, ma molto prima. Con Trump sono cambiati solo i metodi, più sbrigativi e diretti. Insomma, più arroganti e più consoni a un bullo, piuttosto che confacenti a un presidente di un grande Paese che si suppone democratico.

Molti ritengono che Trump sia l’interprete moderno della Dottrina Monroe. Certamente lo è ma occorre anche tener presente che invece applica spregiudicatamente la dottrina del Destino Manifesto.

La dottrina Monroe, annunciata nel 1823, dichiarava che le potenze europee non dovevano tentare di colonizzare o interferire negli affari dei Paesi del continente americano. In cambio, gli Stati Uniti si impegnavano a non immischiarsi nelle questioni interne europee. Il messaggio centrale era che l’emisfero occidentale doveva essere libero da nuove influenze coloniali dei Paesi del Vecchio Continente.
La dottrina del Destino Manifesto era un’ideologia politica e culturale sviluppatasi negli Stati Uniti nel XIX secolo. Fu lanciata poco prima del 1840 ma divenne esplicita nel 1845, quando il giornalista John L. O’Sullivan la formulò pubblicamente per giustificare l’espansione verso ovest e l’annessione di territori come il Texas.
La dottrina sosteneva che gli americani fossero destinati da Dio ad espandersi verso ovest, occupare il territorio fino all’Oceano Pacifico e diffondere le proprie istituzioni, valori e sistema politico. Questa convinzione giustificò l’espansione territoriale anche armata, come la conquista del Texas, della California e di altri territori, e fu spesso utilizzata per legittimare anche lo spostamento forzato delle popolazioni native.
Missione divina
Insomma, una teoria elaborata per difendere l’idea che esista una sorta di “missione divina” statunitense per promuovere e difendere la democrazia in tutto il mondo. Il Destino Manifesto sembra che ancora oggi continui a esercitare un’influenza pesante sull’ideologia politica statunitense.

Bisogna riconoscere che Donald Trump ha un pregio: è molto meno ipocrita dei suoi predecessori. In altre parole, come tutti i bulli, è più diretto. Tenta di mascherare i suoi interventi dietro motivazioni umanitarie (la difesa dei cristiani in Nigeria e la lotta contro il narcotraffico e la spietatezza di un dittatore in Venezuela) o di sicurezza (la Groenlandia è infestata da navi russe e cinesi) ma alla fine non riesce a nascondere le vere ragioni delle sue aggressioni: risorse naturali, petrolio e minerali preziosi. E quindi ammette candidamente che i reali motivi della sua crociata contro il mondo è spinta da interessi economici – accaparramenti di risorse – e di megalomania mal repressa (“Devo controllare il pianeta”).
Anche per quello che riguarda l’Europa, Trump è stato chiaro è schietto. “L’Unione è stata creata per fregarci”, e si è con forza rammaricato. Eppure, aveva ragione. L’Europa forse non è stata creata per fregare l’America, ma sicuramente per affiancarla. Cosa che, se avesse funzionato come previsto, avrebbe provocato una perdita di ricchezza da parte degli Stati Uniti. Ma i politici del vecchio continente non hanno capito che aveva ragione. Non hanno capito che in un mondo polarizzato il tuo compagno di banco è un tuo antagonista. E non hanno compreso che una frase del genere comprende un obbiettivo: distruggere o almeno controllare e tenere a bada la vecchia Europa.
Euro e dollaro
Quando l’euro fu varato, 1° gennaio 2002, molti commentatori auspicavano e prevedevano che avrebbe potuto affiancare il dollaro nelle transazioni commerciali internazionali. Inizialmente era stata stabilita una parità tra le due valute, anche per questo motivo.
Gli interventi americani bloccarono sul nascere queste velleità del vecchio continente. I suoi leader politici non se ne accorsero e comunque fecero finta di niente. Forse invece avrebbero potuto e dovuto denunciare questo sopruso dell’alleato. Forse già allora l’Europa manifestava sottomissione psicologica, perdita di autonomia, bassa autostima e difficoltà a prendere decisioni indipendenti.
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(1-continua)
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