24.9 C
Nairobi
martedì, Aprile 7, 2026

Chiusura Stretto di Hormuz: gravi ripercussioni economiche per l’Africa

Speciale per Africa ExPress Amedeo Cortellezzi 6 aprile 2026 La...

Caso Al Masri: la portata internazionale dello schiaffone della Corte Internazionale all’Italia

EDITORIALE Valerio Giacoia 5 aprile 2026 Sarebbe gravissimo sottovalutare –...

Colpo grosso messo a segno da Trump: diplomatico USA capo della missione ONU in Congo-K

Africa ExPress 4 aprile 2026 Dall'inizio di marzo il nuovo...
Home Blog Page 505

Stupri di massa e coperture della presidenza della Repubblica: così la bande armate terrorizzano il Congo-K

0

Massimo A. Alberizzi
17 marzo 2014
La  notizia è di qualche giorno fa, ma è stata resa nota solo ora: altro stupro di massa nella fascia orientale Repubblica Democratica del Congo. E’ accaduto a metà febbraio in uno sconosciuto villaggio della regione dell’Ituri.  Le milizie di Paul Sadala, meglio conosciuto come Morgan, hanno assalito Zalanambangu e per quattro giorni, dal 7 al 10 febbraio l’hanno messo a ferro e a fuoco. Le Nazioni Unite, che hanno scoperto la tragedia, hanno confermato che 47 donne sono state violentate, 155 perone rapite, 75 capanne distrutte.

Nigeria: i Boko Haram assaltano una prigione e liberano centinaia di sospetti terroristi

0

Nostro Servizio Particolare
Cornelia I. Toelgyes
17 marzo 2014
Spettacolare operazione in Nigeria dei militanti islamici del Boko Haram che venerdì scorso hanno attaccato a Maiduguri la base militare di Giwa, dove sono detenuti centinaia di prigionieri accusati di appartenere al gruppo ribelle.

Ebola all’attacco: dalla Guinea si sta diffondendo in Liberia e Sierra Leone

Massimo A. Alberizzi
31 marzo 2014
Ebola si sta diffondendo a macchia d’olio e dalla Guinea (dove sono morte già 78 persone) il contagio è passato in Liberia dove sono stati accertati i primi due casi della terribile malattia. Si tratta di due sorelle, una delle quali sposata con un guineano. Era appena tornata dal Paese vicino dove era andata a trovare la famiglia del marito. Altri due casi sospatti sono stati individuati in Sierra Leone. Gli accertamenti sono in corso.

Sud Sudan: la fame uccide come la guerra. Radici di ninfea unico cibo rimasto

0

Nostro Servizio Particolare
Cornelia I. Toelgyes
16 marzo 2014
Una guerra nella guerra, forse più feroce e spietata di quella che si combatte con le armi: la guerra contro la fame. “Non so cosa dare da mangiare ai miei sette figli, da tempo si nutrono soltanto con radici di ninfea”. Sono le parole di Rebecca Nyakang , che vive con i suoi bambini, il marito e qualche altra famiglia su un isolotto, ad un’ora di canoa dalla cittadina di Nyal, nella contea di Panyjar, nell’Unity State. Le radici di ninfea contengono poche calorie e sostanze nutritive appena sufficienti per sopravvivere.

Forse il contagio di ebola viene dai pipistrelli: vietata in Guinea la loro vendita nei ristoranti

2

Nostro Servizio Particolare
Cornelia I. Toelgyes
26 marzo 2014
Vietata la vendita e il consumo di pipistrelli, una ghiottoneria in Guinea, dove nei ristoranti vengono serviti arrosto o in brodo. L’annuncio della messa al bando dei mammiferi è stato dato dal ministro alla Sanità, René Lamah. In un’intervista all’agenzia France Presse (AFP). Lamah ha dichiarato che alcune specie di pipistrelli, in particolare quello della frutta, comunemente noto come volpe volatile (Pteropodidae),  sarebbero portatori sani del micidiale virus ebola.

Scoppia un’epidemia di Ebola in Guinea: almeno 60 morti

1

Nostro Servizio Particolare Cornelia I. Toelgyes 25 marzo 2014 Ieri l’UNICEF aveva diffuso la notizia che il terribile virus ebola aveva fatto il suo ingresso anche a Conakry, la capitale della Guinea, uccidendo due persone. Ed è solo di poche ore fa la smentite del capo della divisione prevenzione del Ministero della sanità e dell’igiene pubblica della Guinea, Sakoba Keita: “Appena adesso l’Istituto Pasteur di Dakar mi ha fatto avere le prime analisi dalle quali si evince che i casi segnati a Conakry non erano stati colpiti da ebola, bensì di una febbre emorragica la cui causa è ancora da determinare”.

Kenya, la poligamia diventa legge: furiose le parlamentari donne

1

Nostro Servizio Particolare
Cornelia I. Toelgyes
24 novembre 2014

Giovedì scorso, il parlamento keniano, dopo una lunga, sofferta e animata discussione ha approvato una legge che legalizza la poligamia e permette quindi all’uomo a sposare quante donne desidera, senza il consenso della prima o delle altre mogli, com’è invece consuetudine tribale o tradizione nelle comunità islamiche (che rappresentano un quinto della popolazione del Kenya). Le nuove norme avranno effetto dopo che il presidente Uhuru Kenyatta le promulgherà.

coppiettaIl parlamento è composto da 349 persone, di cui 69 sono donne. Durante la seduta di giovedì, le parlamentari presenti erano solo trenta, dunque, i maschi non hanno avuto difficoltà nel far approvare la legge. Inorridite, le signore sono uscite dall’aula, urlando il loro disappunto.

Il parlamentare Samuel Chepkong’a, presidente del comitato giustizia e affari legali, nonché promotore  di questa emendamento, in un’intervista al  giornale “Daily Nation” ha dichiarato: “Sposandosi con la legge ordinaria, ogni donna sa che questa permette la poligamia; dunque quando un uomo viene a casa con un’altra donna, diventa automaticamente la seconda, terza, quarta, quinta…moglie”.

“Quando sposi una donna africana, lei sa bene che la seconda, la terza o/e la quarta moglie potrebbe arrivare da un momento all’altro, questa è l’Africa”, ha raccontato il parlamentare Junet Mohammed all’emittente Nairobi Capital FM.

Incisivo il commento della parlamentare Soipan Tuya alla stesso emittente: “Se sei veramente un uomo, devi avere il coraggio di discuterne in famiglia, chiedere se tutti sono d’accordo”.

marito e mogliNella stessa seduta sono stati approvati altri emendamenti in materia di matrimonio: deve essere basato sull’amore e non deve avere fini economici o finanziari. Una donna non può avere più di un marito

Perché esiste la poligamia in Africa? Nella maggior parte dei paesi africani non esistono le pensioni. Sono i figli che si occuperanno dei genitori, quando diventano anziani e incapaci di produrre reddito. Se un uomo ha molti figli, va incontro a una vecchiaia serena. In tempo di crisi economica mondiale, è dunque “necessario” avere sempre una moglie giovane, in grado di mettere al mondo figli sani e forti.

Di questo le donne africane ne sono ben coscienti, sanno bene che non saranno mai – o raramente – l’unica moglie, ma sono assai irritate, e giustamente, perché ora non saranno più consultate, nemmeno in modo formale, per quel che riguarda l’entrata in famiglia della prossima prescelta.

Si sa, le donne possono essere odiose, specie nei confronti di altre donne e dunque le mogli “anziane” potrebbero rendere la vita invivibile alla nuova compagna del marito e dunque anche a lui. Vedremo se Kenyatta terrà conto di questo prima di promulgare la legge.

Cornelia I. Toelgyes
corneliaacit@hotmail.it
twitter @cotoelgyes

Kenya, terroristi attaccano una chiesa vicino Mombasa: quattro morti e parecchi feriti

1

Massimo A. Alberizzi
23 marzo 2014
Attaccata la chiesa della setta cristiana Joy in Jesus (Gioia in Gesù) a Likoni, vicino Mombasa, in Kenya, da un commando di terroristi che sono entrati nel tempio sparando all’impazzata: quattro i morti e 21 i feriti, alcuni dei quali sono in fin di vita. Tra gli uccisi il pastore della chiesa, Philip Masela, colpito all’addome e spirato per dissanguamento mentre lo portavano al Coast General Hospital.

Allarme degli scienziati: la Terra si scalda e la malaria invade nuove zone

2

Nostro Servizio Particolare
Cornelia I. Toelgyes
14 marzo 2014
Il riscaldamento della Terra, lieve ma costante, sta provocando una maggiore diffusione della malaria. La zanzara anofele, responsabile della trasmissione della malattia, infatti, si spinge in aree che prima le erano proibite perché troppo fredde per la sua sopravvivenza.

Le autorità in Nigeria: “Boko Haram attacca le scuole? E allora noi le chiudiamo“

5

Nostro Servizio particolare
Cornelia I. Toelgyes
24 marzo 2014
Il Ministero dell’educazione dello Stato del Borno, in Nigeria, ha chiuso ottantacinque scuole medie. Centoventimila alunni devono così interrompere gli studi perché il governo, cioè le truppe inviate dal presidente nigeriano Goodluck Jonathan, non sono in grado di proteggere i ragazzi, ha spiegato Amini Waziri, portavoce della camera dei rappresentanti.

Auto calcinateAmini ha dichiarato: ”Dobbiamo ammettere il nostro totale fallimento. Il governo centrale, i militari e il legislatore devono intervenire con la massima urgenza e in modo decisivo per trovare una soluzione a questo dilemma, devono essere in grado di proteggere i cittadini innocenti.

Anche in altri due Stati (Yobe e Adamawa) sono state chiuse delle scuole per lo stesso motivo, dopo che il 23 febbraio, in un collegio rurale di Yobe, sono morti cinquantanove studenti, bruciati vivi nel dormitorio, chiuso a chiave da militanti di Boko Haram.

Il provvedimento draconiano è stato preso dopo i ripetuti attacchi dei terroristi islamici, il cui nome, tradotto dall’   hausa,  significa “l’educazione occidentale è peccato”, contro scuole e collegi. Malgrado lo stato d’emergenza dichiarato oltre dieci mesi fa dal presidente Jonathan, e quindi la massiccia presenza di militari in tutta la zona, i fondamentalisti di estrazione jihadista, continuano a spargere terrore e morte ovunque. Gli attacchi sono sempre mirati, studiati nei minimi dettagli, mai prevedibili.

miliziani al soleIl presidente della commissione per i diritti umani in Nigeria, Anselm Odinkalu, in un’intervista all’Associated Press, dichiara che misure del genere sono giustificabili solamente perché l’intera zona è in stato di guerra, ma avverte: “La chiusura delle scuole medie può avere delle conseguenze serie e gravi, specie per quei studenti che vorrebbero accedere alle scuole superiori, i quali però, mancando della necessaria preparazione, non avranno questa possibilità in un futuro immediato”. Anselm Odinkalu sottolinea poi: “Il governo deve assolutamente progettare dei campus sorvegliati e protetti, affinché i nostri ragazzi possano continuare il loro iter scolastico e ricevere un’educazione adeguata.”

Solo qualche settimana fa il presidente aveva dichiarato: “Abbiamo sconfitto il gruppo Boko Haram”. Dover privare centoventimila ragazzi dell’educazione obbligatoria, seppur momentaneamente, è una sconfitta del governo, una vittoria del terrorismo.

Cornelia I. Toelgyes
corneliacit@hotmail.it
twitter: @cotoelgyes