Si vota in Nigeria per il nuovo presidente: il capo di Stato uscente lascia un Paese in ginocchio

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Speciale per Africa ExPress
Cornelia I. Toelgyes
25 febbraio 2023

Oggi si torna alle urne in Nigeria per eleggere il nuovo presidente e l’Assemblea Nazionale. Nel Paese più popoloso del continente, il clima è teso, incandescente, come sempre prima di una tornata elettorale.

Oyibo Chukwu, candidato al Senato del Labour Party dell’Enugu state, Nigeria

Mercoledì scorso, il giorno precedente alla chiusura della campagna elettorale, è stato ammazzato brutalmente assieme al suo autista, Oyibo Chukwu, candidato al senato per il Labour Party nell’Enugu state, nel sud-est della ex colonia britannica. La vettura sulla quale viaggiavano è caduta in un’imboscata. Stavano tornando a casa dopo un’assemblea di propaganda elettorale.

In risposta al grave attentato, la Commissione elettorale nazionale indipendente (INEC) ha fatto sapere poche ore fa di aver sospeso le elezioni senatoriali nell’Enugu state. I cittadini residenti nello Stato federale in questione, potranno eleggere il proprio candidato l’11 marzo, quando si torna alle urne per votare i nuovi governatori, ha precisato il residente di INEC in un comunicato.

In preda alla violenza diffusa e i rapimenti perpetrati da bande armate in vista delle elezioni, i problemi di sicurezza sono peggiorati , con diversi attacchi e incendi dolosi anche agli uffici dell’INEC.

Oggi molti mercati in tutto il Paese sono stati presi quasi d’assalto dai clienti. Tutti, chi più chi meno, ha cercato di comprare cibo e beni di prima necessità per non dover uscire nei prossimi giorni. Con le presidenziali odierne, la gente teme disordini e violenze dopo il voto, come è già successo in passato.

Mohammadu Buhari, presidente uscente della Nigeria

Muhammadu Buhari lascia una popolazione frustrata, allo stremo per la carenza di denaro liquido e carburante, con un tasso d’inflazione, che a gennaio ha raggiunto il 21,82 per cento, il più alto dal 2005.

Per non parlare dei problemi di sicurezza. Nel nord-est Boko Haram e ISWAP (acronimo per Islamic State West Africa Province, cugini dei primi, dai quali si sono separati nel 2016 per incomprensioni), continuano le loro incursioni, anche se meno insistenti di un tempo, ma rappresentano comunque ancora una minaccia per la popolazione.

Eppure durante la campagna elettorale del 2015 per il suo primo mandata, Buhari aveva  annunciato trionfalmente che entro la fine dell’anno avrebbe sconfitto i sanguinari Boko Haram.

A tutt’oggi i terroristi sono sempre in azione, insieme a loro ISWAP e altre bande criminali che minacciano la sicurezza in tutto il Paese. Inoltre la corruzione galoppante, presente a tutti livelli, e l’impunità, sono questioni gravi che hanno un peso non indifferente sulle elezioni di domani.

L’attuale presidente non può ricandidarsi dopo due mandati consecutivi. Va comunque ricordato che Buhari ha già occupato la posizione di Capo di Stato dopo il golpe militare del 31 dicembre 1983.

I tre principali candidati delle presidenziali in Nigeria: I tre principali candidati, Tinubu (al centro), Atiku (a destra) e Obi (a sinistra)

Sono ben 18 i candidati in lizza per la poltrona più ambita. I principali aspiranti alla presidenza sono l’ex governatore di Lagos Bola Tinubu, 70 anni per il partito al potere,  All Progressives Congress (APC), l’ex vicepresidente Atiku Abubakar, 76 anni, corre per il People’s Democratic Party (PDP), principale partito di opposizione, e Peter Obi che di anni ne ha solo 61, Labour Party, è  molto popolare tra giovani elettori.

Peter Obi ha avuto le migliori quotazioni nei sondaggi pre-elettorali e, per raggiungere i suoi supporter e i giovani, suoi potenziali elettori, è stato molto attivo sui social media.

I tre principali candidati, Tinubu, Atiku e Obi hanno promesso di rilanciare l’economia martoriata e di combattere l’insicurezza dilagante e la corruzione endemica.

Bola Ahmed Tinubu, ex governatore di Lagos dal 1999 al 2007, multimilionario, musulmano di etnia yoruba, è originario del sud-ovest del Paese. Cofondatore dell’All Progressives Congress nel 2013 insieme al presidente uscente Muhammadu Buhari.

La carriera politica di Tinubu è iniziata negli anni ’90 con una sua forte opposizione al governo militare in carica. Conosce molto bene la Nigeria in lungo e in largo e negli anni ha saputo creare alleanze politiche, etniche e religiose in tutto il Paese.

Nonostante il suo passato come oppositore al regime militare, ha promesso di sguinzagliare le forze armate per porre fine all’insurrezione islamista. Ma gli elettori hanno già sentito questa promessa da Buhari. Non ha mai saputo tradurre in fatti la parola data.

Il candidato del partito al potere è anche accusato di e appropriazione indebita di fondi, fatti che ovviamente  ha negato.

L’ex vicepresidente Atiku Abubakar, 76 anni, si candida per la sesta e probabilmente ultima volta.  Multimilionario pure lui, musulmano del nord, di etnia fulani.

Quando Buhari era ancora in politica, le sue possibilità di vincere le presidenziali sono sempre state considerate scarse. Ma con l’attuale presidente fuori dalla competizione, l’eterno candidato spera ora di farcela, pur essendo consapevole che probabilmente faticherà a conquistare l’elettorato più giovane, visto che la maggior parte dei quasi 10 milioni di nuovi elettori registrati quest’anno ha meno di 34 anni.

Abubakar punta molto sul suo passato come vicepresidente tra il 1999 e il 2007, quando ha guidato un team economico che ha attuato riforme di successo nei settori delle telecomunicazioni, delle pensioni e delle banche.

Come Tinubu, anche Abubakar è accusato di appropriazione indebita di fondi e clientelismo che risalgono al periodo della sua vicepresidenza. Ovviamente anche lui ha negato ogni illecito.

Peter Obi del Partito Laburista si è presentato come il candidato anti-establishment nella speranza di raccogliere voti tra coloro che provano rabbia per lo status quo.

L’ex governatore dell’Anambra state è riuscito a conquistarsi il sostegno dei giovani nigeriani urbani del sud, molti tra questi in difficoltà economiche per mancanza di lavoro e a causa della sempre crescente insicurezza. I suoi supporter si autodefiniscono come “Obi-dient” (obbedienti)

Obi è un cristiano Igbo, un gruppo etnico del sud-est, cioè del Biafra. Alcune fazioni igbo si battono per la secessione della loro regione dalla Nigeria. In precedenza è stato membro del raggruppamento politico Peoples Democratic Party, ma ha lasciato il partito.

Come gli altri due candidati, anche Obi è accusato di appropriazione indebita, ma soprattutto di evasione fiscale. Il suo nome è emerso persino nei famosi Pandora Papers.

Le votazioni si svolgono oggi dalle 8.30 alle 14.30.
Gli elettori già in coda prima della chiusura del seggio, potranno accedere alle urne anche oltre l’orario stabilito.

Sono oltre 93 milioni di persone aventi diritto al voto.

Il processo di spoglio impegnerà gli scrutatori per diversi giorni. I risultati sono attesi per la prima metà della prossima settimana.

Cornelia I. Toelgyes
corneliacit@hotmail.it
@cotoelgyes
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