Moussie Zerai, l’eritreo “angelo dei profughi”, candidato al Nobel per la pace

Speciale per Africa ExPress
Cornelia I. Toelgyes
Quartu Sant’Elena, 4 febbraio 2015

Abba Moussie Zerai, il sacerdote eritreo soprannominato “l’angelo dei profughi”, quelli che arrivano in Italia dall’Africa (specie dall’Eritrea), ha ricevuto ieri la nomination per il premio Nobel per la pace.

vignetta sinaiAfrica ExPress ha spesso parlato di lui. Zerai ha studiato qui in Italia, ora è cappellano della comunità eritrea in Svizzera. Dedica quasi tutto il suo tempo ai rifugiati, a chi cerca di raggiungere le nostre coste via mare. Nessuno parte dalla Libia senza il suo numero di telefono. Quando il barcone è in difficoltà, i profughi si rivolgono a lui. Zerai si batte per i diritti umani, da voce a chi voce non ha. E la sua voce viene ascoltata.

zerai con muralesQuesta mattina Africa ExPress ha telefonato a don Zerai , per complimentarsi con lui per questa importante candidatura. Con l’umiltà che lo contraddistingue da sempre ha spiegato: “Questo premio, se dovessi riceverlo, non è per me. E’ per tutti coloro che hanno avuto il coraggio di voltare le spalle ad un destino terribile, con la speranza di trovare una vita dignitosa, migliore altrove”. Secondo don Zerai, “un rifugiato non sceglie, spesso non ha altra scelta”.

zerai alla demoOvviamente per gli addetti ai lavori la sua candidatura era nell’aria. Oggi Reuters ha battuto la notizia, sottolineando che Zerai è il candidato preferito di Kristian Berg Harpviken, capo del Peace Research Institute Oslo (PRIO) un istituto di ricerca sulla pace basato in Norvegia. “Ha aiutato migliaia di profughi africani che  hanno rischiato la loro vita attraversando il Mediterraneo”.

demo a romaNoi di Africa Express aggiungiamo: ha portato agli occhi del mondo intero il grave problema del Sinai. Migranti, caduti nelle trappole di trafficanti di uomini mentre cercavano di raggiungere Israele, la Libia, la libertà. Invece ridotti in stato di schiavitù. Con gli aguzzini che estorcevano denaro ai parenti delle vittime telefonandogli per far sentire le loro urla mentre venivano torturati o le ragazze stuprate

Non ce ne voglia Papa Francesco, anche lui è tra i nominati, ma noi tifiamo per Abba Moussie Zerai, per i migranti, i profughi.

Cornelia I. Toelgyes
corneliacit@hotmail.it
@cotoelgyes

Corrispondente dall'Africa, dove ho visitato quasi tutti i Paesi