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Chiusura Stretto di Hormuz: gravi ripercussioni economiche per l’Africa

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Katanga, gruppo armato lancia la guerra di secessione e massacra i civili

Massimo A. Alberizzi
3 marzo 2014
In Congo-K finita una guerra (si fa per dire) se ne apre un’altra e le Nazioni Unite annunciano preoccupate che sta per scoppiare una nuova catastrofe umanitaria, stavolta in Katanga. Un gruppo conosciuto come mai-mai Bakata Katanga (in swahili corrotto “secessione in Katanga”) ha attaccato diversi villaggi seminando il terrore tra la popolazione, distruggendo in tre mesi di attività (come ricorda un comunicato di OCHA, UN Office for the Coordination of Humanitarian Affairs) 600 abitazioni e provocando la fuga di almeno 400 mila persone.

Sud Sudan, morte e disperazione a Malakal città divisa tra ribelli e governativi

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Nostro Servizio Particolare
Cornelia I. Toelgyes
4 marzo 2014
A Malakal, capoluogo dell’Alto Nilo, un’area ricchissima di petrolio che fa gola a tanti, si continua a morire. La città ha un aspetto spettrale. “E’ deserta, eccezion fatta per i cadaveri sulle strade, le mosche e gli avvoltoi. E’ l’inferno”, sono le parole del coordinatore umanitario dell’ONU in Sud-Sudan.

Mozambico: scendono in campo lobby e poteri forti del Frelimo e candidano alle presidenziali Filipe Nyussi, ministro della difesa

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Africa ExPress
4 marzo 2014
Dopo molte ore e un forte lavoro di lobby, il Frelimo (Frente de Libertação de Moçambique) ha scelto sabato notte, il suo candidato per le elezioni presidenziali del prossimo 15 ottobre: Filipe Nyussi.

Boko Haram colpisce ancora: due bombe consecutive a Maiduguri 70 i morti

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Nostro servizio Particolare
Cornelia I. Toelgyes
2 marzo 2014
Questa mattina l’ennesimo attacco del gruppo estremista islamico Boko Haram a Maiduguri, nel nord-est della Nigeria. Due bombe sono esplose in un mercato rionale molto frequentato, poco lontano dall’aeroporto. I morti sarebbero una settantina. Alcune case sono crollate e diverse vittime sono state estratte dalle macerie.

Migranti in fuga assaltano Melilla, enclave spagnola in Marocco

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Nostro Servizio Particolare
Cornelia I. Toelgyes
1° marzo 2014
Oggi all’alba, duecento giovani (e cosa assai inusuale, questa volta c’era anche una giovane donna tra loro) proventi da Paesi dell’Africa sub sahariana hanno cercato di guadagnare la porta verso la sicura Europa, cercando di scavalcare la recinzione che segna il confine tra il Marocco e l’enclave spagnola di Melilla. E’ stato – secondo quanto assicurano le forze di sicurezza spagnole – il più corposo assalto degli ultimi anni.

Dopo la legge contro gli omosessuali, la comunità internazionale sospende gli aiuti all’Uganda

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Massimo A. Alberizzi
28 febbraio 2014
Il mondo occidentale ha deciso: non si può donare denaro a un Paese che poi lo può usare per discriminare gli omosessuali. Così l’Uganda, dopo l’approvazione della legge che punisce l’omosessualità e gli omosessuali, è diventato intoccabile. Niente più soldi e sospesi i programmi di sviluppo e gli investimenti. Le lobby per la difesa dei diritti civili, per altro avevano avvisato: faremo una dura campagna perché l’Uganda sia boicottata.

Sud Sudan: si parla di pace e si combatte la guerra. Un milione di persone in fuga

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Nostro Servizio Particolare
Cornelia I. Toelgyes
27 febbraio 2014
La situazione in Sud-Sudan peggiora di ora in ora, e i combattimenti scoppiati a Malakal, capoluogo dello Stato dell’Upper Nile (Alto Nilo), ricco di petrolio, il 18 febbraio 2014 non tendono a cessare. La città è praticamente distrutta  scrive Cecilia Kiden, capo della delegazione OXFAM a Malakal, in una lettera indirizzata a Africa ExPress.

Uganda, Museveni promulga la legge anti gay e un giornale pubblica l’elenco di 200 omosessuali e invita a assalirli

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Massimo A. Alberizzi
25 febbraio 2014
Il presidente ugandese, Yoweri Museveni, ha promulgato la legge che punisce severamente i comportamenti omosessuali e subito dopo un giornale ugandese, il Red Pepper, cioè Pepe Rosso, ha pubblicato la lista di 200 persone dichiaratamente gay additandole come nemici.

Il caso di Roberto Berardi, prigioniero in Guinea Equatoriale, approda in parlamento

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Nostro Servizio Particolare
Cornelia I. Toelgyes
25 febbraio 2014
Il caso di Roberto Berardi, un imprenditore italiano di 49 anni , che marcisce ancora in una terribile prigione nella Guinea Equatoriale, approda in parlamento. Il 5 febbraio 2014 il senatore Luigi Manconi, presidente della commissione diritti umani a Palazzo Madama, aveva presentato un’interpellanza in Senato, chiedendo un immediato intervento dell’allora ministro agli affari esteri Emma Bonino, che ha incontrato non poche difficoltà nel seguire il drammatico affaire.

Mozambico: la carica dei cavalieri del Frelimo per accaparrarsi la candidatura alla presidenza. Favorita Luisa Diogo

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Africa ExPress
25 febbraio 2014
“La situazione è molto confusa. Mai, come adesso, non riusciamo a capire chi sarà il candidato alla successione di Armando Guebuza”, raccontava un’antica combattente della lotta di liberazione del Mozambico, due settimane fa. “Potrebbe anche rimanere (l’attuale presidente) a patto che risolva i problemi che lascia sul tavolo, primo fra tutti la situazione dei veterani, lasciati finora abbandonati al loro destino”.Luisa Diogo

L’antica combattente per la lotta di liberazione contro il regime coloniale portoghese, era stata chiara sulla confusione che regna nel paese per la successione di Armando Guebuza alla presidenza. Ma neanche lei immaginava che nella riunione di venerdì 21 febbraio sarebbero stati proprio gli antichi combattenti a bocciare i pre-candidati (senza possibilità di alternative) scelti dallo stesso Guebuza e della Commissione Politica em nome do partito Frelimo e resi pubblici, contro lo statuto del partito che prevede la scelta da parte dei membri del Comitato Centrale.

Rendendo pubblici i nomi dei pre-candidati, si voleva dissipare il sospetto nell’opinione pubblica mozambicana. Fino a dicembre si aveva il sospetto che Guebuza avesse intenzione di rimanere al potere, sulla falsariga del modello russo o eventualmente del modello argentino con una possibile candidatura della moglie di Guebuza, o addirittura alimentando il conflitto armato interno (dal mese di aprile si sono acuiti gli scontri tra gli uomini armati della Renamo e esercito governativo) e conseguente dichiarazione di stato d’emergenza.

Nel secondo mandato, Armando Guebuza ha visto precipitare il suo consenso. La perdita del Frelimo del governo di quattro città a favore del Movimento Democratico del Mozambico(MDM), nuova forza politica, nelle elezioni amministrative di novembre, ha pesato molto sulla scelta di pubblicizzare il nome dei pre-candidati.

MappaLa ripresa dei negoziati con la Renamo, il principale partito di opposizione, per la riforma della Legge Elettorale e la risoluzione di problemi ancora legati alla scarsa implementazione dell’Accordo generale di Pace del 1992, è stata una mossa importante, ma forse non sufficiente per risolvere il calo del consenso e il malessere dei cittadini, che vedono l’ostentazione della ricchezza da parte di pochi e la povertà, soprattutto urbana, aumentare a dismisura.

La paura che l’MDM possa vincere le elezioni legislative di ottobre è talmente grande che Guebuza si è giocato la carta dei negoziati con la Renamo, accettandone tutte le richieste, tanto che in molti circoli si parla della creazione del partito “FRENAMO”.

Da dicembre, nonostante le critiche di alcuni organi di stampa, conversazioni più o meno carbonare da parte di esponenti politici, si pensava che il  passaggio di testimone dalla vecchia guardia della lotta armata ad una generazione giovane tecnocrate, sarebbe stato naturale e pacifico. Dal 21 febbraio non è più così.

Gli antichi combattenti si sono fatti portavoce delle varie anime critiche all’interno del Frelimo e dicono che al Comitato Centrale(organo sovrano del partito cui spetta la decisione finale per la scelta del candidato), che si riunirà dal 27 febbraio al 2 marzo, potranno essere presentati altri candidati.

Quindi il candidato del Frelimo alle elezioni presidenziali del 15 ottobre non sarà scelto solo tra Alberto Vaquina (attuale primo ministro), José Pacheco (attuale ministro dell’agricoltura) e Filipe Nyussi (attuale ministro della difesa).  “I combattenti vogliono che si dia spazio ad altri candidati”, ha detto alla stampa il portavoce della Commissione a fine riunione, aggiungendo che chiedono “la testa” del segretario generale del partito, Filipe Paunde.

Dunque, giochi aperti e vari nomi sono diventati oggetto di vere e proprie campagne nelle reti sociali e negli organi di stampa, senza mai avere l’avvallo ufficiale degli interessati. Ma l’ipotesi più accreditata nei circoli mozambicani è il nome dell’ex prima ministra Luisa Diogo che riunirebbe i consensi delle varie anime all’interno del Frelimo, l’ala dell’ex presidente della Repubblica Joaquim Chissano e anche l’ala più a sinistra del partito.

Luisa Diogo non parla, così come gli altri candidati “alternativi” (tra gli altri Eneas Comiche, Manuel Tomé, Eduardo Mulembwe), come da disciplina di partito. Ma vari segnali, provenienti dall’interno dello stesso Frelimo, vanno in questo senso.

Nell’ultima edizione, il settimanale “Savana” ha pubblicato un sondaggio che dà a Luisa Diogo un grande vantaggio nelle preferenze. Ma ci sono altri segnali, come la recente intervista a Marina Pachinuapa, antica combattente del Frelimo e figura di riferimento della First Lady, Maria da Luz Guebuza. Alla domanda se il  paese è pronto ad avere una donna alla presidenza della Repubblica, ha risposto: “Ha qualche dubbio?”

Anche se non ha avuto più alcuna carica governativo, dopo aver accettato l’incarico di amministratore delegato del Barclays Moçambique, a causa della Legge del conflitto di interesse, Luisa Diogo è intervenuta più volte, in occasioni diverse, sull’attuale situazione economica. Particolarmente forte è la sua critica alla disuguaglianza sociale, peggiorata da quando il Mozambico è diventato il nuovo Eldorado grazie alla scoperta di gigantesche risorse minerarie, carbone e gas.

Secondo la Diogo, l’obiettivo principale dei mozambicani è di trovare forme affinché lo sviluppo del paese sia inclusivo, e secondo lei lo sviluppo inclusivo con megaprogetti porta con sé grandi sfide. “Bisogna creare un legame tra megaprogetti e la comunità. Quando è fatto con micro, piccole e medie imprese, automaticamente la ricchezza accade.”

Per sapere il nome del candidato del Frelimo, il partito al potere in Mozambico, la nostra “antica combattente”, dovrà aspettare fino alla riunione del Comitato Centrale, dal 27 febbraio al 2 di marzo.

Africa ExPress