Sudan apre inchiesta per crimini in Darfur: Omar Al Bashir indagato anche in casa

Africa ExPress
24 dicembre 2019

Il procuratore generale del Sudan, Tagelsir el-Heber, ha aperto un’inchiesta sui crimini commessi nel Darfur da una cinquantina di vecchi dirigenti del regime ormai crollato, già indagato dalla Corte Penale Internazionale. Tra gli indagati spiccano i nomi dell’ex presidente, Omar Al Bashir, quello dell’ex ministro alla Difesa, Abdel-Rahim Mohamed Hussein, e del governatore del Kordofan, Ahmad Haroun, tutti e tre attualmente detenuti a Khartoum. Mentre altri due personaggi, Abdallah Banda (uno dei leader del gruppo di opposizione Justice and Equality Movement) e Ali Kushayb (ex capo delle feroci milizie tribali  janjaweed), sono tutt’ora ricercati.

Giustizia per il popolo del Darfur

Nel marzo 2009 la CPI aveva spiccato un mandato d’arresto nei confronti del vecchio despota per crimini contro l’umanità (compresi gli stupri di massa) e genocidio proprio per le violenze commesse in Darfur. Malgrado ciò, mentre era al potere, è riuscito a spostarsi dal Paese senza  che nessuno lo consegnasse alla giustizia. Questo perchè il CPI non ha una forza di polizia propria, ma delega gli Stati membri il compito di fermare le persone sospette o colpite da un mandato di cattura.

L’anziano dittatore sarà davvero processato per i crimini che gli sono attribuiti?  Vedremo. Intanto le indagini sono in corso, come ha annunciato domenica el-Heber, che ha precisato: “Abbiamo iniziato a indagare già nel 2003”.

Durante il sanguinoso conflitto nel Darfur sono state uccise oltre 300.000 persone, altre 2.5 milioni hanno lasciato le loro case, per non parlare delle violenze che hanno dovuto subire le donne di quella regione, in particolare dai sanguinari janjaweed, diavoli a cavallo” (come li chiamava la popolazione): bruciavano i villaggi, stupravano le donne, uccidevano gli uomini e rapivano i bambini per renderli schiavi.

Omar al-Bashir, ex presidente del Sudan

Durante la conferenza stampa di domenica, il procuratore sudanese ha spiegato che è stato spiccato un mandato d’arresto internazionale dall’Interpol nei confronti di Salah Gosh, ex capo dei servizi segreti. L’ufficio della procura generale sta anche investigando su autorità e persone che avrebbero ricevuto denaro dall’ex presidente. In altre parole sono alla ricerca di coloro che si sono lasciati corrompere dall’ex dittatore.

Tra l’altro Al Bashir è sotto inchiesta, insieme ad altri islamici,  per il colpo di Stato del 1989, quando, come colonnello dell’esercito sudanese, ha guidato un gruppo di ufficiali in un incruento colpo di Stato militare che rovesciò il governo civile del primo ministro Sadiq al-Mahdi.

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Sudan: condanna mite per corruzione ad Al Bashir, troppo vecchio non va in prigione