Speciale per Africa ExPress
Alessandra Fava
28 Aprile 2026
Sette o ottomila minorenni sono spariti nel nulla a Gaza dall’8 ottobre 2023 a oggi. 2.700 di loro potrebbero essere sotto le macerie. Degli altri non si sa niente. Si sono volatilizzati in diverse circostante: qualcuno giocava nel quartiere distrutto o tra le tende insieme a un amichetto, uno dei due torna alla sua famiglia, l’altro no.
Molti adolescenti sono stati visti nei pressi dei cosiddetti centri di distribuzione degli aiuti, ma anche loro non hanno fatto ritorno. Altri forse sono stati uccisi e seppelliti negli scontri a Zikkim nel nord della Striscia nel 2025. Missing.

Desaparecidos o forse forzati alla sparizioni, ergo rapiti, trafugati oppure uccisi e fatti scomparire? Se presi vivi a che scopo non lo sappiamo. Donazione forzata di organi? Adozioni? Gli interrogativi restano, le famiglie sono nell’angoscia e su diversi episodi come lo scontro tra IDF (esercito israeliano) e Hamas (movimento di resistenza palestinese) a Zikkim. Sono interrogativi che si pongono inchieste internazionali.
Osservatorio sugli scomparsi
Vista la quantità di testimonianze raccolte, nella Striscia di Gaza è stato formato un Osservatorio ad hoc, il Palestinian Centre for the Missing and Forcibly Disappeared (PCMFD), Centro palestinese per gli scomparsi o quelli spariti in forma coercitiva, in pratica rapiti. Persone fatte sparire, senza lasciare traccia di ogni età, non solo bambini.

Il sito del Centro per i palestinesi scomparsi, nella Striscia continua a raccogliere richieste di aiuto.
Dissolti nel nulla molti minorenni: un ragazzino di 17 anni, Mohammed Abu al-Ula, è sparito il 7 ottobre 2023 a Kan Younis e la sua famiglia lo ha cercato negli ospedali per mesi, vivo o morto. Imbrahim Abu Zaher, 15 anni, viveva a Jabalia, nel Nord della Striscia, non si sa niente di lui dal 17 luglio 2025. Qualcuno ha riferito che si era avvicinato al confine con Israele per cercare cibo.
Molti adolescenti e bambini sono spariti in prossimità di centri di distribuzione. I parenti li hanno cercati a lungo anche nelle galere israeliane, senza riuscire ad accedere agli elenchi dei trattenuti. In qualche caso sarebbero arrivate testimonianze della carceri su avvistamenti di qualcuno, ma senza grandi conferme del fatto che siano ancora in vita.
Dati da verificare
Altri sono probabilmente morti sotto il crollo degli edifici: il Centro ha raccolto le testimonianze di madri che fuggendo mentre l’esercito israeliano bombardava spesso senza alcun avviso, sono riuscite a salvare una parte della famiglia, perdendo però, a volte, un figlio o una figlia durante la fuga. Spesso sono stati inutili i tentativi di accedere nuovamente alle aree bombardate occupate dall’esercito, per ritrovare i corpi tra i detriti.

La direttrice dell’Osservatorio, Nada Nabil, ha spiegato che “i minorenni spariti sono 7-8 mila, di cui circa 2.700 sono rimasti sotto le macerie e poi ce ne sono altri 200 svaniti nei corridoi lungo la costa, usati per spostare le gente da nord a sud, oppure nelle aree di attesa o ancora in prossimità delle posizioni occupate dall’esercito israeliano”.
Farina, bene prezioso
Nabil ha aggiunto che “Molti bambini proprio a causa della carestia hanno dovuto occuparsi della famiglia, cercando di procacciare cibo. Nel tentativo di procurare farina, si sono avvicinati ai convogli carichi di aiuti uamitari e spesso sono spariti in quelle circostanze”. Forse è necessario ricordare che rapire minorenni resta un crimine contro l’umanità.

Secondo Save the Children in totale sarebbero morti 20 mila bambin nella Striscia di Gaza. Ma in base agli ultimi dati di UNICEF, sarebbero addirittura oltre 50 mila.
In base a un rapporto di OCHA (Ufficio dell’Onu per il coordinamento degli Affari Umanitari) di pochi giorni fa,i decessi documentati da parte palestinese e dal governo israeliano, a Gaza sarebbero morte ben 72.400 persone di cui 21.283 bambini e 1.200 israeliani, tra loro 33 bimbi.
Malnutrizione
Secondo le recenti analisi, la malnutrizione continua a colpire i più piccoli: a febbraio 3.700 bambini da 0 a 5 anni sono stati ammessi a programmi contro la malnutrizione, di cui 600 in forma grave. A marzo erano 2.800 di cui 400 in condizioni terribili.

OCHA ha sottolineato che parte dei dati sono relativi a testimonianze raccolte sul terreno, dunque ancora ‘da verificare’ da parte delle Nazioni Unite. L’Ufficio dell’ONU ha precisato che le condizioni igieniche a Gaza sono sempre più preoccupanti: ci sono stati casi di peste. Imperversano topi e le fonti d’acqua sotterranee sono inquinate dai detriti e dai cadaveri rimasti sotto le macerie. La gente è anche costretta a vivere in pochi chilometri quadrati, come si evince dalla mappa.

Alessandra Fava
alessandrafava2015@libero.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Vuoi contattare Africa ExPress?
Manda un messaggio WhatsApp con il tuo nome e la tua regione (o Paese) di residenza ai numeri
+39 345 211 73 43 oppure +39 377 090 5761
Ci si può abbonare gratuitamente ad Africa Express sulla piattaforma Telegram al canale https://t.me/africaexpress
e sul canale Whatsapp https://whatsapp.com/channel/0029VagSMO8Id7nLfglk
