Published On: Wed, Mar 2nd, 2016

In Centrafrica eletto il nuovo presidente, senza partito non era il favorito

Speciale per Africa ExPress
Cornelia I. Toelgyes
Quartu Sant’Elena, 2 marzo 2016

Ieri la Corte Costituzionale di transizione ha convalidato i risultati della seconda tornata elettorale delle presidenziali del 14 febbraio scorso. Faustin-Archange Touadéra si è aggiudicato il 62,69 per cento dei voti, mentre il suo avversario Anicet Georges Dologuélé ha ottenuto solamente il 37,31 percento dei consensi.

La Corte Costituzionale ha poi respinto il ricorso degli alleati di Dologuélé; lo sfidante stesso non aveva contestato il risultato delle urne.

Subito dopo la proclamazione dei risultati Touadéra ha tenuto un breve discorso nel quale ha fermamente sottolineato: “Sarò il presidente di una riconciliazione nazionale, senza la quale nulla sarà possibile. Sarò il presidente di tutti centrafricani e centrafricane, dobbiamo costruire un clima di tolleranza e ricostruire uno Stato di diritto”.

Il 31 marzo terminerà il periodo di transizione della travagliata Repubblica centrafricana e entro quella data Touadéra dovrà prestare giuramento e sarà ufficialmente investito come presidente del Paese. Entro la fine del mese si dovrà ancora svolgere il secondo turno delle elezioni legislative e solo allora il neo-eletto presidente, che è stato il primo ministro di François Bozizé dal 2008 al 2011, conoscerà la composizione del nuovo Parlamento.

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Touadéra non è iscritto ad alcun partito, dunque dovrà dapprima costruire le sue alleanze. Si era presentato a queste elezioni come il candidato del popolo, e certamente non era stato dato come favorito. L’ex-primo ministro di Bozizé è laureato in matematica e prima di dedicarsi alla politica è stato rettore dell’università di Bangui.

Gran parte del Paese è ancora controllato da bande armate di militanti di ex-Séléka (vi aderiscono per lo più musulmani) e anti-balaka (costituiti da cristiani e animisti). Nella Repubblica centrafricana è tutto da ricostruire: bisogna riportare a casa gli sfollati e i profughi, riaprire le scuole, sfamare la popolazionema innanzi tutto è necessario ripristinare lo stato di diritto.

Cornelia I. Toelgyes
corneliacit@hotmail.it
@cotoelgyes

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