Sudan, quando Bashir sbatte in carcere i vecchietti

Africa ExPress
Khartoum, 4 febbraio 2015

Le maglie del regime del presidente Omar Al Bashir, salito al potere con un colpo di Stato il 30 giugno 1989, si chiudono sempre più. I suoi oppositori finiscono in carcere con grande facilità. E molti sono anche anziani, come Hassan Al Turabi, che ha superato gli ottant’anni e va avanti e indietro dalla galera, come ha spiegato più volte ad Africa ExPress la figlia Omama.

In questi giorni è stata la volta di finire prima dietro le sbarre poi di corsa all’ospadale per Farouk Abu Issa, leader del partito d’opposizione National Consensus Forces (NCF). Abu Issa è stato ricoverato martedì per un improvviso salto della pressione sanguigna e rischiava quindi un ictus cerebrale.

abu_issa-51380Era stato incarcerato nel famigerato carcere Kober di Khartoum a dicembre assieme a Amin Mekki Medani  capo dell’alleanza di gruppi riuniti attorno alle Sudanese Civil Society Organisations, per aver sottoscritto ad Addis Abeba, assieme ai ribelli del Sudan Revolutionary Front e al partito d’opposizione Umma (quello del primo ministro Sadik Al Mahadi defenestrato a suo tempo da Bashir, un appello a una soluzione pacifica alle miriadi di guerre civili che insanguinano il Sudan.

Un portavoce del collegio di difesa dei due oppositori, ha raccontato al quotidiano on line sudanese pubblicato in inglese a Parigi, Sudan Tribune, che sia Issa sia Medani soffrono di gravi problemi di salute, ma che non hanno rifiutato con determinazione di essere trasferiti in ospedale. “Siamo stati noi avvocati a chiedere e ottenere il ricovero forzato”, ha rivelato. “La richiesta vale anche se l’altro nostro cliente”. Entrambi hano superato gli ottant’anni”.

Una delle accuse che sono state rivota ai due, incitaento alla guerra, prevede la pena di morte.

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 Nella foto diffusa dai suoi legali, Farouk Abu Issa mentre viene accompagnato all’ospedale

Corrispondente dall'Africa, dove ho visitato quasi tutti i Paesi