Incursione di truppe etiopiche in Sud Sudan per liberare più di cento bimbi rapiti

Africa Express
Addis Ababa, 22 aprile 2016

L’esercito etiopico è penetrato nel vicino Sud Sudan e ha circondato l’area dove si pensa siano trattenuti gli oltre cento bambini rapiti in un’ incursione transfrontaliera nella regione di Gambella una settimana fa, durante la quale sono morte 208 persone.

 Addis Ababa ha puntato il dito contro componenti della comunità di Murle. L’agenzia di stampa  Fana Broadcasting Corporate ha fatto sapere che i bambini saranno riportati a casa quanto prima e ha sottolineato che il governo sud sudanese non avrebbe apprezzato un eventuale ulteriore avanzamento delle truppe etiopiche verso l’interno del Paese.

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Etiopia e Sud Sudan condividono una lunga linea di confine e incursioni transfrontaliere sono all’ordine del giorno.

Poche ore dopo i tragici fatti di venerdì scorso, il primo ministro eritreo Hailemariam Desalegn  ha chiesto immediatamente l’autorizzazione al governo di Juba per poter penetrare nel suo territorio per inseguire gli aggressori.

L’ambasciatore sud sudanese accreditato in Etiopia, ha confermato che il suo governo sta cooperando con le forze armate della nostra ex-colonia per rintracciare i predoni e recuperare i piccoli.

Prima dell’inizio delle guerra civile nel 2013 i due Paesi hanno spesso collaborato in operazioni di sicurezza congiunte, perché le comunità residenti ai confini erano spesso coinvolte in furti di bestiame.

I residenti di Gambella hanno chiesto giustizia e maggiore sicurezza durante una manifestazione martedì scorso.
Mamme, genitori dei bambini rapiti sono  disperati: ad alcuni sono stati sequestrati più di un figlio. Ad una donna addirittura tre e il marito è stato ammazzato brutalmente.

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