Summit Europa-Africa: Amnesty attacca l’Italia sugli schiavi venduti in Libia

sandro_pintus_francobolloSpeciale per Africa ExPress
Sandro Pintus
Bruxelles, 1° dicembre 2017

“Con il finanziamento, l’equipaggiamento e l’istruzione delle autorità libiche responsabili di gravi violazioni dei diritti umani contro rifugiati e migranti, i paesi dell’UE, e in particolare l’Italia, sono diventati complici dei loro abusi”. L’ha scritto ieri – in una nota in occasione del summit tra Unione Europea e Unione Africana del 29 e 30 novembre ad Abidjan, in Costa d’Avorio –  Amnesty international che accusa esplicitamente il nostro Paese di responsabilità verso ciò che sta succedendo ai migranti.

“Le riprese sconvolgenti di un’asta di schiavi migranti in Libia pubblicata dalla CNN devono servire come campanello d’allarme per i leader europei e africani che si occupano di impedire ai migranti e ai rifugiati di lasciare la Libia esponendoli a orribili abusi dei diritti umani, ha sostenuto  John Dalhuisen, direttore regionale per l’Europa di Amnesty International.

Schiavi in una stampa dell'800
Schiavi in una stampa dell’800

Amnesty dice di aver documentato per anni ciò che accadeva ai migranti: detenzione arbitraria, torture, uccisioni, stupri, estorsioni e sfruttamento e l’asta di esseri umani ha messo in luce l’orribile realtà nella quale sono intrappolati.

L’organizzazione, che si occupa di diritti umani, chiede così ai leader europei e africani di respingere qualsiasi partnership che violi i diritti delle persone. Invita poi capi europei perché spingano l’Unione Europea e i suoi stati membri ad aprire vie più sicure e legali per rifugiati e migranti.

Sandro Pintus
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Twitter: @sand_pin

Giornalista pubblicista dal 1979, ha iniziato l'attività con Paese Sera. Negli anni '80/'90, in Africa Australe con base in Mozambico e in seguito in Australia e in missioni in Medio Oriente e Balcani. Ha lavorato per varie ong, collaborato con La Repubblica, La Nazione, L'Universo, L'Unione Sarda e altre testate, agenzie e vari uffici stampa. Ha collaborato anche con UNHCR, FAO, WFP e OMS-Hedip.