Incollato alla poltrona: il presidente centrafricano rieletto per la terza volta

Una vittoria che piace ai russi e il vincitore ha già invitato Putin a Bangui

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Speciale per Africa ExPress
Cornelia I. Toelgyes
10 gennaio 2026

Faustin-Archange Touadéra, al potere dal 2016, ha vinto nuovamente le presidenziali che si sono svolte il 28 dicembre 2025 nella Repubblica Centrafricana, con il 76,15 delle preferenze, portandosi così a casa il terzo mandato.

Secondo quanto annunciato da ANE (Agenzia Nazionale Elezioni), la partecipazione al voto degli aventi diritto è stata del 52,42 per cento. La Corte costituzionale dovrà confermare i risultati definitivi il prossimo 20 gennaio.

Opposizione denuncia irregolarità

I due maggiori oppositori in lizza, Anicet-Georges Dologuélé e Henri-Mari Dondora, hanno denunciato irregolarità nello scrutinio. Il primo è fermato al 14,6 per cento, mentre Henri-Marie Dondra al 3,19. Già prima della pubblicazione dei risultati di ANE, Dologuélé, sfidante storico di Touadéra, ha rivendicando la propria vittoria. Accuse ovviamente respinte al mittente dal portavoce del presidente.

Faustin-Archange Touadéra vince le elezioni in Centrafrica, conquistando il terzo mandato

Mentre Dondra ha chiesto l’annullamento dello scrutinio e ha accusato ANE di non essere in grado di organizzare le elezioni.

Gli osservatori dell’Unione Africana, invece, hanno ritenuto che le elezioni si sono svolte in modo pacifico, non paragonabili a quelle del 2016 e 2020. Hanno sottolineato che sono state rispettate le procedure legali in vigore.

Popolazione allo stremo

Alcuni analisti ritengono che il Centrafrica si stia stabilizzando, visto che ora il governo centrale controlla il 90 per cento del Paese, mentre nel 2021 l’80 per cento era ancora in mano a gruppi armati.

Ma sta di fatto che il 71 percento della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà. Mancano i servizi di base, strade spesso non percorribili, specie nel periodo delle piogge, disoccupazione endemica e un tasso di istruzione molto basso, mentre il costo della vita è sempre più elevato.

Vietate le critiche

Malgrado la vittoria Touadéra resta un personaggio molto criticato, specie dopo il referendum per il cambiamento della Costituzione del 2023 che lo ha autorizzato a ricandidarsi all’infinito.

La Corte Costituzionale aveva bocciato il referendum ancora sul nascere, fatto ovviamente non gradito al presidente e ai suoi protettori russi, presenti nella ex colonia francese dal 2018. Per tutta risposta Touadéra ha silurato Danièle Darlan, allora presidente del supremo organo di giustizia, mandandola in pensione anticipata.

Roccaforte dei mercenari Wagner

Il Centrafrica è anche l’ultimo baluardo dei mercenari Wagner, ancora non sostituiti da Africa Corps, contingente di soldati di ventura controllato direttamente dalla Difesa russa.

A dire il vero cambia poco, è semplicemente una “istituzionalizzazione de facto” della presenza militare russa in Africa. I paramilitari cambiano la divisa, anzi, meglio, solamente lo scudetto sul braccio.

Uomini di Wagner ancora in Centrafrica

Da tempo Mosca sta facendo pressione su Bangui, chiedendo di licenziare i Wagner per sostituirli con il nuovo contingente russo.Touadéra però ha chiesto una proroga fina alla fine delle elezioni. Il conto presentato da Putin per Africa Corps è salato: 15 milioni di euro al mese. Tale cifra rappresenta il 40 per cento del bilancio del Paese del 2025.

Ora si attendono i risultati definitivi delle legislative, pare comunque che anche in questo caso sia in netto vantaggio il partito al potere.

In questi anni di permanenza in Centrafrica, i miliziani russi hanno fatto il cattivo e il brutto tempo nel Paese. Uccisioni, torture, arresti e sparizioni si sono susseguiti a tambur battente, senza che le autorità di Bangui battessero ciglio. La popolazione, inizialmente entusiasta della presenza dei paramilitari russi, ora ne è terrorizzata e c’è chi li chiama “architetti del terrore”

Paramilitari in Sudan

E all’inizio di quest’anno, i paramilitari di Wagner hanno attraversato la frontiera Centrafica/Sudan, penetrando nell’area di Karkar, nel  Sud Darfur. Una settimana fa hanno ordinato ai poliziotti delle Rapid Support Forces (RFS) e al personale amministrativo responsabile per la sicurezza, di lasciare immediatamente la zona.

Eppure, solo poche settimane fa, le RSF e le autorità  locali di Birao, capoluogo della provincia centrafricana Vakaga, al confine con il Sudan, avevano raggiunto un accordo per la riapertura di un punto di scambio commerciale transfrontaliero nella zona. L’area è abitata prevalentemente da civili sudanesi e funge da importante centro commerciale.

Grazie alla presenza dei mercenari, i rapporti tra Russia e Centrafrica si sono rafforzati ulteriormente. Un anno fa, Touadéra e Putin hanno siglato un nuovo Memorandum of Understanding, in particolare per quanto riguarda la gestione delle ricchezze del sottosuolo, dunque nuove opportunità per le società minerarie russe.

Dopo la riconferma del terzo mandato, Touadéra  ha subito invitato Vladimir Putin, presidente della Federazione Russa a Bangui. La vittoria favorirà ancora una volta gli interessi di Mosca nel Paese, in particolare nell’estrazione di oro e diamanti.

Cornelia Toelgyes                             
corneliacit@hotmail.it
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