Mozambico, film NYTimes: militari non hanno affrontato jihadisti né difeso civili

“Mentre i miliziani hanno attaccato una città chiave in Mozambico, dov’era il governo?” – chiede il quotidiano newyorkese

sandro_pintus_francobolloSpeciale per Africa ExPress
Sandro Pintus
Firenze, 29 maggio 2021

Il New York Times, con un servizio filmato, riaccende i riflettori sull’assedio di Palma del 23 marzo scorso. E il governo mozambicano e le sue Forze armate non ci fanno certo una bella figura.

jihadisti
Jihadisti durante uno degli attacchi a Cabo Delgado (Courtesy New York Times)

Dov’era il governo mozambicano?

In un video di 13 minuti, postato nell’edizione online il 26 maggio, fa un’analisi precisa dell’attacco jihadista che il NYT chiama “Al-Shebab”. “Mentre i miliziani hanno attaccato una città chiave in Mozambico, dov’era il governo?” – chiede il quotidiano newyorkese.

“Un eccellente video documentario” – commenta nella sua newsletter l’analista britannico Joseph Hanlon della Open University (Regno Unito) – . “Lo fa con interviste ai sopravvissuti, video, immagini satellitari e dati di tracciamento delle navi. Questo per mostrare come il governo, con le Forze di difesa del Mozambico (FDS), non è riuscito a proteggere i civili. Ha lasciato che migliaia di persone si dovessero arrangiare da sole in quella situazione”.

(Video courtesy New York Times)

I tre elicotteri e 750 militari fermi

Qualche chilometro a est della città di Palma, nel complesso Total della penisola di Afungi, c’erano 750 militari addestrati delle FDS a difesa del cantiere. A un centinaio di chilometri dalla città assediata invece c’è la base aerea mozambicana dell’esercito con tre elicotteri armati da 30 posti ciascuno.

I velivoli, durante l’attacco, si sono alzati in volo verso Palma ma uno di questi è stato colpito. Tutti e tre sono tornati alle base e non hanno partecipato alla battaglia per la liberazione della città assediata. Non c’è stata nessuna difesa dei civili da parte dei militari FDS che erano a protezione del complesso di Afungi.

Per proteggere i civili si sono mossi gli elicotteri dei mercenari sudafricani di Dyck Advisory Group (DAG) che sono riusciti a evacuare 24 persone. I mercenari di DAG sono stati gli unici in grado di fare operazioni di salvataggio nonostante la latitanza del governo mozambicano. Ma sono stati anche accusati da Amnesty International (insieme alle Forze armate mozambicane e ai jihadisti) di crimini di guerra a Cabo Delgado.

Un assedio senza difesa militare

“A Palma c’erano pochi militari” – ha raccontato Ricardo Elias Dario, uno dei sopravvissuti intervistati – . “Pochi di loro hanno avuto il coraggio di combattere gli invasori. Alcuni sono perfino scappati prima di iniziare a combattere”.

NYT Ocean Eagle 43
Ocean Eagle 43 vista da satellite (Courtesy New York Times)

Uno dei pochi interventi del governo mozambicano a Palma è stato l’utilizzo dell’Ocean Eagle 43, un pattugliatore trimarano per salvare il personale di Total. Il trimarano ha poi guidato, verso il porto di Pemba, il convoglio di navi e barche private che avevano migliaia di sfollati a bordo.

La popolazione non ha fiducia

“Il governo ha cercato di mantenere l’illusione che Cabo Delgado era sicuro per tenere gli investitori” – afferma il NYT. “Durante l’attacco a Palma un basso numero di persone è stato portato in salvo. Il 95 per cento della popolazione è rimasto senza aiuto. Il ministro della Difesa mozambicano non ha risposto alle nostre domande sulle operazioni a Palma. Il presidente Nyusi, dopo l’attacco ha sminuito la gravità dell’attacco”. La popolazione continua ad arrangiarsi da sola e a fuggire. “Non riesce ad avere fiducia che il governo la possa salvare”. – conclude il New York Times.

Sandro Pintus
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Giornalista dal 1979, ha iniziato l'attività con Paese Sera. Negli anni '80/'90 in Africa Australe con base in Mozambico e in seguito in Australia e in missioni in Medio Oriente e Balcani. Ha lavorato per varie ong, collaborato con La Repubblica, La Nazione, L'Universo, L'Unione Sarda e altre testate, agenzie e vari uffici stampa. Ha collaborato anche con UNHCR, FAO, WFP e OMS-Hedip.