Bombardate in Congo-K le postazioni ribelli: uccisa cooperante francese dell’UNICEF

I ribelli accusano Kinshasa dell'attacco con droni nel capoluogo del Nord Kivu. Monito di IGC: fate tacere le armi. Nuove sanzioni USA al Ruanda, che sostiene M23/AFC

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Africa ExPress
Kinshasa, 11 marzo 2026

Alle prime ore dell’alba di oggi, Goma, capoluogo del Nord-Kivu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo e da gennaio 2025 controllata dai ribelli M23/AFC, è stata bersagliata da bombe, lanciate da droni.

Durante l’attacco, secondo quanto riportato da Lawrence Kanyuka, portavoce di M23/AFC, sono morte una operatrice umanitaria francese di UNICEF e altre due persone.

Karim Buisset, uccisa in Congo-K

Colpita zona residenziale

Testimoni oculari hanno raccontato di essere stati svegliati all’alba da almeno due esplosioni. La prima bomba sarebbe finita nel lago Kivu, mentre la seconda avrebbe colpito un edificio in una zona residenziale di Goma, dove vivono operatori umanitari e personale dell’Unione Europea. Fatto confermato anche da Hadja Lahbib, commissaria dell’UE , responsabile degli aiuti umanitari.

La morte della 54enne francese, Karine Buisset, è stata annunciata sull’account X (ex Twitter) di Emmanuel Macron, presidente della Francia.

L’Unicef ha detto di essere “devastata e indignata” dalla morte di Buisset, sottolineando che la signora ha lavorato instancabilmente per sostenere i bambini e le famiglie colpiti da conflitti e crisi.

Vicino a residenza di Kabila

Il complesso abitativo colpito dai bombardamenti, è nel quartiere Kitindo, non lontano dal lago Kivu. Nello stesso quartiere, a poca distanza dalla casa della giovane francese, si trova pure la residenza di Olivia Kabila, moglie dell’ex presidente Joseph Kabila. L’ex capo di Stato congolese è stato recentemente condannato a morte in contumacia dall’Alta Corte militare di Kinshasa, perché ritenuto colpevole di altro tradimento, crimini di guerra, cospirazione e associazione con gruppi ribelli.

Al momento non è possibile affermare che l’obiettivo fosse l’ex presidente, che sembra nemmeno essere presente nel Paese.  Sta di fatto che AFC/M23 accusa Kinshasa di essere l’autore dell’attacco di questa notte. E, sempre secondo il gruppo armato, già lunedì scorso si sarebbe avvistato un drone nei cieli di Goma.

La residenza a Goma dell’operatrice umanitaria francese di UNICEF

Malgrado il trattato di pace, siglato nel dicembre 2025 a Washington, il conflitto continua imperterrito nell’est della ex colonia belga. Ridicole anche le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump che sostiene di aver chiuso otto gurre.

Monito di ICG

Solo qualche giorno fa, ICG, Gruppo di Contatto sui Grandi Laghi (ne fanno parte Stati Uniti, Germania, Belgio, Danimarca, Svizzera, Olanda, Svezia, Gran Bretagna, Francia e l’Unione Europea, in un comunicato congiunto ha fatto sapere di essere molto preoccupato per le continue violazioni dei trattati. Il primo, siglato appunto tra RDC e il Ruanda a Washington, il secondo a Doha, tra Kinshasa e il gruppo politico-militare M23/AFC.

ICG ha ricordato alle parti che il conflitto non può essere assolutamente risolto militarmente. Ha chiesto ai belligeranti di “impegnarsi nuovamente in modo urgente e inequivocabile, di cessare le ostilità e di riprendere i negoziati”.

Restrizioni visti

Intanto Washington ha annunciato la scorsa settimana restrizioni di visto per alcuni funzionari di Kigali, dopo quelle economiche già in atto nei confronti dell’esercito ruandese a di alti ufficiali, perché accusati di sostenere i ribelli nell’est del Congo-K. Il presidente americano, Donald Trump, continua a biasimare il Ruanda per il fatto che non rispetta quanto siglato a Washington alla fine dello scorso anno.

Basti pensare che l’accordo prevedeva in particolare il ritiro delle truppe ruandesi dalla parte orientale della RDC. Ma solo pochi giorni dopo la firma, i combattenti di M23/AFC, sostenuti dal Ruanda, avevano preso il controllo della città di Uvira.

ll gruppo armato M23 prende il nome da un accordo firmato il 23 marzo 2009 dal governo del Congo-K e da un’ex milizia filo-tutsi. La formazione ha ripreso le ostilità nel primo trimestre del 2022 ed è sostenuta dal vicino Ruanda. L’M23 fa parte di una coalizione politico militare più grande l’ Alleanza del Fiume Congo, fondata il 15 dicembre 2023 in Kenya della quale fanno parte diversi gruppi minori.

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