Gli Stati Uniti deportano profughi nell’inferno del Centrafrica, dove la guerra civile continua

La politica anti-immigrazione dell’amministrazione Trump trova sempre nuovi alleati, governi africani pronti a assecondare le richieste di Washington

0
148

Speciale per Africa ExPress
Cornelia  I. Toelgyes
16 giugno 2026

All’inizio del mese gli Stati Uniti hanno siglato un accordo con la Repubblica Centrafricana, pronta a accogliere richiedenti asilo non graditi da Washington. Eppure il Paese figura tra i più pericolosi e poveri al mondo. Nelle informazioni di viaggio, il dipartimento di Stato americano raccomanda ai propri cittadini di non andarci, perché molto insicuro: livello di allerta 4.

Ovviamente l’avviso non vale per i rifugiati respinti. Dunque a pochi giorni dalla firma dell’intesa è partito il primo gruppo, che comprende afghani, iraniani, turchi e georgiani, alla volta di Bangui, dove è atterrato venerdì sera alle 22.00 ora locale.

USA deporta richiedenti asilo in Centrafrica

Il Boeing 767 è partito dall’aeroporto di Alexandria, in Louisiana – diventata la base operativa di questi voli di espulsione – ha poi fatto uno scalo a Accra (Ghana) prima di raggiungere Bangui. Non è dato sapere se alcuni richiedenti asilo espulsi siano stati fatti scendere lì, visto che anche il governo di John Dramani Mahama ha siglato accordi in tal senso con gli USA, come del resto eSwatini, Guinea Equatoriale, Sierra Leone, Repubblica Democratica del Congo, Camerun, Sud Sudan, Ruanda, Uganda). Pochi Paesi hanno reso noto dettagli sull’intesa con gli USA per “l’accoglienza” dei profughi non voluti e dunque deportati.

Donna iraniana

Il numero ufficiale delle persone spedite in Centrafrica non è stato reso noto finora, ma dovrebbero essere una ventina. Tra loro c’è anche una donna iraniana, un’attivista pro democrazia. Lo ha affermato il suo avvocato, Emily Trostle, alla Reuters.

La donna, messa in detenzione al suo arrivo negli Stati Uniti, aveva chiesto asilo e inizialmente aveva ottenuto una misura di protezione da un giudice. Avrebbe dovuto proteggerla dall’espulsione, ha sottolineato la Trostle.

L’Iranian American Legal Defense Fund (IALDF) ha dichiarato giovedì che tre iraniane fuggite dalle persecuzioni avrebbero rischiato l’espulsione, tra cui anche una che si è convertita al cristianesimo. Finora sembra che solo una di loro sia stata spedita a Bangui.

Pericolo rimpatrio Paese d’origine

Tutte le persone che sono state allontanate dagli Stati Uniti e sono state abbandonate in Centrafrica, dove non hanno alcuno status, nessun legame e nessuna rete di sostegno. Temiamo che alla fine saranno costrette a tornare nei Paesi da cui erano fuggite”, ha infine sostenuto la Trostle.

L’IALDF ha poi sottolineato che l’espulsione di cittadini iraniani verso la Repubblica Centrafricana costituisce un fatto davvero pericoloso, in particolare per gli stretti legami tra Bangui e Mosca, a sua volta solido alleato dell’Iran, specie in materia di intelligence.

Faustin Archange Touadéra, presidente della Repubblica centrafricana, con Vladimir Putin, presidente della Russia

Finora le autorità centrafricane non hanno rilasciato nessun comunicato sull’arrivo dei deportati, fatto che ha irritato le organizzazioni della società civile. Hanno accusato Bangui di mancanza di trasparenza. Attualmente non è nemmeno chiaro dove siano state sistemate.

Cornelia Toelgyes
coreliacit@hotmail.it
X: @cotoelgyes
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Incollato alla poltrona: il presidente centrafricano rieletto per la terza volta

 

Vuoi contattare Africa ExPress? 

Manda un messaggio WhatsApp con il tuo nome e la tua regione (o Paese) di residenza ai numeri +39 345 211 73 43 oppure +39 377 090 5761
Ci si può abbonare gratuitamente ad Africa Express sulla piattaforma Telegram al canale https://t.me/africaexpress
e sul canale Whatsapp https://whatsapp.com/channel/0029VagSMO8Id7nLfglk 
 

 

LA NOSTRA LIBERTÀ È ANCHE LA TUA:
DIFENDILA DESTINANDO IL TUO 5X1000 A
SENZA BAVAGLIO E AFRICA EXPRESS

CODICE FISCALE 97689150155 

I quotidiani online Senza Bavaglio e Africa ExPress sono editati da Senza Bavaglio Centro Studi Giornalismo. Sono distribuiti gratuitamente e i nostri contributi non sono retribuiti. E’ tutto lavoro volontario ma svolto con professionalità e autorevolezza.

Tuttavia, dobbiamo affrontare parecchi costi. Per favore vi preghiamo quindi di sostenerci destinando a noi il vostro 5×1000. A voi non costa niente (il contributo è obbligatorio, la sua destinazione facoltativa) ma ci aiuterete a mantenere la nostra libertà. Siamo testate autonome e indipendenti e tali vogliamo restare.

Per destinare il vostro 5×1000 a Senza Bavaglio e Africa ExPress basta scrivere il nostro codice fiscale 97689150155  nell’apposita casella della vostra dichiarazione dei redditi.

Sostieni il nostro giornalismo indipendente

Ogni contributo aiuta a mantenere l’informazione libera.

Il tuo supporto fa la differenza!
Dona
Metodi di pagamento accettati:

amexmastercardvisabancontact

eps

 

Sostieni il nostro giornalismo indipendente

Ogni contributo aiuta a mantenere l’informazione libera.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here