Elezioni in Uganda e Museveni blocca gli accessi a internet

Speciale per Africa-ExPress
Cornelia I. Toelgyes
15 gennaio 2020

Ieri si sono svolte le elezioni generali in Uganda.  17,7 milioni di cittadini aventi diritto al voto sono stati chiamati alle urne per scegliere il nuovo presidente.

A sinistra, il presidente ugandese uscente, Yoweni Museveni, a destra il cantante e candidato alle presidenziali, Bobi Wine

Yoweri Museveni, il leader uscente non vuole mollare la poltrona, si è ricandidato per un sesto mandato. Oltre a lui sono in lizza altri 10 candidati, tra questi una sola donna. Ma è la ex rockstar Bobi Wine, all’anagrafe Robert Kyagulanyi, che dà del filo da torcere alla vecchia volpe. Per essere proclamato presidente, il candidato deve riportare a casa il 50 percento più uno deisuffragi. Durante la tornata elettorale odierna si è votato anche per il rinnovo del Parlamento, costituito da 529 deputati.

Wine è un avversario pericoloso per Museveni, che vorrebbe restare al potere per sempre. Eletto per la prima volta nel 1986, già nel 2005 era riuscito a far apportare delle modifiche alla Costituzione; allora era stato rimosso il limite di due soli mandati presidenziali. Mentre grazie a un emendamento votato in Parlamento nel 2017, il 76enne   ha potuto ripresentarsi senza problemi. E chissà, se il buon Dio gli dà lunga vita, forse anche ad un altro mandato ancora.

Durante la campagna elettorale Wine è stato arrestato, la maggior parte dei suoi supporter sono ancora in galera e durante manifestazioni ci sono stati parecchi morti in scontri con le forze dell’ordine. A nulla sono valse le proteste di diverse organizzazioni per la difesa dei diritti umani. Il governo ha giustificato i suoi interventi come misure anti-covid, che non permettono assembramenti.

Ieri i seggi sono stati chiusi alle 16.00 ora locale, ma chi era in coda, ha potuto entrare per infilare la scheda elettorale nell’urna.

Internet è stato bloccato e durante tutta la giornata le strade di Kampala,la capitale del Paese, c’era una notevole presenza di militari e poliziotti che pattugliavano le strade. Con il coprifuoco che inizia alle 21.00, in vigore da marzo come misura anti covid, sulla città è nuovamente calato il silenzio.

Uganda election day

Bobi Wine ha votato a Magere, a nord della capitale, dove è stato accolto da una gran folla, mentre Museveni si è recato al seggio della sua città natale, Ntungamo, nella parte occidentale dell’Uganda.

Subito dopo la chiusura degli uffici elettorali, parecchi supporter di Wine sono tornati in alcune sezioni per controllare e per assistere al conteggio, per “proteggere il voto”, ma proprio a Magere sono stati cacciati dalla polizia.

Museveni gode ancora molta stima in tutto il Paese, è apprezzato soprattutto dalle persone più anziane. Una donna di 58 anni, Faith Florence Nakalembe, ha detto: “I giovani non sanno quello che ha fatto per noi. Ha riportato stabilità e sicurezza. I ragazzi vogliono il cambiamento”. Il figlio 23enne della donna non ha mai conosciuto un altro presidente, ha dato il suo voto a Wine. Gran parte dell’elettorato è rappresentato da giovani.

I sostenitori del presidente uscente ritengono che grazie a lui l’Uganda è stata meno colpita dalla pandemia di altri Paesi del continente. Finora sono stati registrati 40mila infetti e i morti sono solamente 300.

Se all’inizio della sua carriera politica Museveni era ritenuto anche in Occidente uno dei leader emergenti dell’Africa, ora viene criticato un po’ ovunque per essere uno dei tanti capi di Stato autoritari del continente; infatti, il suo partito, Movimento Nazionale di Resistenza, non ha nemmeno ancora designato un suo eventuale successore.

Cornelia I. Toelgyes
corneliacit@hotmail.it
@cotoelgyes

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Giornalista, vicedirettore di Africa Express, ha vissuti in diversi Paesi africani tra cui Nigeria, Angola, Etiopia, Kenya. Cresciuta in Svizzera, parla correntemente oltre all'italiano, inglese, francese e tedesco.