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Il Sud Sudan sta scivolando lentamente verso la guerra civile

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Massimo A. Alberizzi
18 dicembre 2013
Il Sud Sudan sta lentamente scivolando verso la guerra civile. La situazione è assai confusa e gli scontri, che sembrano finiti nella capitale, si sono spostati in altre regioni del Paese. La città di Bor, a nord di Juba, non è più in controllo delle truppe governativa ma dei soldati fedeli all’ex vicepresidente Riek Machar Tenay, cui era stato tolto l’incarico nel luglio scorso.

L’ONU:”Rischio guerra civile in Sud Sudan”

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18 dicembre 2013
Il presidente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, Gerard Araud, parlando con la BBC ha messo in guardia sul rischio che gli scontri degli ultimi due giorni in Sud Sudan, possano trasformarsi in una guerra civile. Araud ha aggiunto che, secondo informazioni ricevute dalle agenzie dell’ONU in Sud Sudan, in due giorni sarebbero morte centinaia di persone. Almeno in ventimila si sono rifugiati nei compound delle Nazioni Unite a Juba e nei dintorni. Cibo e medicine, ha concluso, scarseggiano.

Nella foto Gerard Araud

Il tentativo di golpe il Sud Sudan ha provocato più di 400 morti

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Massimo A. Alberizzi
18 dicembre 2013
La notte è passata tranquilla a Juba dopo due giorni di combattimenti tra soldati dinka, leali al presidente Salva Kiir Mayardit, e loro colleghi nuer, fedeli al vicepresidente licenziato nel luglio scorso, Riek Machar Teny. Secondo le Nazioni Unite i violenti scontri nella capitale, cominciati domenica, hanno provocato da 400 a 500 morti.

Sei a Juba? Vuoi raccontare cosa sta succedendo? Scrivi a Africa ExPress

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scrivi a
massimo.alberizzi@gmail.com
manda anche le foto e i video, ma fai attenzione.
Nell’oggetto della e-mail scrivi:  Sud Sudan

 

 

Il colpo di Stato in Sud Sudan colpa di un malinteso: ancora scontri e oltre 60 morti

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Massimo A. Alberizzi
17 dicembre 2013
Potrebbe non essere cominciato come colpo di Stato, ma come reazione a una notizia falsa lo scontro tra fazioni dell’esercito cominciato sabato in Sud Sudan. Si era diffusa la notizia che Riek Machar, il vicepresidente defenestrato a luglio assieme a tutto il governo, fosse stato arrestato. Così i soldati di etnia nuer, quella di Machar, la seconda del Paese, hanno reagito per liberare il loro leader e preso d’assalto il quartier generale delle forze armate.

Colpo di stato fallito in Sud Sudan ma restano forti tensioni tra le etnie

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Massimo A. Alberizzi
16 dicembre 2013
Colpo di stato fallito in Sud Sudan. L’ha annunciato in televisione il presidente Salva Kiir Mayardit secondo cui soldati leali all’ex vicepresidente, Riek Machar, defenestrato in luglio, hanno attaccato una caserma dei lealisti nella capitale Juba.

Congo-K, il pasticcio delle adozioni

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Nostro Servizio Particolare
Cornelia I. Toelgyes
15 dicembre 2013
Sono ancora 24 le coppie italiane che da un mese – alcune anche di più – attendono a Kinshasa, capitale del Congo-K, un timbro, sì un semplice timbro, ed una firma che completi il lungo iter dell’adozione internazionale. Nel Paese africano operano tre organizzazioni non governative italiane, AiBi, I Cinque Pani, ENZO B Onlus, e, le due famiglie contattate da noi nella capitale dell’ex colonia belga (una assistita dalla Enzo B Onlus, l’altra da AiBi), sono soddisfatte dell’assistenza in loco delle ong alle quali si sono appoggiate. Tralasciamo i loro nomi per una questione di privacy nei confronti dei loro figli, che – speriamo – possano raggiungere presto l’Italia insieme a loro.

“Falchi” italiani per la guerra delle Nazioni Unite in Congo

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Nostro Servizio Particolare
Antonio Mazzeo
15 dicembre 2013
Shopping ONU in Italia per le operazioni di guerra nel continente africano. Due aerei senza pilota “Falco”, prodotti dall’azienda Selex ES (Finmeccanica), sono stati acquistati dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per essere impiegati con la Missione militare nella Repubblica Democratica del Congo (MONUSCO). I droni-spia sorvolano dal 3 dicembre scorso la regione orientale del North Kivu, al confine con il Ruanda, per “monitorare” i movimenti dei gruppi armati antigovernativi e gli spostamenti delle popolazioni civili.

Dall’Angola, dallo Zimbabwe e dal Congo in Namibia: la grama vita degli immigrati che fuggono dall’Africa in Africa

Dal Nostro Inviato Speciale
Massimo A. Alberizzi
Swakopmund (Namibia), dicembre 2013

Gli africani scappano dai loro Paesi quando sono governati da regimi autoritari, repressivi e corrotti. Un miscuglio esplosivo che provoca povertà endemica e mancanza di prospettive per il futuro. Esempio classico è l’Eritrea, dove un dittatore megalomane che aveva promesso ai suoi concittadini libertà e prosperità si è invece affrettato a trasformare i suoi concittadini in sudditi prigionieri affamati in un campo di concentramento i cui confini coincidono con quelli dello Stato.

A Dar Es Salaam parlamentari di Africa, Europa, Asia e Medio Oriente parlano di energia rinnovabile: una sfida a povertà, sviluppo e salvaguardia del clima

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Nostro Servizio Particolare
Cornelia I. Tolgyes
13 dicembre 2013
Il britannico Graham Watson, presidente del “Parlamento del clima”, una rete internazionale di legislatori con il compito di controllare i cambiamenti climatici, sostiene che l’energia rinnovabile è una soluzione chiave per tutti quei cittadini che vivono in zone disagiate o povere, riduce, inoltre, enormemente l’emissione di anidride carbonica, mitigando così i cambiamenti climatici, ed infine incrementa la sicurezza energetica di una nazione.